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lunedì, marzo 16, 2009

Modena, 20 marzo: convegno su Agricoltura Sociale

Come già anticipato, ecco ora un post con maggiori informazioni in merito al convegno del prossimo 20 marzo che si terrà a Modena.

L’AGRICOLTURA SOCIALE
Una pratica innovativa in ambito europeo, avanzamenti della ricerca e delle pratiche di campo.

Laboratorio Educazione Ambientale
Comune di Modena
via Pomposiana 292, Marzaglia - Modena
venerdì 20 marzo 2009 - ore 08.30

La notizia sul sito della provincia di Modena, clicca qui
Scarica il programma, clicca qui

mercoledì, marzo 04, 2009

Parte la discussione del Manifesto sull'agricoltura sociale. Partecipi? Ma sì!

Siamo molto felici di poter ospitare sul nostro blog uno spazio dedicato alla discussione che si sta avviando in questi giorni in diverse parti d'Italia e d'Europa, a proposito del Manifesto europeo dell'agricoltura sociale.
Tutti i nostri lettori sono invitati a partecipare attivamente al dibattito esponendo la propria opinione, frutto della propria personale esperienza.
Il Lombrico Sociale avrà cura di raccogliere i pareri ed i commenti di tutti per portarli a Modena dove il 20 marzo si confronteranno le diverse posizioni europee.
In basso pubblichiamo il documento introduttivo alla discussione preparato dall'Università di Pisa, in qualità di partner del progetto europeo SoFar, nell'ambito del quale è maturata l'esigenza e l'idea di un Manifesto condiviso.

La modalità che vi proponiamo (tenendo conto delle possibilità e dei limiti della nostra piattaforma elettronica) è la seguente:

1) Lettura del documento introduttivo (qui sotto);

2) Lettura dei seguenti 4 post di seguito pubblicati:
argomento di discussione 1 - i principi
argomento di discussione 2 - i precedenti
argomento di discussione 3 - le richieste di cambiamento
argomento di discussione 4 - le prospettive
che rappresentano le quattro sezioni di cui si compone il Manifesto;

3) Lasciare il proprio commento nel post di pertinenza.

Ringraziamo tutti quanti vorranno dare il proprio contributo.
L'attuale versione integrale del Manifesto è scaricabile cliccando qui.

---***---

Come nasce il Manifesto sull’agricoltura sociale
Il progetto SoFar, finanziato dal VI programma quadro dell’UE per fornire suggerimenti alle politiche di sviluppo rurale dell’UE ha riunito, nel suo percorso di lavoro, numerosi portatori di interesse per l’agricoltura sociale, a livello nazionale e nei 6 paesi partner.
Il progetto SoFar ha organizzato delle piattaforme nazionali e comunitarie per facilitare il confronto, la discussione e l’individuazione delle azioni utili per rafforzare il tema dell’AS in EU.
Nel corso degli incontri è emersa con forza l’esigenza di comunicare meglio, tra gli stessi addetti ai lavori e all’esterno, il significato ed alcuni principi dell’AS.
Questo sentire si è concretizzato in un manifesto sull’agricoltura sociale, definito nella piattaforma tedesca. In sede comunitaria, in un incontro tra portatori di interesse dei singoli paesi partner del progetto (Germania, Italia, Francia, Irlanda, Olanda, Belgio, Slovenia) è emersa l’utilità di facilitare la formazione di un documento comune, capace di esprimere le posizioni europee sull’argomento. In questa prospettiva, il Manifesto sull’agricoltura sociale è stato tradotto nelle lingue dei paesi partecipanti, adattato ai contesti nazionali per essere sottoposto all’attenzione, alla discussione ed alle necessarie integrazioni e modifiche delle comunità nazionali di agricoltura sociale.

Quale significato per il Manifesto sull’agricoltura sociale
Il Manifesto (position paper), ha il compito di spiegare il significato attribuito al termine agricoltura sociale, le sue funzioni, posizionarne l’utilità nella società contemporanea, mostrarne la diffusione su scala comunitaria e nazionale, sottolineare le richieste di cambiamento auspicate e le possibili prospettive di sviluppo. Un “manifesto” o “position paper”, è un documento che presenta ed espone un’opinione (o posizione) su un determinato argomento. E’ una dichiarazione pubblica di principi ed intenzioni. Generalmente riporta le raccomandazioni di una determinata organizzazione o comunque di un gruppo di portatori di interesse in merito a diverse questioni, ad esempio di tipo politico, legislativo o di interesse collettivo.Il Manifesto sull’agricoltura sociale vuole unire una comunità di pratica in un documento condiviso, rafforzarne la capacità di coesione interna e di confronto verso l’esterno.

