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mercoledì, marzo 20, 2013

Concorso Ruraland: "Seguimi, io non spreco"

La tua immagine per un futuro sostenibile!
Il concorso per immagini ‘Seguimi, io non spreco. La tua immagine per un futuro sostenibile’, rientra nell’ambito del progetto ‘RuraLand. Una finestra sul mondo rurale’ della Rete Rurale Nazionale, espressione dell’impegno del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per rafforzare il rapporto tra agricoltura e società.
Il progetto ‘RuraLand’ ha lo scopo di fornire ai giovani gli strumenti più adatti per acquisire conoscenze e capacità che consentano loro di sviluppare approcci e comportamenti responsabili nei confronti dell’ambiente. Obiettivo specifico del concorso è sensibilizzare le giovani generazioni sul tema dello spreco in tutte le sue declinazioni, soprattutto per quanto riguarda l’uso di risorse naturali come l’acqua, il suolo e il paesaggio, ma anche sul fronte dell’energia e della biodiversità. Il concorso mira a stimolare l’interesse dei nostri giovani, coinvolgendoli in una iniziativa creativa.

martedì, novembre 20, 2012

Un saluto da Betlemme e dai territori palestinesi occupati

Palestinian Olive Oil Sector (Medoliva 2012, Arezzo)


di A.G. - E' da giorni che ci penso. Che ripenso alle giornate di Medoliva (www.medoliva.it), la manifestazione fieristica internazionale dedicata alla filiera dell’olio extravergine, che si tiene ogni due anni ad Arezzo. Ci penso esattamente da quando a Gaza si è ripreso a morire con grande intensità.
In particolare ripenso al momento più interessante ed anche emozionante di questa edizione di Medoliva, sia dal punto di vista professionale che umano (perché poi le due cose non sono scisse, come spesso tenderebbero a farci credere), ripenso ad un signore che introduce il suo intervento così:
Un saluto da Betlemme e dai territori palestinesi occupati
Il post su Facebook di ieri di Francesco Travaglini, olivicoltore molisano competente ed illuminato (www.parcodeibuoi.com), intervenuto a quella bella tavola rotonda, rafforza questo ricordo; scrive Francesco:
Non si può accettare che ci si spari addosso. Ho conosciuto ad Arezzo il signor Fayyad, presidente dell'associazione di produttori di olio palestinese. Questo video scorre sul loro sito web. L'Olivicoltura, che procura una gran parte del reddito dei contadini della striscia di Gaza, "grazie" alla guerra ha visto espiantare o distruggere milioni (MILIONI) di ulivi, eliminando spesso l'unica fonte di reddito di molti palestinesi. E' sempre peggio..
الزراعة في فلسطين المحتلة (washaha)

Qualche giorno prima, in un altro angolo d'Italia (Sciacca, AG), nell'attesa di un convegno dal titolo Alimentazione sana e solidale a cena la D.ssa Margherita Caroli, bravissima e brillante pediatra nutrizionista pugliese, ci ricorda il forte valore simbolico dell'albero di olivo nelle diverse religioni e la sacralità di questa pianta presso le popolazioni musulmane.

Recupero allora gli appunti disordinati di quelle giornate di maggio. Dopo una presentazione del settore olivicolo in Palestina, Mr. Fayyad si soffermò sulle aggressioni israeliane contro gli olivi palestinesi, presentando i dati relativi all'anno 2011:
  • 158 attacchi registrati, 61 commessi dall'esercito israeliano e 97 dai coloni
  • 17.227 alberi sono stati danneggiati, di cui 7.941 sradicati o tagliati e devastati, 9.181 incendiati, 205 avvelenati, 105 "bagnati con liquami"
Distretti     Totale perdite (stima) US $
Jerusalem   1.039.936
Hebron          743.047
Bethlehem 1.250.236
Ramallah   1.944.894
Nablus       7.442.542
Salfit          2.160.250
Qalqiliya       380.204
Jenin               37.286
Perdite    14.998.534
Mr. Fayyad ci presenta anche prospettive, ostacoli e sfide future per lo sviluppo del settore dell'olio di oliva in Palestina.
  • Il settore dell'olio d'oliva palestinese ha un enorme potenziale per la produzione di olio extra vergine di oliva e olio EVO biologico, che richiede tuttavia una migliore organizzazione ed il miglioramento dei servizi, compresi quelli relativi alla certificazione biologica.
  • Il basso reddito generato dalla produzione di olio di oliva e le difficoltà in cui versa l'esportazione del petrolio ha portato a ridurre la produzione di olio d'oliva palestinese (si stima che la produzione di olio d'oliva si sia ridotta del 25% negli ultimi 30 anni).
  • Uno dei principali ostacoli è rappresentato dal marketing e dai problemi connessi all'esportazione (controlli sui confini, esperienze limitate, relazioni commerciali e reti limitate).
  • Il mercato ombra creatosi per l'assenza di controllo sui confini con Israele ha portato a forti oscillazioni nel mercato locale dell'olio di oliva.
  • I continui danni e violenze israeliane nei confronti dell'intero settore olivicolo.

Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2012 Anno Internazionale delle Cooperative (qui il sito ufficiale). Mr. Fayyad ha partecipato ai lavori del "Dunsany Group", gruppo composto da persone provenienti da diverse parti del mondo, riunitosi a settembre in Irlanda per definire, in occasione dell'Anno Internazionale delle Cooperative, un piano globale per lo sviluppo delle cooperative nelle aree rurali.
Qui il sito dell'iniziativa The World of Rural Co-operation International Roundtable Event 2012 e la Dichiarazione di Dunsany per lo Sviluppo delle Cooperative Rurali, frutto del lavoro del gruppo.
Qui il sito palestinese con un estratto della Dichiarazione: Fayyad Fayyad

La Dichiarazione di Dunsany è un documento molto interessante, merita secondo me di essere letto. Mi sfugge però, come spesso mi capita, come avverrà poi (ora) il passaggio fra il dichiarato e l'agito, come verrà messo in connessione il Castello di Dunsany con quanto sta accadendo a Gaza in queste ore.

L'articolo di un'amica dalla Calabria mi ricorda anche che oggi 20 novembre è la festa dei bambini, la Giornata Mondiale dei Diritti dell'Infanzia. Il pensiero non può non andare ai bambini di Gaza, qui il suo articolo: Giro, giro tondo. Oggi è (sarebbe?) la festa dei bambini

Wikipedia: Governance of the Gaza Strip

venerdì, ottobre 19, 2012

Diretta dal XII Forum internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione

Oggi e domani, 19 e 20 ottobre, a Cernobbio si terrà il XII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti con la collaborazione dello studio Ambrosetti.
E' un'occasione certamente interessante per riflettere di agricoltura ma non solo, anzi, soprattutto non solo. Il programma è consultabile sul sito Coldiretti. A partire dalle ore 10:00 inizierà la diretta online.

sabato, luglio 07, 2012

L'inviata de Il Lombrico Sociale al #Campdigrano si presenta

Due giorni fa si è chiuso il contest attraverso il quale avremmo selezionato l'inviato/a del blog Il Lombrico Sociale al primo #Campdigrano che si terrà a Caselle in Pittari (SA) dal 15 al 22 luglio.

Siamo felici di aver incontrato lungo la nostra strada i nuovi amici di #Campdigrano. Nel post in cui abbiamo lanciato il contest, le ragioni per cui AiCARE ha deciso di sostenere l'evento e mettere a disposizione una borsa di studio per 1 partecipante, ma non è neanche corretto, perché nessuno sostiene nessuno, o forse tutti sostengono tutti, ci si scambia esperienze, punti di vista e, ci piace pensare, si cresce insieme, sempre.
Ringraziamo tutte le persone che hanno accettato di giocare con noi partecipando al contest. E' giunto, però, il momento di presentare il vincitore, anzi la vincitrice, si chiama Valentina Musarra. In basso lo stato di Facebook apparso sul suo profilo con cui si è candidata. A seguire, la breve presentazione che le abbiamo chiesto di inviarci.
Appuntamento al #Campdigrano dal 15 al 22 luglio! E ci saremo anche noi, presenteremo AiCARE e l'agricoltura civica e sociale. Qui il programma.


