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venerdì, novembre 04, 2016

Iref Italia 2016 premia I Buoni Frutti

Iref Italia, Federazione delle Reti Europee di Partenariato e Franchising, ha premiato I Buoni Frutti, marchio etico per lo sviluppo dell'agricoltura sociale in Italia

Premiazione, Padova 26 settembre 2016
Iref Italia ha consegnato il Riconoscimento Speciale per il 2016 al Dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università di Pisa e ad AiCARE "per l'utilizzo della tecnica dell'affiliazione commerciale adattata ad una funzione pubblica per la costituzione del primo progetto di franchising sociale denominato I Buoni Frutti applicato in agricoltura a sostegno dell'innovazione e della diffusione di buone pratiche e prodotti di agricoltura sociale dando vita a un marchio etico a livello nazionale".
Per saperne di più:
I nomi dei premiati di Iref Italia 2016
I Buoni Frutti marchio etico per l'agricoltura sociale

lunedì, settembre 05, 2016

La mappa dell'agricoltura sociale: inserisci la tua esperienza

L’agricoltura sociale è sempre più un tema in evoluzione e sono in crescita le realtà in Italia che hanno avviato percorsi di inclusione lavorativa e sociale nel settore agricolo.
Sono aziende agricole, cooperative sociali ma anche amministrazioni ed enti; il numero e l’interesse per questi progetti sono in continuo aumento e ad oggi non esiste ne’ un elenco ne’ è così facile far emergere questo fenomeno.
Dall’esperienza decennale di AiCARE è emersa la domanda di dare visibilità a questi percorsi. Le domande che arrivano alla casella di posta di AiCARE spesso sono richieste come: dove sono le realtà? Dove è possibile trovarle? Come contattarle o visitarle? E anche: come posso far conoscere la mia esperienza? Ci sono altre realtà nella mia regione che fanno attività di agricoltura sociale?
Per provare a dare un aiuto concreto in modo leggero, facile e gratuito, AiCARE ha creato “La Mappa dell’agricoltura sociale in Italia”: con pochi click la propria realtà è on line e visibile. AiCARE invita tutte le realtà interessate ad inserire i propri dati.
Facciamo crescere l’agricoltura sociale in Italia! Diffondi la tua esperienza, vai sul sito www.aicare.it alla pagina dedicata alla mappa!
Poter dare visibilità a queste esperienze è un modo per favorire lo sviluppo di questo settore e facilitare gli scambi tra le esperienze ed i tanti interessati a questi argomenti.

martedì, luglio 23, 2013

Indagine sulle esperienze di agricoltura sociale in Toscana

In corso la mappatura delle esperienze di agricoltura sociale sul territorio toscano
Foto: AiCARE (Rhones Alpes, Francia)

La raccolta di informazioni è realizzata dall'Università di Pisa, in accordo con la Regione Toscana, Assessorato all'Agricoltura, in vista della realizzazione di un archivio unico regionale delle esperienze di agricoltura sociale attive sul territorio regionale, come previsto dalla normativa regionale vigente.
L'indagine riguarda i diretti portatori di pratiche di agricoltura sociale (aziende agricole, cooperative agricole, associazioni, cooperative sociali, enti pubblici) che coinvolgono attivamente persone a bassa contrattualità e/o attivi nell'erogazione di servizi alla popolazione.

Link alla scheda di rilevazione: clicca qui

Leggi le istruzioni e compila la scheda di rilevazione online o segnala l'indagine a chi ritieni possa essere diretta. La compilazione della scheda richiede dieci minuti circa.

martedì, maggio 03, 2011

Bilancio: 19 aprile 2007 - 19 aprile 2011

Correva l'anno 2007 ... eravamo in Olanda nel nostro "viaggio alla scoperta delle Care Farms" ed il cortese signore della foto, Jaap Meijer, allora Direttore del Centro Nazionale di Supporto alle Care Farms (l'Associazione Landelijk Steuntpunt Landbouw & Zorg), ci dava dei suggerimenti su come promuovere in Italia lo sviluppo dell'Agricoltura Sociale (AS)... ovviamente davanti a delle stupende birre locali!
I consigli di Jaap derivavano dall'esperienza olandese, e ci spiegava che un passo fondamentale per far sì che lo sviluppo dal basso delle prime esperienze del settore evolvesse in politiche di sostegno nazionali ed in una diffusione del "care farming", era stato quello di coinvolgere i referenti istituzionali (ovvero i responsabili dei Ministeri dell'Agricoltura e della Salute), portandoli in visita presso le care farms esistenti, in modo che potessero pienamente comprendere le ricadute del settore sulla cittadinanza.
Ricordo che allora spiegammo a Jaap, anche con un poco di fatica, come per noi non fosse così scontato "raggiungere" questo livello istituzionale e coinvolgerlo in un modo così pratico e concreto.

sabato, febbraio 26, 2011

Forum Nazionale - Comunità di pratiche dell'Agricoltura Sociale

Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo.