In che modo costruire una visione condivisa
Per la sua missione, è utile che il manifesto rappresenti un documento conosciuto, discusso, fatto proprio da parte dei numerosi soggetti che operano nel mondo dell’agricoltura sociale, in un’ottica di completezza e condivisione. Si tratta di un lavoro non semplice, parziale e progressivo. Per facilitare la discussione sul Manifesto, sono state create due tappe di lavoro. Un primo momento a Modena, il 20 Marzo, nel quale diverse posizioni europee si confronteranno. Una secondo momento sarà in occasione della Comunità di Pratiche Farming for Health, che si riunirà a Pisa dal 25 al 28 maggio 2009.
Queste due tappe rappresentano momenti di sintesi di fasi precedenti di discussione e di lavoro, in cui, gruppi di portatori di interesse si confrontano per analizzare e discutere il documento, formulando le possibili indicazioni di modifica.

Come leggere e discutere il manifesto
Il Manifesto è organizzato in quattro punti, riguardanti:
i principi, i precedenti, le richieste di cambiamento, le prospettive.
Soprattutto il primo e gli ultimi due punti, richiedono il contributo attento dei portatori di interesse. La discussione del documento, quindi, può avvenire per punti, evidenziando le integrazioni e le modifiche ritenute opportune e comunicandole al punto di contatto.
Durante la discussione sarebbe utile indicare i partecipanti e quanti sono interessati a sottoscrivere il documento riportando, oltre al nome ed al cognome e alla struttura di appartenenza, un riferimento telefonico e di posta elettronica.

Contatti
Università di Pisa, Francesco Di Iacovo (Coordinatore SoFar): francovo@vet.unipi.it
Agrya srl: infosofar@gmail.com

Argomento di discussione 1 - I Principi

L’agricoltura sociale (AS) valorizza l’agricoltura multifunzionale nel campo dei servizi alla persona e si caratterizza per legare la produzione di beni e servizi tradizionali alla creazione di beni e reti informali di relazioni. Accanto alla produzione di prodotti alimentari e servizi tradizionali dell’agricoltura, l’AS interviene a sostegno della produzione di salute di azioni di riabilitazione/cura, dell’educazione, della formazione, dell’organizzazione di servizi utili per la vita quotidiana di specifici gruppi di utenti (agri-asili, servizi di accoglienza diurna per anziani, riorganizzazione reti di prossimità per la cura ed il supporto alla vita di anziani), nonché nella creazione di opportunità occupazionali per soggetti a più bassa contrattualità. L’agricoltura offre alle persone l’opportunità di partecipare ai processi produttivi e interagire con i cicli delle piante e degli animali, facilitando il riappropriarsi dei ritmi della natura, nella giornata e nell’anno. L’AS, oltre a valorizzare le potenzialità co-terapeutiche dell’interazione con i viventi, mette a disposizioni luoghi e facilita l’incontro con gruppi di persone dove potenziare le capacità individuali e la vita di relazione delle persone coinvolte. L’AS vede attive imprese e famiglie agricole, cooperative sociali, associazioni di volontariato, strutture pubbliche, nell’avvio di iniziative inclusive legate alla gestione di processi produttivi agricoli. Gli utenti dell’agricoltura sociale sono persone con disabilità fisiche, psichiche e mentali, giovani con difficoltà nell’apprendimento o nell’organizzare la loro rete di relazioni, soggetti con svantaggio sociale e a bassa contrattualità, con dipendenze da droghe, disoccupati di lungo periodo, burn-out, malati terminali, anziani, bambini in età scolare e prescolare. L’agricoltura sociale consente di assicurare azioni di promozione di stili di vita sani ed equilibrati e, allo stesso tempo, rende disponibili servizi utili per innalzare la qualità della vita locale degli abitanti urbani e nelle aree rurali. Grazie alle sue risorse e alle sue peculiarità, l’AS consente di potenziare l’efficacia della rete di protezione sociale ed ispessirla nei territori più fragili e meno densamente popolati. L’AS si lega ad un modello di welfare municipale che basa sulla professionalità e sull’azione pubblica di regolazione e salvaguardia i suoi punti essenziali, ma che, allo stesso tempo è capace di integrare nell’organizzazione delle reti formali di servizi le azioni delle reti informali basate sul principio di responsabilità, sulla presa in carico e sullo spirito di comunità. L’AS promuove un modello di agricoltura più vicino alle esigenze del territorio, dei suoi abitanti e dell’ambiente, e guarda con attenzione alla responsabilità ed all’impegno dei consumatori nella selezione dei propri comportamenti di acquisto.