Valentina Musarra
(inviata del blog Il Lombrico Sociale)
Vado a vivere un'avventura
vedere il seme che diventa grano
sole terra e agricoltura
col passato negli occhi e l'innovazione in mano.
Racconterò che il progresso, lo sviluppo reale
si nasconde tra spighe e profumo di pane
qui ogni uomo è risorsa, valore sociale
eh sì, la dignità umana ha radici lontane.


Valentina, 33 anni siciliana.
Segni particolari: Antica.
Vocazione naturale per la scrittura, ma mi affido ancora a carta e penna,
penso che la comunicazione oggi sia tutto, ma ho ancora un cellulare di prima generazione,
una volta l'anno organizzo un meeting familiare per fare il pane.
In tutto questo ovviamente la mia competenza giuridica mi è di grande aiuto.

lunedì, giugno 25, 2012

Selezioniamo un inviato per #Campdigrano: quando l'agricoltura produce e ispira innovazione sociale

“Il sol cuoce, il sudore ci bagna,
suona la cornamusa e ci accompagna,
finché cadiamo all'aperta campagna”
(Il canto dei mietitori)

Vinci 7 giorni al #campdigrano
settimana di alfabetizzazione rurale e innovazione sociale!

Càndidati per vivere una settimana da inviato del blog Il Lombrico Sociale al primo #CampdiGrano
Nel giorno di San Giovanni, in molte aree agricole italiane, tradizionalmente iniziava la mietitura del grano. Era occasione di festa, di stare insieme, giorno di grandi speranze per gli imminenti raccolti. Ancora oggi è tempo di seminare e sperare per poi raccogliere, sapendo che molto dipenderà da noi, dal nostro operato e lavoro, ma bisognerà anche avere fiducia, nella pioggia e nel sole ad esempio.
Nonostante le difficoltà, l'agricoltura e il mondo rurale sono al centro di cambiamenti importanti e numerose sono le esperienze che suggeriscono soluzioni originali ed innovative ai problemi di oggi, nuove modalità di dialogo fra economia, società civile, istituzioni e politica. Un'agricoltura in cui futuro e tradizione si fondono e si declinano in retro-innovazione: attingere dall'esperienza del passato per provare a dare risposte ai bisogni del presente. Questi cambiamenti, tuttavia, non riguardano solo le campagne ma coinvolgono l'intera società.

martedì, giugno 21, 2011

Dall'agriturismo alla fattoria sociale: aspetti tecnici e fattibilità

Martedì 28 giugno 2011 ore 9.30-12.00 - Sala Meeting Azienda Agricola Trerè Via Casale 19, Faenza.

Nel corso dell'incontro verranno delineate le possibili forme e pratiche di agricoltura sociale finanziabili nell'ambito dell'Asse 3, fornendo, in particolare, informazioni di dettaglio sugli aspetti tecnici legati alla realizzazione di un agriasilo/agrinido (requisiti strutturali, igienico-sanitari, professionali, ecc.).

Scarica il programma: clicca qui

sabato, luglio 24, 2010

Coltano: Cultura/Cibo/Cinema



Ciclo di workshop, seminari, dibattiti, spettacoli sul CIBO.

Dal 24 luglio al 1 agosto a Coltano (PI)



Per saperne di più: http://www.comune.pisa.it/coltanocibo/

sabato, marzo 29, 2008

Incontro della Piattaforma nazionale del progetto europeo Social Farming

Di seguito il testo del Comunicato stampa trasmesso in occasione del secondo incontro della Piattaforma nazionale che si terrà lunedì 31 marzo a Firenze.

Dopo il primo incontro di piattaforma nazionale svolto a Calci (PI) nel Maggio 2007, operatori sociali, operatori agricoli, ricercatori, amministratori e politici tornano a confrontarsi sulle tematiche dell’Agricoltura Sociale nell’ambito del progetto europeo “So Far”, in occasione della seconda riunione della piattaforma, prevista il 31 marzo a Firenze.
L’agricoltura sociale impiega le risorse dell’agricoltura per promuovere azioni terapeutiche, di riabilitazione, di inclusione sociale e lavorativa per target molto ampi di persone (disabili psichici e mentali, bambini, anziani, persone con disabilità fisiche, dipendenti da sostanze tossiche, etc).
In Italia, il termine agricoltura sociale è stato solo recentemente associato alla scena dello sviluppo rurale, abbracciando un’ampia gamma di differenti esperienze che sono presenti nel nostro territorio, ma fa parte del patrimonio delle società rurali che da sempre hanno attivato pratiche e forme di solidarietà, assistenza ed inserimento sociale; le esperienze attuali, nella maggior parte dei casi, sono nate da azioni autonome e spontanee e sviluppatesi nell’ombra per molto tempo.
Il progetto “So Far”, coordinato dall’Università di Pisa, coinvolge partners di 7 paesi dell’Unione europea con il compito di precisare il quadro dell’agricoltura sociale in questi paesi, promuovere confronto e scambio tra le realtà nazionali all’interno del gruppo di ricerca, raccogliere casi esemplificativi delle diverse modalità secondo cui l’agricoltura sociale è praticata nei singoli paesi e, soprattutto, definire delle linee strategiche innovative per la costruzione di politiche a supporto dell’agricoltura sociale in Europa.

Informazioni e documentazione:
http://sofar.unipi.it Università degli Studi di Pisa
http://www.teconline.it Comunità: agricoltura sociale e sezione Sofar Italia
http://www.arsia.toscana.it/agrisoc/agrisoc.htm: Arsia Toscana
http://www.infosofar.wordpress.com: sito di riferimento per il 2° Workshop nazionale
http://www.agrya.wordpress.com: struttura organizzativa 2° Workshop nazionale

Contatti:
Università di Pisa, Francesco Di Iacovo (Coordinatore SoFar):
francovo@vet.unipi.it
Agrya srl:
infosofar@gmail.com

Francesca Durastanti: cell. 3202119686
Angela Galasso: cell. 3477233721

Silvia Paolini: cell. 3200883959

domenica, marzo 02, 2008

Le politiche per l'agricoltura sociale

In occasione dell'incontro di presentazione del ddl “Disposizioni in materia di agricoltura sociale”, tenutosi a Roma venerdì scorso 29 febbraio, Roberto Finuola ha presentato un interessante quadro delle politiche per l'AS.
Lo ringraziamo moltissimo per aver messo il materiale presentato a disposizione di tutti i visitatori del blog.

Clicca qui per scaricare la presentazione "Le politiche per l'agricoltura sociale: il quadro normativo e le linee attuative".

lunedì, dicembre 03, 2007

Seminario: Agricoltura periurbana tra politiche e mercato

L'associazione i.rur - innovazione rurale (www.irur.it) organizza mercoledì prossimo, 5 dicembre 2007, a Torino un seminario sul tema dell'agricoltura in area periurbana e sulle politiche di sviluppo per essa possibili, tenuto conto dei suoi peculiari vincoli ed opportunità: "Agricoltura periurbana tra politiche e mercato".

Il programma della giornata (di cui a seguire riportiamo l'introduzione) è scaricabile alla pagina: http://www.irur.it/pdf/programma_seminario07.pdf

"Una marcata densità abitativa e la vicinanza ai centri urbani sono le caratteristiche principali delle aree periurbane; da questi fattori derivano punti di forza e debolezza.
In termini agricoli-rurali, una forza evidente è la vicinanza a importanti bacini di consumo di beni e servizi rurali; debolezze sono, invece, una situazione produttiva in molti casi marginale e una realtà imprenditoriale agricola in difficoltà.
Le aree periurbane si caratterizzano, quindi, per bisogni differenti dalle aree più propriamente rurali e agricole: gli spazi produttivi sono limitati o residuali; lo sviluppo delle attività non agricole tende a confinare le produzioni del primario, con una costante sottrazione di suolo rispetto alle altre destinazioni d’uso. Si può dire che questi territori perdano, con il passare del tempo, le caratteristiche rurali per divenire sempre più urbanizzati, con forti riflessi anche su un processo di gestione del territorio vieppiù più difficile.
Si identifica, dunque, una specifica domanda, che da latente è ora evidentemente esplicitata, di politiche di sviluppo rurale per tali aree.
Come poter attuare questo processo?
Un sostegno alla produzione di servizi e beni agricoli offerti alle comunità urbane?
Un supporto alle diversificazioni delle aziende agricole, per integrazione di reddito e fornitura di “servizi rurali” alla città?
Una remunerazione delle esternalità ambientali delle aziende agricole?
Una politica per l’agricoltura periurbana, o uno spazio per l’agricoltura periurbana in tutte le politiche?"

venerdì, novembre 30, 2007

Convegno: L’agricoltura sociale nel piano di sviluppo rurale della Regione Lazio

Nell'ambito della manifestazione "Andar per olio e per cultura 2007" che si terrà dall'1 al 9 dicembre 2007 in Sabina, nei paesi Canneto e Coltodino (Fara in Sabina - RI - Lazio), è previsto un convegno sul tema dell'Agricoltura sociale.

L'incontro, dal titolo "L'agricoltura sociale nel piano di sviluppo rurale della Regione Lazio", è previsto per le ore 10:00 di domenica 2 dicembre. Di seguito, il programma della giornata

DOMENICA 2 DICEMBRE
h. 9.00 Apertura stand di prodotti tipici locali.
h. 10.00 Convegno: L’agricoltura sociale nel piano di sviluppo rurale della Regione Lazio.
Presiede l’Assessore all’Agricoltura del Comune di Fara in Sabina Stefano Agneni
Intervengono: il Presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio Onorevole Mario Perilli, il Vice Presidente della Commissione Agricoltura Onorevole Enrico Fontana.
h. 13.00 Pranzo nella tradizione sabina per riscoprire il gusto di antichi sapori.

Il programma dell'intera manifestazione è consultabile alla pagina web:
http://www.gosabina.com/news/20071126/andar-per-olio-e-per-cultura-2007-canneto-e-coltodino-fara-in-sabina-1-9-dicembre-2007.asp

venerdì, ottobre 19, 2007

Dal Convegno Nazionale “Agricoltura biologica per l’agricoltura sociale"

Il lombrico sociale c'era ... c'era... e quindi riporta qualcosa (diciamo che trasferiamo qui un po' di appunti sparsi).


Innanzitutto, merito all'AIAB per il contributo nel portare il tema dell'AS all'attenzione nazionale, con il progetto “Programma Nazionale di sviluppo e promozione della rete delle bio-fattorie sociali” - finanziato dal ministero della Solidarità Sociale - e gli incontri di formazione realizzati su tutto il territorio nazionale nell'ambito dello stesso progetto, di cui il convegno di ieri ne rappresentava la conclusione. E merito per l'aver portato il tema all'attenzione della politica nazionale: all'incontro di ieri hanno partecipato il Ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero ed il sottosegretario alle Politiche Agricole del Mipaaf Stefano Boco.

Riporto alcune, solo alcune, delle cose emerse e di cui si è discusso ieri.

Da evidenziare, certamente, l'impegno del ministro Ferrero a convocare a gennaio del 2008 un tavolo tecnico sull'AS, aperto anche al Ministero della Salute e dell'Agricoltura, che possa avviare delle riflessioni al fine di sviluppare sinergie fra politiche agricole e sociali ed adottare una strategia per lo sviluppo dell'AS in Italia [N.d.R. tragi-comica: sempre ... che il governo resista sino ad allora...].

Maria Grazia Mammuccini (amministratore dell'Arsia Toscana) ha evidenziato tre necessità:
- fare sintesi di quanto è stato fatto fino ad oggi ed adottare una strategia di sviluppo per l'AS;
- trasferire l'esperienza della cooperazione sociale e delle imprese sociali operanti in agricoltura ad altre imprese agricole;
- pensare e mettere in pratica soluzioni innovative per sviluppare i servizi nelle aree rurali.

Ha, inoltre, esposto sinteticamente - ed in maniera estremamente chiara - il percorso realizzato dall'Arsia in questi anni, descrivendone la metodologia ed i risultati, e le attività attualmente in corso.
Ma la cosa che mi piace riportare forse più delle altre è la seguente: l'attività realizzata da Arsia (e dai soggetti coinvolti nel progetto della durata di 5 anni), è costata complessivamente circa (se non ho capito male) 130 mila euro, cioè circa 25 mila euro l'anno. Come ci siamo già detti ieri al convegno con l'altro componente di questa effettivamente un po' strana redazione..., ci sentiamo di condividere pienamente quanto è stato detto a proposito della necessità di acquisire uno stile diverso nel fare le cose, diciamo più "essenziale" e quindi capovolgere uno stile, che ci permettiamo di dire è un po' tutto italiano, quello cioè di dover (sembra quasi necessariamente) spendere un sacco di soldi per riuscire a fare delle cose in grado di contribuire in maniera significativa allo sviluppo di un'area o di un territorio.
Ha, infine, sottolinato anche la necessità di avere anche per l'AS come riferimento il mercato e quindi lavorare per rafforzare le esperienze ad es. di filiera corta, creare mercati alternativi e valorizzare le produzioni dell'AS.

Nel pomeriggio tante esperienze e testimonianze di AS, ma per ora è tutto,
ag

mercoledì, settembre 19, 2007

Entro fine anno prevista approvazione della Commissione UE di tutti i PSR regionali

il comitato per lo sviluppo rurale della commissione europea ha approvato, nella seduta del 24 e 25 luglio, i programmi di sviluppo rurale relativi alla regione emilia romagna e alla provincia autonoma di bolzano. mentre il programma di bolzano si distingue per la grande importanza attribuita al settore ambientale, quello dell'emilia romagna si caratterizza per un maggiore equilibrio, avendo destinato le risorse sia al miglioramento della competitivita', sia dell'ambiente sia della qualita' della vita nelle aree rurali. per quanto riguarda gli altri 19 programmi regionali di sviluppo rurale, gia' presentati tutti alla commissione europea, i termini previsti per l'approvazione oscillano tra la fine di settembre per liguria, campania, lombardia, toscana e veneto e il periodo ottobre-dicembre per abruzzo, basilicata, calabria, friuli venezia giulia, lazio, marche, molise, piemonte, provincia di trento, puglia, sardegna, sicilia, umbria e valle d'aosta. (al.pe)

per informazioni sullo stato di avanzamento della programmazione 2007-2013 clicca qui

sabato, giugno 23, 2007

Multifunzionalità dell’agricoltura: servizi di prossimità e servizi in campo sociale nei territori rurali

Titolo decisamente altisonante…
Il 13 giugno scorso il Laboratorio Territoriale di Informazione ed Educazione Ambientale di Cave (Roma) e l’Associazione Ambientalista L’Umana Dimora hanno organizzato un incontro su “AGRICOLTURA E MULTIFUNZIONALITA’: quali opportunità per lo sviluppo sostenibile di un territorio rurale”.
In programma un intervento, fra gli altri, dal titolo "Multifunzionalità dell’agricoltura: servizi di prossimità e servizi in campo sociale nei territori rurali" (il titolo altisonante era già dato, anche se già utilizzato, rimane molto bello), al fine di inquadrare nel contesto dell'incontro anche gli aspetti della multifunzionalità connessi ai servizi sociali nei territori rurali.
Ho cercato di portare un piccolo contributo, ringrazio il prof. Senni e gli organizzatori dell’incontro per l’opportunità e la fiducia.