Argomento di discussione 2 - I Precedenti

In Europa le iniziative d’AS registrano una costante e rapida diffusione grazie all’efficacia dei servizi resi nel potenziare il successo dei percorsi di capacitazione personale, d’inclusione sociale e lavorativa di soggetti a più bassa contrattualità, nelle aree rurali come in quelle peri-urbane. In Paesi come l’Italia, la Norvegia, il Belgio, la Francia e l’Olanda queste iniziative individuali si stanno traducendo in reti e movimenti, anche grazie ad iniziative di animazione e di supporto da parte delle poltiche e di Agenzie di supporto. In altri Paesi, tra cui l’Irlanda, il Regno Unito, la Finlandia, la Danimarca, la Germania, la Slovenia, le iniziative sono ancora isolate tra loro seppure promettenti per i risultati ottenuti. Ci sono poi paesi, come la Repubblica Ceca, il Portogallo, la Spagna, dove si registrano progetti pionieristici e non sempre pienamente valorizzati per il loro impatto sociale. In Olanda e in Belgio il numero delle Care Farms cresce in modo esponenziale grazie anche all’esistenza di una chiara normativa. Le aziende accolgono persone con svantaggio e sono seguite da Agenzie nazionali o regionali. In Italia, accanto al mondo della cooperazione sociale e del volontariato, un numero crescente di aziende agricole offre opportunità inclusive e nuovi strumenti in campo socio-terapeutico. Allo stesso tempo, sono presenti iniziative nelle quali la creazione di occupazione avviene in territori deboli economicamente e su terreni sottratti alla malavita organizzata. In Scandinavia e in Olanda, il riconoscimento dei servizi da parte pubblica consunte la creazione di nuove opportunità di integrazione del reddito agricolo attraverso l’offerta di servizi pubblici. In Italia ed in Francia, l’offerta di servizi di agricoltura sociale si lega alla formazione di nuove reti capaci di legare in modo nuovo e reciproco le aziende ed il terzo settore con il consumo critico e con la rete di protezione sociale.

In Italia si registra una grande attenzione ed un notevole interesse sul tema dell’agricoltura sociale. Le associazioni, il mondo del sociale, gli operatori socio-terapeutici, le aziende agricole e parte del mondo associativo agricolo, gli utenti e le loro famiglie, gli Enti gestori dei servizi e le istituzioni pubbliche, avviano iniziative che fanno leva sulle potenzialità che l’uso sociale dell’agricoltura è in grado di offrire ma, allo stesso tempo, si confrontano con tutte le rigidità derivanti dalla settorialità delle politiche educative, agricole, socio-assistenziali, della formazione. A questa difficoltà, se ne legano altre, tra cui: la differente sensibilità delle reti istituzionali locali nel condividere progetti innovativi e supportare il consolidarsi delle reti informali; la diversa disponibilità locale nel definire procedure, regole di funzionamento e modelli di lavoro innovativi nel campo dell’AS; una carenza nell’assistenza tecnica ai nuovi progett; una difficoltà dei servizi pubblici nel proiettare la rete dei servizi nel territorio con adeguate azioni di tutoraggio; dei limiti nel mettere a punto supporti educativi e formativi per gli operatori agricoli e sociali nei rispettivi campi. Come risultato si assiste poi ad una difficoltà nel valorizzare pienamente i fondi disponibili da parte delle politiche nazionali comunitarie. Accanto ad esperienze territoriali che mostrano un più elevato grado d’interazione ed integrazione territoriale tra soggetti con competenze e professionalità differenti, si associano realtà e progetti individuali e isolati. In questi ultimi casi, per le aziende agricole interessate ad offrire servizi, è spesso difficile trovare interlocutori istituzionali negli enti gestori dei servizi. Gli operatori sociali ed i terapeuti interessati a portare in attuazione pratiche e percorsi d’AS stentano a trovare disponibilità presso le aziende del territorio, o trovare terreni utili per l’avvio di percorsi d’AS. Altre volte, il terzo settore, avvia progetti socio-terapeutici che si confrontano presto con problemi di ordine economico dovuti alla difficoltà nel trovare con continuità del sostegno economico esterno, ovvero di gestire processi economici di impresa, con ricadute critiche dal punto di vista occupazionale. Il riconoscimento delle pratiche, una maggiore diffusione delle informazioni sui progetti avviati e sui risultati acquisiti potrebbero ridurre molti dei vincoli oggi esistenti alla affermazione dei progetti d’AS.