In basso riporto gli appunti utilizzati come traccia durante l’incontro, perchè qualcuno ha chiesto copia delle slides (e qualcuno le ha avute e qualcuno no), spero possano essere in qualche modo utili e comprensibili, pur non essendone per nulla certa. Le cose più sensate -come leggerete in basso nella nota introduttiva- non sono farina del mio sacco, altre le ho ripescate da alcune precedenti riflessioni, in alcuni casi rielaborate e poi semplicemente ho messo assieme il tutto per cercare di dare un filo conduttore (logico) ad un argomento abbastanza complesso, nel senso che porta con sé molte implicazioni e di diversa natura, dalla crisi ad un dato momento del modello agricolo europeo, alla necessità di individuare nuove strategie competitive, ai sistemi di welfare (anche in questo caso con modelli in crisi e nuovi modelli all’orizzonte), alle nuove tendenze del mercato (gli usi dei consumatori stanno cambiando, sarebbe un errore pensare che non cambia nulla ed è tutto fermo, basta dare un’occhiata in giro anche nella GDO, nelle nuove tipologie di prodotto introdotte e ad es. il variare col tempo del loro posizionamento negli scaffali).
Comunque, in basso, le note "traslate" dalle slides (blogger non ci dà la possibilità di caricare i files).
Continua a piacermi l'idea di raccogliere su questo blog le esperienze del dopo-master di ciascuno (nonchè degli altri incontrati in questi mesi) e di potersi confrontare e ragionare su questi temi, quindi se vi va, commentate pure queste brevi note, demolite, correggete, integrate.



Multifunzionalità dell’agricoltura: servizi di prossimità e servizi in campo sociale nei territori rurali
Note di Angela Galasso
Per l’incontro “AGRICOLTURA E MULTIFUNZIONALITA’: quali opportunità per lo sviluppo sostenibile di un territorio rurale”
Genazzano, 13 giugno 2007

Nota introduttiva
* NB: Questi appunti costituiscono un’elaborazione, del tutto personale, di un percorso fatto di esperienze di lavoro, di formazione, di letture e di confronti avvenuti con colleghi, amici, operatori del settore agricolo e del mondo della cooperazione sociale e costituiscono solo il tentativo di fornire alcuni elementi generali che possono essere ricondotti al complesso quadro della c.d. “agricoltura sociale”, quadro tuttoggi in via di definizione e che vede esperienze estremamente diverse fra loro, molto spesso caratterizzate da grande innovazione, forti valori etici, relazionali e motivazionali, ma anche a volte rischi di confusione e di scarsa concorrenzialità.
Tuttavia, in particolare per alcune parti di questa presentazione (definizione e ambiti della multifunzionalità, gli attori), desidero ringraziare soprattutto la collega di studi e di viaggi Silvia Paolini.


Riferimenti normativo/giuridici
* Il termine “agricoltura sociale” non ha alcun riferimento normativo/giuridico nel nostro Paese. Indica in senso ampio tutte quelle esperienze che coniugano agricoltura e lavoro sociale, con particolare riferimento – attualmente - all’inserimento (socio-terapeutico, educativo, lavorativo) dei soggetti più vulnerabili della società e/o a rischio di marginalizzazione. (SoFar, UniPisa)
* Altrettanto, il termine “fattoria sociale” non ha alcun riferimento normativo. Può trattarsi di strutture agricole aventi natura giuridica diversa (privata, pubblica, privato-sociale), aventi comunque forti finalità sociali. (SoFar, UniPisa)
* La definizione della figura dell’Imprenditore Agricolo Professionale come premessa fondamentale allo sviluppo della multifunzionalità agricola:
- D.l. 228/2001 (legge in materia di orientamento e modernizzazione del settore agricolo)
- D.l. 99/2004
- D.l. 101/2005

Ambiti della multifunzionalità in agricoltura
* Turismo (agriturismo, agripleinair, percorsi verdi/blu, trekking, turismo enogastronomico)
* Commercializzazione: la vendita diretta (gruppi di offerta e di acquisto, autoraccolta, consumo locale)
* Ambiente (biodiversità, verde pubblico, energie alternative)
* Didattica (fattoria didattica, agriasilo, museo in fattoria, agrobioparco, orti didattici)
* Welfare: servizi sociali nelle aree rurali (inserimento lavorativo in agricoltura, terapia orticolturale HT, attività assistita con animali AAA e terapia assistita con animali AAT, nidi aziendali, orti per anziani, giardini per Alzheimer, servizio mensa per anziani, servizi di trasporto – taxibus -, attività culturali - biblioteche, bibliobus, centri polifunzionali, …)

Le funzioni dell’agricoltura sociale
* Produttiva (agricoltura)
* Riabilitativa (servizi sanitari e socio-assistenziali)
* Relazionale (attività sociali, sportive, ludiche, …)
* Educativa (istituti scolastici, istituti minorili, affidi familiari, ...)


Gli attori: l’azienda agricola, gli utenti, le comunità rurali, la collettività, i consumatori

L’azienda agricola
* E’ il luogo fisico che rende possibile l’incontro degli altri attori
* Apporta la dimensione produttiva, necessaria per “fare” e, conseguentemente, “imparare facendo” e per entrare nell’ottica del “fare per davvero”
* Offre: ritmi naturali (stagioni, successioni di operazioni, …), varietà di compiti (semina, irrigazione, raccolta, diserbo,…), la possibilità di “prendersi cura” di qualcosa/qualcuno (piante, animali)
* In (o tramite) essa sono realizzate le attività di cui beneficiano gli altri attori, animate dalle competenze di volta in volta necessarie: attività terapeutiche, inserimento lavorativo, servizi alla collettività, nidi aziendali, produzioni etiche, attività didattiche

Alcune caratteristiche riscontrabili nelle aziende agro-sociali
* Attività diversificate
* Metodi di coltivazione biologici
* Attività che prevedono relazioni con altre persone (agrituristiche, vendita diretta, …)
* Ordinamenti produttivi più frequenti: orticolo, vivaistico, piccola zootecnia, olivicolo, vitivinicolo

Alcune caratteristiche riscontrabili negli imprenditori agro-sociali
* Disponibilità ad interfacciarsi con altre strutture del territorio (ASL, scuole, Comune, associazioni, gruppi di acquisto, ecc.)
* Disponibilità ad inserire o sperimentare attività agricole che possono facilitare l’integrazione sociale
* Disponibilità ad adeguare alcuni spazi dell’ambiente di lavoro
* Disponibilità a formarsi (incontri, brevi corsi, visite altre realtà aziendali, ecc.)
* Motivazione valoriale, autenticità nelle relazioni

Gli utenti
* Fasce svantaggiate (disabili, detenuti ed ex-detenuti, ex-tossicodipendenti, minori a rischio): inserimento lavorativo ed attività terapeutiche (orticoltura, attività assistite con animali)
* Nuclei familiari: nidi rurali
* Bambini, ragazzi: fattorie didattiche (city farms)
* Anziani: tra turismo sociale ed integrazione di servizio (visite in aziende, orti urbani, servizi)

Le comunità rurali
* Servizi per la popolazione nelle aree rurali: trasporti, biblioteche, ludoteche, servizi alla persona

Collettività
* Recupero e/o mantenimento di tradizioni e stili di vita della campagna
* Rafforzamento delle relazioni tra Urbano & Rurale

Consumatori
* Attenzione, interesse e buona disponibilità verso le produzioni “etiche”. Possibili sbocchi di mercato: vendita diretta, gruppo di acquisto solidali (G.A.S.), autoraccolta, mense, spazi nella GDO


Acune immagini…










Cosa può voler dire: modifica degli ambienti di lavoro










I punti di vista

Le imprese agricole
* Guardano a volte con sospetto a questa tipologia di attività (forse è verosimile l’affermazione che oggi quasi il 50% delle imprese AS sono cooperative sociali)
* Non conoscono le attività inerenti l’AS o le immaginano come una sorta di last minute (es. agriturismo nella stagione morta)
* Non possiedono una cultura adeguata per professionalizzare l’attività
* Non hanno, tranne rari casi, contatti con questo “mercato”

L’atteggiamento varia tra:
* Speculativo per ricavare vantaggi immediati
* Occasionale senza farne un’attività organizzata
* Esclusivamente non profit per offrire un’attività pagata dalla PA e non dal mercato
* Professionale per approfittare di nicchie di mercato che si avvantaggiano della garanzia etica

Le strutture coinvolte (enti, associazioni, strutture sanitarie, …)
* Hanno bisogno dell’agricoltura come attività complementare
* Vogliono creare lavoro
* Non hanno capacità di investimento
* Sono disponibili a creare al proprio interno delle figure di gestione
* Hanno bisogno di assistenza qualificata

Le pubbliche amministrazioni
* Hanno spesso disponibilità di superfici inutilizzate o mal gestite
* Sono disposte ad investire per un ritorno di immagine
* Spesso non hanno obiettivi chiari
* Hanno bisogno di soggetti gestori esterni

I consumatori
* Non hanno molte informazioni
* Non conoscono marchi effettivamente discriminanti
* Sono abituati a campagne a sfondo etico o di utilità sociale abbinate a prodotti alimentari o agricoli (es. Telethon, arance della salute, azalee AIL, ecc.)


Uno sguardo in giro

Cosa è stato fatto (in realtà molto altro)
* Progetto Agroliberi nel 1999 in Toscana (Cia)
* PSR Toscana, Asse III, misura 9.4 relativa ai servizi essenziali per la popolazione rurale (buona prassi nazionale): riflessione sul welfare nelle aree rurali, ricerca-azione in 3 aree rurali, 60 interventi rivolti a diversi target (bambini, minori, anziani, disabili)
* Progetto di sviluppo rurale promosso dall’Arsia a partire dal 2003 (50 realtà AS, pratiche inclusive per 1200 persone, servizi temporanei per 400 persone)
* Esperienze Leader+: Gal Alto Oltrepò (bibliobus, taxibus), Gal Valle del Crocchio (informazioni disabilità e assitenza famiglie disabili)
* Caso dell’azienda agricola Colombini (Lari, PI)
* Caso della cooperativa sociale Agricoltura Capodarco (Grottaferrata, RM)
* Master in agricoltura etico-sociale dell’università della Tuscia

Lavori in corso
* Progetto di formazione in AS (Arsia)
* Progetto europeo Social Farming (UniPisa)
* 2a edizione del Master in agricoltura sociale (Università della Tuscia)
* Il progetto delle bio-fattorie sociali (Aiab)
* Il progetto beni confiscati (Ministero dell’Interno e Libera)
* Singole realtà (cooperative sociali, consorzi di cooperative, imprese agricole private, associazioni, ecc.) che comunque, indipendentemente da ricerche, tecnici, nuove figure professionali e politiche più o meno in atto, … si muovono


Forse per il futuro occorre
* Uscire dall’occasionalità
* Puntare su modelli di gestione efficienti
* Separare attività con possibilità effettive di mercato (da collocare) da attività di servizio sociale
* Professionalizzare la gestione
* Realizzare campagne di informazione


Per saperne di più
http://www.agrietica.it/
http://sofar.unipi.it/
http://www.arsia.toscana.it/
http://lombricosociale.blogspot.com/

martedì, marzo 27, 2007

“Trova” l’agricoltura sociale nel PSR Lazio

Ero alla ricerca del riferimento all’agricoltura sociale presente nel Piano Strategico Nazionale (PSN) per lo Sviluppo Rurale, così con lo stesso strumento utilizzato per il PSN (la funzione “trova” di Acrobat) ho provato a ricercare dei riferimenti all’agricoltura sociale - o termini che in qualche modo potessero far pensare ad un riferimento a questa – anche nel Piano di Sviluppo Rurale (PSR) della regione Lazio e precisamente nel documento “Proposta di Programma di Sviluppo Rurale del Lazio per il periodo 2007/2013” approvato dal Consiglio regionale del Lazio il 21 febbraio 2007.
Essendomi soffermata nella lettura di alcune parti, per me è stato tutto sommato un esercizio utile; per il resto, non so che utilità possa avere, ma di seguito riporto i risultati di questa improvvisata “ricerca”. In giallo, fra i risultati emersi nel PSR, quelli non estranei – per lo meno non del tutto - all’argomento.


PSN per lo sviluppo rurale
“agricoltura sociale”: 2 risultati
- pag. 44 “la creazione di una adeguata rete di servizi alla popolazione, che contribuisca a creare di per sé delle micro-imprese locali. L’offerta di servizi alla popolazione sarà calibrata in funzione dei diversi gruppi target potenziali e può interessare, ad esempio, l’informazione sulle opportunità occupazionali, la cultura e il tempo libero, la sanità, la cura a domicilio delle persone, i trasporti locali, l’assistenza all’infanzia, l’inserimento lavorativo. Tra i gruppi target, meritano un’attenzione particolare i giovani, le donne, gli anziani, i lavoratori stagionali ed extra-comunitari, le persone in situazioni di disagio e di esclusione. Relativamente a questi ultimi, una tendenza che appare interessante promuovere e sostenere è quella legata alle imprese produttive, anche agricole, e di servizi che operano nel campo della cosiddetta agricoltura sociale (uso dell’azienda agricola per il soddisfacimento di bisogni sociali quali il recupero e l’inserimento di soggetti svantaggiati, attività didattiche per la scuola, ecc.)”, capitolo 2 La strategia generale del Piano, 2.2 Gli Assi del piano, fra le azioni chiave possibili per il raggiungimento dell’obiettivo prioritario “Miglioramento dell'attrattività dei territori rurali per le imprese e la popolazione” all’interno dell’Asse III “Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale”;
- pag. 45 “la creazione di iniziative che consentano una reale diversificazione delle attività agricole, concentrando l’attenzione, in relazione alle potenzialità dei territori, sulla qualificazione dell’offerta agri-turistica, la produzione di energia, la valorizzazione di prodotti di qualità del territorio, le già ricordate iniziative di agricoltura sociale, ecc. In particolare, per ciò che concerne le energie rinnovabili, un supporto specifico dovrà essere fornito allo sviluppo di impianti per l’utilizzo di tali fonti (anche in connessione con gli interventi realizzati a valere sugli Assi I e II)”, capitolo 2 La strategia generale del Piano, 2.2 Gli Assi del piano, fra le azioni chiave possibili per il raggiungimento dell’obiettivo prioritario “Mantenimento e/o creazione di nuove opportunità occupazionali e di reddito in aree rurali” all’interno dell’Asse III “Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale”.