Argomento di discussione 3 - Le richieste di cambiamento

Il Futuro dell’Agricoltura Sociale in Italia ed altrove ha bisogno di un chiaro quadro di riferimento e di un diffuso riconoscimento delle pratiche avviate, con particolare attenzione per:

1. Riconoscimento del valore aggiunto creato dall’agricoltura sociale per la società
Gran parte delle esperienze di agricoltura sociale sono attive nell’ombra ed operano in modo volontario, pur offrendo un grande sostegno alle comunità locali, alle famiglie e, più in generale, alla creazione di beni collettivi. E’ utile, oggi, che il contributo assicurato da queste pratiche nel diversificare l’offerta di servizi, nel creare cultura di attenzione nei confronti delle persone e, spesso, delle risorse della natura, acquisisca magiore evidenza agli occhi della società attraverso il formale riconoscimento ed inserimento nella rete di protezione sociale e nell’organizzazione del welfare locale. L’azione inclusiva e formativa, ma anche le azioni socio-terapeutiche e quelle di organizzazione di servizi, il contributo all’educazione alimentare ed una più forte attenzione nei confronti delle risorse naturali, sono tutti elementi dell’AS che andrebbero riconosciuti, incoraggiati e supportati, accanto ad iniziative di sostegno per azioni mirate di ricerca. Le attività d’AS mettono a valore nuove risorse, valorizzano le reti informali, riducono l’impegno economico per le strutture pubbliche, e assicurano migliore visibilità per il mondo agricolo generando opportunità molteplici e diffuse che dovrebbero essere valutate con grande attenzione, specie in una fase di crisi delle risorse pubbliche.

2. Creare trasparenza nel quadro giuridico-istituzionale
La grande varietà di norme, regolamenti, istituzioni e supporti che interviene nell’arena in cui opera l’AS necessita di essere chiarita e semplificata agli occhi degli utenti e dei portatori di progetto. Ciò richiede un grande sforzo in termini d’integrazione, tra competenze, enti gestori dei diversi servizi, differenti professionalità, anche al fine di facilitare l’ingresso di un maggior numero d’imprese agricole. In aggiunta, una particolare attenzione deve essere rivolta a quei gruppi di persone che non ricadono in specifici gruppi d’utenti o che non riescono ad avere accesso alla rete di protezione sociale, tra cui i giovani in
abbandono scolastico, affetti da burn-out, senza casa, rifugiati politici o emigranti che hanno necessità di un minimo di riferimento giuridico per potere avere accesso alla rete di protezione ed in particolare alle pratiche d’AS.

3. Sviluppare comunicazione e scambio di esperienze
L’opportunità di scambiare esperienze tra portatori di progetto sono state fino ad oggi molto limitate. Ciò ha prodotto una larga varietà di pratiche, anche molto distanti tra di loro, che andrebbe oggi, comunicata e scambiata. E’ vantaggioso promuovere reti di portatori d’iniziative, attraverso cui promuovere scambio di esperienze, la costruzione di nuove visioni e una migliore capacità di offrire spazio all’AS. Le iniziative e le reti d’AS dovrebbero essere adeguatamente supportate al fine di creare iniziative comuni di promozione ed informazione, la creazione di pubblicazioni, la presenza su adeguati spazi web e una rappresentazione politica dei propri interessi.

4. Organizzare una rete ed un servizio di supporto con funzioni di cordinamento
L’AS trarrebbe grande vantaggio dalla presenza di un punto di contatto. La creazione di una rete e di un’agenzia di supporto creata all’interno delle strutture di assistenza già esistenti potrebbe rappresentare un primo momento utile per superare la vischiosità e la frammentazione del sistema di regole, facilitare l’interazione con le istituzioni, informare circa le iniziative e gli strumenti di supporto esistenti. Questo coordinamento, oltre a favorire un migliore incontro tra la domanda e l’offerta di servizi d’AS, assicurerebbe supporti tecnici competenti ed utili per l’avvio di nuove progettualità, l’accesso alla formazione e a specifiche fonti finanziarie, facilitando, nel lungo periodo, lo sviluppo di nuove idee ed iniziative. Il compito del punto di contatto dovrebbe anche essere quello di rappresentare gli interessi dell’AS e di fornire informazioni sul tema ad un pubblico più vasto.