PSR Lazio

“agricoltura sociale”: 0 risultati
“assistenza all’infanzia”: 0 risultati
“assistenza anziani”: 0 risultati
“comunità rurali”: 0 risultati (“comunità”: 5 risultati, capitolo 3.1.5 Leader, a proposito della descrizione della Base sociale di alcuni Gal si citano alcune “comunità” montane)

"cura a domicilio": 0 risultati
"disagio": 0 risultati
“fattorie sociali”: 0 risultati
“inserimento lavorativo”: 0 risultati
“ippoterapia”: 0 risultati
“mutualità locale”: 0 risultati
“nidi rurali”: 0 risultati
“servizi per l’infanzia”: 0 risultati
“servizi sociali di prossimità”: 0 risultati
“sussidiarietà”: 0 risultati
“terapia assistita con animali”: 0 risultati
“terapia ortocolturale”: 0 risultati
“welfare comunitario”: 0 risultati
“welfare”: 0 risultati

“categorie svantaggiate”: 1 risultato
- pag. 434 “…attraverso le misure afferenti alla diversificazione. Tra queste ultime, in particolare, si sostengono interventi per promuovere il ruolo dell’azienda agricola come soggetto erogatore di servizi essenziali e il ruolo delle microimprese nella realizzazione di attività di utilità sociale, a servizio della popolazione rurale e a favore di categorie svantaggiate”, capitolo 3.2. Strategia scelta per affrontare i punti di forza e di debolezza, a proposito dei temi prioritari (coerenza tra priorità tematiche e misure del PSR) ed in particolare sul tema “qualità della vita nelle aree rurali”.

“utilità sociale”: 1 risultato
- pag. 434, cfr. risultati “categorie svantaggiate” e “sociale”.

“inclusione sociale”: 3 risultati
- pag. 362 “La costruzione di un percorso realmente in grado di attivare risorse sociali, istituzionali e produttive, capaci di rivitalizzare gli spazi rurali tramite processi di inclusione sociale e di promuovere formule imprenditoriali collocate in una visione economica sistemica e sostenibile, necessita di un lavoro di stratificazione territoriale in grado di individuare caratterizzazioni e fabbisogni omogenei sui quali calare gli strumenti resi disponibili dal nuovo ciclo di programmazione per le aree rurali”, capitolo 3.1.4 L’economia rurale e la qualità della vita, 3.1.4.1 La struttura dell’economia rurale, 3.1.4.1.3 Gli obiettivi della zonizzazione;
-
pag. 474 “È altresì necessario incentivare i processi di partecipazione e inclusione sociale, che possano attivare risorse e capitali tenuti al margine; è indispensabile prevedere lo sviluppo di approcci sistemici in grado di generare convergenza sociale e istituzionale, prevedendo l’applicazione di strategie di sviluppo territoriali socialmente partecipate e condivise dalla base sociale”, capitolo 4 Priorità selezionate, orientamenti strategici comunitari e PSN, Asse III “Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale”, a proposito dell’obiettivo prioritario “Mantenimento e/o creazione di opportunità occupazionali e di reddito nelle aree rurali”;
- pag. 478 “…le principali linee di azione strategiche attivabili, con cui dar risposta alle esigenze di governance e valorizzazione locale, possono essere ricondotte essenzialmente alle possibilità offerte a livello locale con cui favorire l’attivazione di processi strategici di sviluppo e di inclusione sociale…”, capitolo 4 Priorità selezionate, orientamenti strategici comunitari e PSN, Asse IV Leader, a proposito dello sviluppo locale attraverso l’attuazione dell’approccio Leader.


“fattorie didattiche”: 5 risultati
-
pag. 201 “Opportunità - possibilità di attivare sinergie profittevoli tra il comparto e il turismo (enogastronomia, fattorie didattiche, agriturismo)”, capitolo 3.1.2 Andamento dei settori agro-alimentare e forestale, 3.1.2.1 Il sistema agro-alimentare, a proposito dell’analisi della filiera carni, a proposito degli sbocchi di mercato e dell’analisi SWOT della filiera;
- pag. 261 “Opportunità - multifunzionalità dell’attività agricola (agriturismo, vendita diretta, fattorie didattiche)”, capitolo 3.1.2 Andamento dei settori agro-alimentare e forestale, 3.1.2.1 Il sistema agro-alimentare, a proposito dell’analisi della filiera ovicaprina, a proposito degli sbocchi di mercato e dell’analisi SWOT della filiera;
- pag. 386 “Le fattorie didattiche rappresentano, ad esempio, un’importante occasione per la diversificazione delle fonti di reddito delle imprese agricole, nonché un’opportunità di crescita educativa ed etica della popolazione. L’esperienza ha avuto avvio, nel Lazio, a partire dal 2003, e presenta ampie potenzialità di ulteriore sviluppo (sono al momento solo 21 le fattorie didattiche della Regione)”, capitolo 3.1.4 L’economia rurale e la qualità della vita, 3.1.4.1 La struttura dell’economia rurale, 3.1.4.1.3 Gli obiettivi della zonizzazione, a proposito della zonizzazione regionale ed in particolare della struttura dell’economia rurale, delle barriere alla creazione di opportunità di impiego alternative, di formazione di micro-imprese e di turismo;
- pag. 441 “…produzione di beni a valenza sociale (fattorie didattiche, ecc.) e di servizi extragricoli…”, capitolo 3.2. Strategia scelta per affrontare i punti di forza e di debolezza, 3.2.1 Priorità territoriali, a proposito delle priorità territoriali di intervento strategiche per le aree rurali ad agricoltura intensiva e specializzata.