5. Promozione di azioni educative, formative, di supervisione e guida
Specifiche iniziative nel campo dell’educazione e nella formazione in agricoltura sociale sono state già avviate a diverso livello e meritano di essere ulteriormente estese e facilitate. Gli operatori in AS sono portatori di competenze diverse (agricole, sociali, sanitarie, educative, di gestione dei gruppi) che difficilmente possono ritrovarsi in una sola persona. Al contrario è necessario che soggetti con competenze distinte collaborino nella gestione dei progetti senza improvvisare competenze diverse da quelle possedute. Nondimeno, è necessario che gli operatori di AS, indipendentemente dal loro campo di provenienza (agricolo, sociale, terapeutico, educativo, etc) possano acquisire nel loro bagaglio di competenze un minimo di conoscenze diverse da quelle inizialmente possedute. A tale riguardo è utile continuare a progettare interventi di educazione e di formazione per formare operatori più preparati che potranno migliorare e sviluppare le pratiche di AS nelle aziende e nei singoli progetti. Allo stesso tempo, è necessario che i progetti d’AS siano attentamente tutorati e monitorati nei loro esiti da parte degli Enti gestori responsabili dei servizi sul territorio.

6. Supporto per la ricerca interdisciplinare sull’agricoltura sociale
Il tema dell’AS richiede di essere meglio indagato e conosciuto dal mondo della ricerca nei campi delle terapie e della medicina, dell’inclusione sociale e delle terapie occupazionali, dell’agricoltura e della formazione, delle ricadute economiche delle pratiche perle componenti pubbliche e private, degli strumenti di politica utili. Questi temi difficilmente possono essere separati tra loro nei progetti d’AS ma necessitano spesso di essere meglio consociati e apprezzati nello stesso momento, attraverso gruppi di ricerca multi-disciplinari ed un confronto aperto tra progetti situati in contesti territoriali differenti. L’esperienza mostra l’efficacia di un contatto diretto dei diversi utenti con i viventi, i ritmi della natura, i ritmi della vita dell’azienda agricola e l’organizzazione dei rapporti di lavoro in gruppi ristretti di persone. Questi effetti hanno però necessità di essere meglio documentati e valorizzati per offrire sostegno ad iniziative di riconoscimento e supporto dell’AS. Allo stesso modo, andrebbe meglio esplorato l’impatto che le pratiche d’AS, solitamente a grande intensità di lavoro, hanno sulla produzione delle risorse naturali, del paesaggio e del mantenimento della biodiversità. Eguale attenzione andrebbe posta sugli effetti delle pratiche d’AS sull’organizzazione e sul rinsaldamento delle reti informali e sull’organizzazione di comunità, oltre che sul risultato economico e sulla reputazione sociale delle aziende agricole coinvolte. La ricerca multidisciplinare dovrebbe essere capace di coinvolgere in modo partecipato i portatori di progetto e le loro esperienze favorendo la formazione di conoscenze collettive e la generazione di nuove idee e saperi. Il supporto ad iniziative e progetti pilota in campo scientifico potrebbe essere di aiuto nello sviluppo e nella definizione di modelli di lavoro da applicare in singoli progetti, come su scala territoriale.

7. Promozione della cooperazione in ambito Europeo
La cooperazione su scala europea è nata grazie all’iniziativa del progetto SoFar [Social Farming – Social services on multifunctional farms], http://sofar.unipi.it/). L’azione COST 866 Green Care in Agriculture (www.umb.no/greencare) e la Comunità di pratiche Farming for Health (http://www.farmingforhealth.org/) sono ulteriori iniziative che raggruppano ricercatori ed operatori impegnati nella discussione e nella ricerca sui temi dell’AS. Gli operatori ed i ricercatori che operano in Europa sul tema possono apprendere dalla collaborazione in iniziative comuni, dallo scambio di esperienze e di conoscenze e dall’avvio di iniziative di ricerca capaci di promuovere innovazione e definire soluzioni ed idee capaci di sviluppare e rafforzare le pratiche di campo. In questa prospettiva è utile pensare a dare continuità ad iniziative di cooperazione su scala europea sul tema dell’AS.