“sociale”: 47 risultati (di cui 11 più o meno direttamente riconducibili alle tematiche dell’agricoltura sociale)
- pag. 18 e pag. 23 “Fondo sociale europeo”, capitolo 3.1.1 Il contesto socio-economico, 3.1.1.3 La popolazione secondo l’età e l’istruzione, a proposito dell’analisi dei corsi di formazione realizzati nel Lazio finanziati dal FSE);
- pag. 21 “Servizi pubblici e privati di interesse sociale-ambiente”, capitolo 3.1.1 Il contesto socio-economico, 3.1.1.3 La popolazione secondo l’età e l’istruzione, a proposito dei Corsi IFTS programmati dal 2000 al 2003 per settore;
- pag. 70 “…Dal numero di prodotti riconosciuti in regione (DOP, IGP, DOC, IGT e tradizionali) derivano evidentemente forti potenzialità in termini di valorizzazione commerciale degli stessi e di rilancio produttivo, sociale e ambientale dei territori interessati dagli areali. …”, capitolo 3.1.2 Andamento dei settori agro-alimentare e forestale, 3.1.2.1 Il sistema agro-alimentare, a proposito dell’analisi delle produzioni tipiche;
- pag. 90 “…Invece, le aziende-famiglie esclusivamente anziane e di sussistenza presentano maggiori difficoltà di natura economica e sociale…”, “…per quanto riguarda le aziende-famiglie definite pluriattive, nel complesso la loro numerosità e la loro differenziazione in sottoinsiemi diversi per funzioni economiche, impatto sociale e caratteristiche strutturali, ne ribadiscono l’importanza…”, capitolo 3.1.2 Andamento dei settori agro-alimentare e forestale, 3.1.2.1 Il sistema agro-alimentare, a proposito dell’analisi della manodopera nelle aziende agricole;
- pag. 183 “… Benché il sistema della cooperazione laziale presenti un quadro non positivo nel suo complesso, non si può tralasciare il ruolo che le strutture cooperative svolgono sul piano sociale. Esse aggregano migliaia di piccoli produttori che altrimenti non avrebbero sbocchi per le loro uve…”, capitolo 3.1.2 Andamento dei settori agro-alimentare e forestale, 3.1.2.1 Il sistema agro-alimentare, a proposito dell’analisi della filiera vitivinicola e degli sbocchi di mercato;
- pag. 203 “da una parte caratterizzato da numerose potenzialità, poco valorizzate, intorno alle quali dovrà avviarsi una strategia forestale di lungo respiro e di grande rilevanza sociale, economica ed ambientale…”, capitolo 3.1.2 Andamento dei settori agro-alimentare e forestale, 3.1.2.1 Il sistema agro-alimentare, a proposito dell’analisi della filiera foresta-legno e delle tendenze generali del comparto;
- pag. 216 “la problematica generale più rilevante è rappresentata dall’attuazione di una gestione forestale sostenibile, capace di coniugare effettivamente gli obiettivi di salvaguardia ambientale, con quelli di sviluppo economico e sociale a favore della collettività generale e locale…”, pag. 217 “…il danneggiamento e la perdita di boschi in zone particolari e delle strutture boscate lineari di rilevante interesse ambientale e sociale…”, “…migliorare i criteri e le modalità di gestione delle risorse presenti negli ambienti forestali ai fini dell’accrescimento del valore ambientale, economico e sociale dell’ecosistema boscato nella sua interezza…” e “promuovere moduli ed attività selvicolturali coerenti ed adeguati al valore ambientale, economico e sociale delle foreste regionali…”, capitolo 3.1.2 Andamento dei settori agro-alimentare e forestale, 3.1.2.1 Il sistema agro-alimentare, a proposito dell’analisi della filiera foresta-legno e degli sbocchi di mercato;
- pag. 262 “…una strategia forestale di lungo respiro e di grande rilevanza sociale” e “Le problematiche ambientali... sottolineano ulteriormente la funzione di servizio di questo patrimonio al sistema economico e sociale…”, capitolo 3.1.2 Andamento dei settori agro-alimentare e forestale, 3.1.2.2. Il sistema forestale;
- pag. 303 “Nel nostro Paese si è avuto, negli ultimi anni, uno sviluppo economico-sociale…”, capitolo 3.1.3 La situazione ambientale, 3.1.3.2. Regime delle acque;
- pag. 321 “Considerando che l'energia dalle biomasse si basa anche in larga parte sugli scarti delle attività produttive, è un'ulteriore vantaggio economico e sociale in quanto il settore riutilizza e smaltisce rifiuti in modo ecologico…”, capitolo 3.1.3 La situazione ambientale, 3.1.3.3. Cambiamento climatico, il ruolo dell’agricoltura;
- pag. 344 “Istituto Nazionale di Previdenza Sociale” e pag. 345 “Fonte: da Franco S., La funzione sociale delle attività agricole: Il caso Lazio”, capitolo 3.1.4 L’economia rurale e la qualità della vita, 3.1.4.1 La struttura dell’economia rurale, 3.1.4.1.2 Alcuni dati di rilievo per l’analisi delle aree rurali, a proposito dell’analisi di dati occupazionali nel primo caso e come fonte citata a proposito dell’analisi dei dati delle aziende agricole con attività connesse nel secondo caso;
- pag. 349 “…ruolo strategico, sia per la valenza di ordine sociale e culturale, sia per i rilevanti effetti natura economica e occupazionale”, pag. 354 “…un breve accenno, su alcuni aspetti culturali riguardanti il vivere sociale della popolazione, in particolar modo nel Lazio, in relazione alla presenza di Roma e alla sua capacità “accentratrice” anche sotto questo aspetto…”, capitolo 3.1.4 L’economia rurale e la qualità della vita, 3.1.4.1 La struttura dell’economia rurale, 3.1.4.1.2 Alcuni dati di rilievo per l’analisi delle aree rurali, a proposito di turismo e potenzialità del turismo nel Lazio;
- pag. 357 “…è possibile confrontare quella che è la situazione nelle aree esterne alle zone urbanizzate, dove, anche se risultano presenti la rete di elettrificazione, di distribuzione idrica, i collegamenti stradali e quelli telefonici, troviamo spesso insufficiente la presenza di altri servizi, specie quelli di carattere sociale” e “in molte zone esterne alle aree urbane, dove sono ubicate la maggior parte delle aziende agrituristiche e di attività comunque realizzabili in ambito rurale, non si può contare su una grande disponibilità di servizi alla persona o comunque di livello sociale…”, capitolo 3.1.4 L’economia rurale e la qualità della vita, 3.1.4.1 La struttura dell’economia rurale, 3.1.4.1.2 Alcuni dati di rilievo per l’analisi delle aree rurali, a proposito di turismo e potenzialità del turismo nel Lazio ed in particolare a proposito dell’analisi di dotazione di infrastrutture e di servizi nelle aree rurali, la cui insufficienza è citata come ostacolo allo sviluppo del turismo rurale;
- pag. 359 “Dopo l’analisi dei principali indici di infrastrutturazione economica e sociale e dei più importanti caratteri del servizio sanitario…”, capitolo 3.1.4 L’economia rurale e la qualità della vita, 3.1.4.1 La struttura dell’economia rurale, 3.1.4.1.2 Alcuni dati di rilievo per l’analisi delle aree rurali, la frase segna il passaggio ad altro argomento (precisamente all’analisi del sistema bancario e creditizio del Lazio);
- pag. 362 cfr. risultati “inclusione sociale”, pag. 363 “…In questa direzione si esalta la nuova centralità assunta dalla dimensione territoriale e locale nel quadro delle politiche di sviluppo rurale e di coesione economico – sociale”, pag. 364 “…In base alle prevalenti caratterizzazioni territoriali si ha necessità di individuare diversi obiettivi e strumenti di politica agraria e di sviluppo rurale, attraverso cui promuovere ed incentivare i settori economici centrali e rimuovere i problemi economici e di riequilibrio sociale e territoriale”, capitolo 3.1.4 L’economia rurale e la qualità della vita, 3.1.4.1 La struttura dell’economia rurale, 3.1.4.1.3 Gli obiettivi della zonizzazione, a proposito di lavoro di analisi e metodologia;
- pag. 386 “…Da segnalare l’importanza essenziale del ruolo sociale e culturale dell’azienda agricola, indotta dalla crescente sensibilizzazione della popolazione e degli operatori verso le tematiche socio-culturali ed ambientali, in particolar modo delle aree rurali. Le fattorie didattiche rappresentano, ad esempio, un’importante occasione per la diversificazione delle fonti di reddito delle imprese agricole, nonché un’opportunità di crescita educativa ed etica della popolazione. L’esperienza ha avuto avvio, nel Lazio, a partire dal 2003, e presenta ampie potenzialità di ulteriore sviluppo (sono al momento solo 21 le fattorie didattiche della Regione).” e “…Nelle aree esterne alle zone urbanizzate, anche se risultano presenti la rete di elettrificazione, di distribuzione idrica, i collegamenti stradali e quelli telefonici, è spesso insufficiente la presenza di altri servizi, specie quelli di carattere sociale”, capitolo 3.1.4 L’economia rurale e la qualità della vita, 3.1.4.1 La struttura dell’economia rurale, 3.1.4.1.3 Gli obiettivi della zonizzazione, a proposito della zonizzazione regionale ed in particolare della struttura dell’economia rurale, delle barriere alla creazione di opportunità di impiego alternative, di formazione di micro-imprese e di turismo; cfr. risultati “fattorie didattiche”;
- pag. 392, 394, 396, 397, 399, 400 “Base sociale”, capitolo 3.1.5 Leader, a proposito della descrizione della Base sociale di alcuni Gal;
- pag. 402 “Sulla base dell’analisi di contesto svolta a livello regionale, relativa alla situazione sociale, economica, ambientale e produttiva, sono state individuate una serie di criticità e potenzialità che caratterizzano la Regione Lazio nel suo insieme”, capitolo 3.2. Strategia scelta per affrontare i punti di forza e di debolezza;
- pag. 403 “…le piccole aziende a conduzione familiare, caratterizzate sia dalla flessibilità nell’uso delle risorse che dalla frequente coesistenza di attività agricole ed extra-agricole, potrebbero più facilmente adottare l’attivazione di strategie di conduzione aziendale volte alla diversificazione delle fonti di reddito cogliendo l’opportunità connessa alla crescente domanda di beni e servizi di natura sociale, paesaggistica e ambientale…”, capitolo 3.2. Strategia scelta per affrontare i punti di forza e di debolezza, a proposito di utilizzazione dei terreni e struttura agricola;
- pag. 415 “Al fine di evidenziare gli elementi positivi e negativi che determinano il contesto economico, sociale e produttivo delle aree rurali laziali, è necessario considerare le dimensioni principali che investono tali territori e, che in maniera più o meno indiretta, ne determinano il relativo profilo competitivo. …” e
“…La sfida infatti per molte di queste aree si baserà sulla loro capacità di creare occasioni di diversificazione economica e integrazione multisettoriale, approfittando delle recenti opportunità determinate dal cambiamento strutturale dell’economia e dalle recenti politiche di sviluppo territoriale. Per favorire questi processi è fondamentale anche rafforzare le occasioni di partecipazione sociale ai più generali processi di costruzione delle strategie territoriali, incentivando le occasioni di rafforzamento del capitale relazionale e creando le opportunità per valorizzare processi di governance territoriale che sappiano migliorare, tramite processi autocentranti e bottom up, le recenti opportunità di contesto. …, capitolo 3.2. Strategia scelta per affrontare i punti di forza e di debolezza, nel paragrafo economia rurale e qualità della vita nelle aree rurali;
- pag. 416 “La struttura dell’economia rurale permette di analizzare il livello di sviluppo e il grado di diversificazione economica presente, permettendo prime riflessioni sulla capacità delle aree rurali laziali di intercettare le moderne componenti dell’economia rurale. Le infrastrutture e i servizi legati alle aree rurali consentono invece di evidenziare se, e in che misura, vi sia ritardo strutturale e infrastrutturale nei principali servizi a supporto della società e dell’economia. Infine, il potenziale umano e le esperienze di governance indicano il grado di qualificazione del capitale umano e le esperienze di partecipazione sociale e di convergenza istituzionale relativi ai sistemi di governo del territorio”, capitolo 3.2. Strategia scelta per affrontare i punti di forza e di debolezza, nel paragrafo economia rurale e qualità della vita nelle aree rurali;
- pag. 416 “…Al fenomeno di controurbanizzazione si contrappone un effetto abbandono soprattutto delle aree marginali, non capaci di trattenere la popolazione per via della cronica carenza di servizi e di possibilità economiche e occupazionali. Quindi, se da una parte si notano dinamiche positive, dall’altra esistono ancora fenomeni preoccupanti, che possono compromettere la vitalità sociale, economica e ambientale di molte aree rurali laziali. …”, capitolo 3.2. Strategia scelta per affrontare i punti di forza e di debolezza, nel paragrafo economia rurale e qualità della vita nelle aree rurali, a proposito di struttura della popolazione e dell’insediamento;
- pag. 422 “Sostegno al ruolo sociale, ambientale e paesaggistico dell'attività agricola e forestale, favorendo la produzione di beni a valenza sociale e di servizi extra-agricoli”, capitolo 3.2. Strategia scelta per affrontare i punti di forza e di debolezza, a proposito di fabbisogni prioritari di intervento relativi alla qualità della vita nelle zone rurali e alla diversificazione delle attività agricole;
- pag. 429 ”Il contributo dell’Asse [Asse III, n.d.r.] si esplicita, inoltre attraverso il sostegno ad iniziative ed azioni volte alla creazione di servizi a favore delle donne (es: agrinido, assistenza per anziani etc..), da realizzarsi con gli interventi di diversificazione delle aziende agricole, così da affermare il ruolo multifunzionale attraverso la valorizzazione della funzione sociale didattica e ricreativa delle stesse, od anche attraverso il sostegno alla realizzazione di servizi essenziali per la popolazione rurale”, capitolo 3.2. Strategia scelta per affrontare i punti di forza e di debolezza, a proposito dei temi prioritari (coerenza tra priorità tematiche e misure del PSR) ed in particolare sul tema “ricambio generazionale e politiche di genere”;

- pag. 432 “Negli ultimi anni le aree rurali laziali, come nel resto d’Italia, sono state interessate da profonde trasformazioni che hanno prodotto una modifica sostanziale della loro tradizionale struttura economico-sociale”, capitolo 3.2. Strategia scelta per affrontare i punti di forza e di debolezza, a proposito dei temi prioritari (coerenza tra priorità tematiche e misure del PSR) ed in particolare sul tema “turismo rurale”;
-
pag. 433 “…In tal senso appare fondamentale consentire l’adozione di obiettivi complessivi legati alla qualità della vita, favorendo l’ampliamento delle infrastrutture e dei servizi di informazione e comunicazione (ICT), il miglioramento dei servizi, l’aumento della vitalità sociale e culturale, la valorizzazione del patrimonio ambientale e architettonico, il miglioramento della governance locale e di tutti quei servizi in genere funzionali ad un incremento della qualità della vita”, capitolo 3.2. Strategia scelta per affrontare i punti di forza e di debolezza, a proposito dei temi prioritari (coerenza tra priorità tematiche e misure del PSR) ed in particolare sul tema “qualità della vita nelle aree rurali”;
- pag. 434, cfr. risultati “categorie svantaggiate” e “utilità sociale”;
- pag. 474, cfr. risultati “inclusione sociale”;
- pag. 478, cfr. risultati “inclusione sociale”.


Per scaricare il documento "Proposta PSR Lazio 2007/2013" clicca qui.

lunedì, novembre 20, 2006

Ecco la (breve) descrizione dell'incontro

che si è tenuto ad Arezzo sabato 18 novembre, ad Agrietour salone nazionale dell'agriturismo e dell'offerta territoriale, in cui si è parlato anche di agricoltura ed agriturismo sociale.

In un contesto più ampio, in cui si è parlato di agriturismo e di multifunzionalità, si è tentato di declinare ed illustrare nelle linee più generali (riuscendo abbastanza, mi sembra) alcuni aspetti recenti e particolarmente innovativi per l'attività agrituristica.

Il titolo dell'incontro: Agriturismo, turismo rurale e multifunzionalità in agricoltura. Nuove opportunità dalla programmazione comunitaria 2007 -2013.
Presentazione dell'incontro da parte della Rete Nazionale per lo Sviluppo Rurale:
La nuova politica comunitaria di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013 apre un ampio ventaglio di opportunità per quanti si occupano di agriturismo e turismo rurale nelle regioni italiane.
Obiettivo dell’incontro - organizzato dalla Rete Nazionale per lo Sviluppo Rurale, AGRI@tour e dal GAL Appennino Aretino, è:
• illustrare le strategie di intervento e le azioni sostenute nel Piano Strategico Nazionale;
• fornire alcuni spunti, idee e soluzioni operative per impostare una efficace strategia di qualificazione e promozione dell’offerta agrituristica nelle aziende e nelle aree rurali;
• creare un momento di confronto sul “valore aggiunto” dell’approccio LEADER per la valorizzazione dell’agriturismo e del turismo rurale.

Nel corso dell’incontro è stata approfondita in particolare l’organizzazione nelle aziende di attività legate a:
* la produzione di alimenti;
* l’agriturismo sociale;
* le attività didattiche;
* le attività all’aperto.

All’incontro sono intervenuti:
Giorgio Del Pace – Presidente del GAL Appennino Aretino
Carlo Hausmann - Direttore ARM - CCIAA Roma
Livia Pianelli – Direttore Nazionale Terranostra
Francesco Di Iacovo – Docente Università di Pisa
Saverio Senni – Docente Università della Tuscia
Fausto Faggioli – Fattorie Faggioli
Raffaele Jannucci – Direttore rivista Plein Air
e 45 persone provenienti da tutta Italia (operatori agrituristici -attuali ed aspiranti-, tecnici, giovani laureati e studenti universitari, Gal ed altre agenzie).
Per saperne di più su AGRIeTOUR: www.agrietour.it
ag