Argomento di discussione 4 - Le prospettive

Le prospettive per l’agricoltura sociale
I progetti e le esperienze di agricoltura sociale stanno già assicurando alla società una estesa gamma di servizi nell’ambito dell’agricoltura multifunzionale. Le misure a supporto dell’agricoltura sociale presentate nel position paper richiamano l’attenzione di soggetti politici, ministri, ricercatori, operatori pubblici e privati, consumatori e il pubblico in generale ad essere consapevoli circa la necessità di riconoscere mantenere e promuovere questi servizi. L’agricoltura sociale guarda con attenzione agli effetti sociali, culturali, educativi e terapeutici del contatto con i viventi e con la terra. Questo manifesto non guarda all’agricoltura sociale semplicemente come un’ulteriore opzione di specializzazione per le imprese agricole quanto, piuttosto, come un punto di partenza per discutere un futuro più attento alle componenti sociali e relazionali della vita quotidiana. I progetti di agricoltura sociale realizzati all’interno di un sistema trasparente possono offrire opportunità nuove per lo sviluppo individuale e sociale di persone a più bassa contrattualità, un approccio più attento e sostenibile alla gestione delle risorse naturali e la rivitalizzazione dei servizi e della vita nelle aree rurali. Quando più soggetti, privati e pubblici, agiscono in modo comune e concertato per sviluppare valori sociali e iniziative capaci di fornire risposte innovative a fronte del processo di razionalizzazione e competizione in atto, possono emergere. Il valore dell’agricoltura sociale apre nuove prospettive per costruire un paradigma utile a fronteggiare le nuove tensioni ambientali sociali ed economiche in atto su scala globale.

martedì, gennaio 27, 2009

Il manifesto dell'agricoltura sociale

La proposta di Manifesto, intitolata “Position Paper sull’agricoltura sociale” frutto del lavoro dei partner del progetto SoFar, esamina i Principi ed i Precedenti dell’agricoltura sociale e ne delinea lo stato dell’arte, esamina le richieste di cambiamento e le prospettive per l’agricoltura sociale.

Il Manifesto si concentra su 7 richieste di cambiamento:
1. Riconoscimento del valore aggiunto creato dall’agricoltura sociale per la società;
2. Creare trasparenza nel quadro giuridico-istituzionale;
3. Sviluppare comunicazione e scambio di esperienze;
4. Organizzare una rete ed un servizio di supporto con funzioni di coordinamento;
5. Promozione di azioni educative, formative, di supervisione e guida;
6. Supporto per la ricerca interdisciplinare sull’agricoltura sociale;
7. Promozione della cooperazione in ambito Europeo.

Clicca qui per scaricare la prima versione del Manifesto. A quanti interessati alla crescita dell’agricoltura sociale in Italia ed in Europa, è richiesto di partecipare attivamente alla costruzione della versione definitiva del Manifesto italiano dell’agricoltura sociale.

Per sottoscrivere il Manifesto, o segnalare integrazioni e modifiche, è possibile contattare il prof. Francesco Di Iacovo/SoFar research group: infosofar@gmail.com; http://sofar.unipi.it

Nei prossimi mesi vi saranno occasioni di dibattito e confronto sui contenuti del Manifesto. Presto daremo notizia sui luoghi e sulle date.

mercoledì, aprile 02, 2008

Agricoltura Sociale, ultima frontiera

Un augurio di buon viaggio a Paolo e Andrea, inviati del progetto "So Far", per la loro missione (speriamo non quinquennale) diretta all'esplorazione di strani mondi, alla scoperta di nuove forme di vita e civiltà, fino ad arrivare là, dove nessun uomo è mai giunto prima.

I viaggiatori/cineoperatori Paolo, ricercatore e cineoperatore italiano del team del “So Far”, ed Andrea, giovane coinvolto in attività di agricoltura sociale, stanno realizzando un documentario audiovisivo che si sviluppa attraverso un viaggio “on the road” nell’Europa rurale, partito dall’Italia. Sono previste tappe in tutti i Paesi partner del progetto (alcune già concluse), con riprese di casi-studio in ciascun Paese ed interviste a ricercatori e protagonisti. Le riprese si concluderanno ad aprile ed il montaggio entro la fine del progetto (ottobre-dicembre 2008).

Non vediamo l'ora di poter vedere il video, nel frattempo nella prossima tappa... bevetevi una birra irlandese alla salute del lombrico!

sabato, marzo 29, 2008

Incontro della Piattaforma nazionale del progetto europeo Social Farming

Di seguito il testo del Comunicato stampa trasmesso in occasione del secondo incontro della Piattaforma nazionale che si terrà lunedì 31 marzo a Firenze.

Dopo il primo incontro di piattaforma nazionale svolto a Calci (PI) nel Maggio 2007, operatori sociali, operatori agricoli, ricercatori, amministratori e politici tornano a confrontarsi sulle tematiche dell’Agricoltura Sociale nell’ambito del progetto europeo “So Far”, in occasione della seconda riunione della piattaforma, prevista il 31 marzo a Firenze.
L’agricoltura sociale impiega le risorse dell’agricoltura per promuovere azioni terapeutiche, di riabilitazione, di inclusione sociale e lavorativa per target molto ampi di persone (disabili psichici e mentali, bambini, anziani, persone con disabilità fisiche, dipendenti da sostanze tossiche, etc).
In Italia, il termine agricoltura sociale è stato solo recentemente associato alla scena dello sviluppo rurale, abbracciando un’ampia gamma di differenti esperienze che sono presenti nel nostro territorio, ma fa parte del patrimonio delle società rurali che da sempre hanno attivato pratiche e forme di solidarietà, assistenza ed inserimento sociale; le esperienze attuali, nella maggior parte dei casi, sono nate da azioni autonome e spontanee e sviluppatesi nell’ombra per molto tempo.
Il progetto “So Far”, coordinato dall’Università di Pisa, coinvolge partners di 7 paesi dell’Unione europea con il compito di precisare il quadro dell’agricoltura sociale in questi paesi, promuovere confronto e scambio tra le realtà nazionali all’interno del gruppo di ricerca, raccogliere casi esemplificativi delle diverse modalità secondo cui l’agricoltura sociale è praticata nei singoli paesi e, soprattutto, definire delle linee strategiche innovative per la costruzione di politiche a supporto dell’agricoltura sociale in Europa.

Informazioni e documentazione:
http://sofar.unipi.it Università degli Studi di Pisa
http://www.teconline.it Comunità: agricoltura sociale e sezione Sofar Italia
http://www.arsia.toscana.it/agrisoc/agrisoc.htm: Arsia Toscana
http://www.infosofar.wordpress.com: sito di riferimento per il 2° Workshop nazionale
http://www.agrya.wordpress.com: struttura organizzativa 2° Workshop nazionale

Contatti:
Università di Pisa, Francesco Di Iacovo (Coordinatore SoFar):
francovo@vet.unipi.it
Agrya srl:
infosofar@gmail.com

Francesca Durastanti: cell. 3202119686
Angela Galasso: cell. 3477233721

Silvia Paolini: cell. 3200883959

martedì, febbraio 05, 2008

Convegno "L'agricoltura sociale: nuove frontiere della multifunzionalità in agricoltura"

L’A.L.P.A. Nazionale promuove nei giorni 20, 21 e 22 Febbraio 2008 un convegno europeo. L’evento, nei giorni 20 e 21 Febbraio, sarà svolto presso l’Istituto Mondo Migliore (Rocca di Papa), mentre nel giorno 22 Febbraio sarò ospitato presso la sala conferenza della Cooperativa di Capodarco (Grottaferrata).
L’iniziativa promuove la conoscenza e la divulgazione dell’Agricoltura sociale, attraverso la partecipazione di soggetti istituzionali e non, coinvolti direttamente ed operativamente nell’ambito di questo tema.
Per ulteriori informazioni, per scaricare il programma e per le iscrizioni visita il sito: http://www.alpainfo.it/

IL LOMBRICO C'ERA!
CLICCA QUI PER SCARICARE LA BELLISSIMA PRESENTAZIONE DEL BLOG IL LOMBRICO SOCIALE DI SILVIA PAOLINI

venerdì, novembre 30, 2007

Un esempio di AS dalla Spagna

Abbiamo ricevuto un interessante articolo da una lettrice che ci segue dalla Spagna. Ci scusiamo con Daniela per i tempi un po' lunghi della pubblicazione e la ringraziamo del contributo.

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Sei mesi trascorsi nel cuore della Catalogna, a Barcellona, tra il calore e l’accoglienza della cultura spagnola e la dimensione internazionale di questa città piena di energia e colori, le cui parole d’ordine sembrano essere: efficienza, produttività, forte investimento nel sociale e nello sviluppo sostenibile. A pochi chilometri di distanza, nella comarca della Garrotxa, in provincia di Girona, uno splendido esempio di Agricoltura sociale, un progetto assistenziale di vita, un impresa sociale rispettosa delle persone, di madre Natura e degli animali, che fa i migliori yogurt della Catalogna: “Premio Catalano dell’Anno” come miglior iniziativa solidaria del 2007 e terzo fabbricante di yogurt della Catalogna in termini di commercio.

Il Progetto impresariale della Cooperativa La Fageda
Scoperto grazie ad un reportage televisivo trasmesso su un canale privato di Barcellona, il progetto socio-impresariale de “La Fageda”, i suoi buonissimi yogurt e budini “di fattoria” che si incontrano in tutti i supermercati della Catalogna, hanno arricchito la mia permanenza nella splendida città di Barcellona, dove non ho incontrato una persona che non conoscesse la storia di questi prodotti lattici. Visitai il sito internet della Cooperativa (http://www.fageda.com/) e presi un appuntamento per una visita guidata in castigliano. La Cooperativa, sta a circa un’ora e mezza di pulmann da Barcellona, nei pressi di Olot, in una delle principali riserve del Parco Naturale della Zona Vulcanica de la Garrotxa (Girona).
Era un sabato mattina, le attività erano ferme, ma ad attendermi, per la prima visita del giorno, c’era Iolanda, una delle educatrici de La Fageda. Tante le informazioni che mi sono state fornite, io italiana lei credo catalana, parlavamo la stessa lingua, condividevamo le stesse idee.
Rimasi entusiasta per quanto visto e sentito e chiesi di poter incontrare un responsabile. Mi fornirono il contatto di Albert Riera, Responsabile della Comunicazione, che dopo qualche giorno con grande gentilezza e disponibilità, mi concesse un incontro. Ci vedemmo il sabato successivo, anche per lui era un giorno di riposo ma, passeggiando con i figli e la moglie in uno dei parchi di Olot e condividendo un ottimo pranzo, rispose a tutte le mie domande, arricchendomi di particolari interessanti. Mi inviò poi via internet un documento ufficiale: "La Fageda, enero 2007. Una semblanza de La Fageda". Io non ho fatto altro che tradurre le informazioni riportate in questo testo, rielaborandole leggermente ed integrandole con le parole e i racconti di Iolanda e Albert Riera che ringrazio di cuore, e colorando il tutto con le mie impressioni. Non è solo un progetto, ma una filosofia, un modo di essere, di pensare e di agire.


Daniela Asterri

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mercoledì, settembre 19, 2007

Entro fine anno prevista approvazione della Commissione UE di tutti i PSR regionali

il comitato per lo sviluppo rurale della commissione europea ha approvato, nella seduta del 24 e 25 luglio, i programmi di sviluppo rurale relativi alla regione emilia romagna e alla provincia autonoma di bolzano. mentre il programma di bolzano si distingue per la grande importanza attribuita al settore ambientale, quello dell'emilia romagna si caratterizza per un maggiore equilibrio, avendo destinato le risorse sia al miglioramento della competitivita', sia dell'ambiente sia della qualita' della vita nelle aree rurali. per quanto riguarda gli altri 19 programmi regionali di sviluppo rurale, gia' presentati tutti alla commissione europea, i termini previsti per l'approvazione oscillano tra la fine di settembre per liguria, campania, lombardia, toscana e veneto e il periodo ottobre-dicembre per abruzzo, basilicata, calabria, friuli venezia giulia, lazio, marche, molise, piemonte, provincia di trento, puglia, sardegna, sicilia, umbria e valle d'aosta. (al.pe)

per informazioni sullo stato di avanzamento della programmazione 2007-2013 clicca qui

martedì, marzo 20, 2007

Annuario statistico europeo

Silvia segnala l’uscita dell’annuario statistico europeo, in cui ci sono dati statistici fino al 2005 su tutti i settori economici per tutti i paesi UE, scaricabili al link: Eurostat - Ds compendium (in basso, nella pagina che si apre, ci sono i singoli capitoli).

In particolare, segnala:

- il capitolo 4 sul welfare, in cui ci sono varie statistiche interessanti ed un paragrafo, intitolato “protezione sociale”, in cui si può avere un’idea della spesa sociale stanziata da noi e dagli altri paesi UE;

- il capitolo 11 sull'agricoltura, da cui (sempre su segnalazione di Silvia) emerge, ad esempio, che l'Olanda è la prima in Europa per aziende che effettuano anche attività extra agricole (turismo, artigianato,... mentre noi siamo quasi ultimi).