Cari amici,

in diverse occasioni molti hanno sollecitato la costituzione di un luogo di incontro e di confronto delle mille forme di espressione dell’agricoltura sociale.

Ci sembra necessario dare seguito a queste riflessioni costruendo insieme un percorso per la costituzione del “Forum Nazionale-Comunità di Pratiche dell’Agricoltura Sociale”.

domenica, luglio 26, 2009

WORM 3 #estate 09#

WORM
… LETTERALMENTE “VERME”

English version
For our increasing foreign friends: we apologize for writing mainly in Italian. We hope you’ll appreciate this effort in translating the first part of WORM, our monthly (more or less) message for the members of this group. If you would like to translate the whole WORM, you can use one of the various translator available on the web, like:
http://it.babelfish.yahoo.com/
http://www.worldlingo.com/en/products_services/worldlingo_translator.html

These have really been busy weeks, but … finally … here is a new edition of WORM!
In the section “Abbiamo letto, abbiamo visto, abbiamo ascoltato” (that’s “we read, we saw, we heard”) we indicate various items, giving them a common key of reading, that are these words written by youths (between 16 and 21 years old): “the large part of countries agrees on the need of grant free movement for goods, services, capitals and information; but governments are concerned about applying the same idea on movement of people”.

Then, in the section “Non si finisce mai di imparare…” (“we never stop to learn…”), we report something about the V meeting of the Community of Practice Farming for Health.

We remind that WORM is a note, but a long note, collecting a lot of links and ideas. It’s not thought to be read rapidly, only to update oneself on some subjects. Instead, it’s thought to offer opportunities of “contamination”, introducing people and pathways that can contribute to our idea of social farming. For allowing this, WORM requires a bit of your space and time.

For the new entries of this group: the first two issues of WORM are available on http://www.lombricosociale.info/ (post tagged 'worm').

Good reading of WORM and good summer everybody,
Angela, Francesca, Silvia
redazione@lombricosociale.info



Italian version
Sono state settimane (diciamo pure mesi), piuttosto impegnative… ma ecco il WORM … striscia ancora!
Nella rubrica “Abbiamo letto, abbiamo visto, abbiamo ascoltato” segnaleremo un po’ di cose… alle quali come sfondo vogliamo dare queste parole: la maggior parte dei paesi ha riconosciuto che esiste il bisogno di permettere ai beni, ai servizi, ai capitali ed alle informazioni di circolare liberamente tra gli stati, ma i governi mostrano timore nell’applicare lo stesso principio ai movimenti di persone (sono parole scritte da ragazzi di età compresa fra i 16 e i 21 anni).

sabato, giugno 20, 2009

Ancora foto dalla CoP Farming for Health '09

Clicca qui per vedere la prima parte delle foto scattate all'incontro della CoP internazionale Farming for Health.

Per essere aggiornato e partecipare alle attività della CoP segui il sito http://www.farmingforhealth.org/

domenica, giugno 07, 2009

Foto dall'incontro di Pisa della CoP Farming for Health

Grazie a Dorine Ruter (Olanda), è possibile vedere su Flickr le prime foto dell'incontro di Pisa della CoP internazionale Farming for Health.
Per essere aggiornato e partecipare alle attività della CoP segui il sito www.farmingforhealth.org

Clicca qui per vedere le foto.

venerdì, maggio 15, 2009

WORM 2 Speciale CoP FARMING FOR HEALTH #maggio 09#

2a nota informativa inviata agli iscritti del gruppo su Facebook "Agricoltura multifunzionale di utilità sociale"


WORM 2 Speciale CoP FARMING FOR HEALTH #maggio 09#

WORM
… LETTERALMENTE “VERME”

E’ con grande piacere ed entusiasmo che dedichiamo questo speciale di WORM a quello che consideriamo l’evento speciale per eccellenza per l’agricoltura sociale: il meeting della Community of Practice (CoP) Farming for Health (FFH) che, per la prima volta, si terrà in Italia più precisamente a Pisa, organizzato da ARSIA – Regione Toscana.

mercoledì, marzo 04, 2009

Parte la discussione del Manifesto sull'agricoltura sociale. Partecipi? Ma sì!

Siamo molto felici di poter ospitare sul nostro blog uno spazio dedicato alla discussione che si sta avviando in questi giorni in diverse parti d'Italia e d'Europa, a proposito del Manifesto europeo dell'agricoltura sociale.
Tutti i nostri lettori sono invitati a partecipare attivamente al dibattito esponendo la propria opinione, frutto della propria personale esperienza.
Il Lombrico Sociale avrà cura di raccogliere i pareri ed i commenti di tutti per portarli a Modena dove il 20 marzo si confronteranno le diverse posizioni europee.
In basso pubblichiamo il documento introduttivo alla discussione preparato dall'Università di Pisa, in qualità di partner del progetto europeo SoFar, nell'ambito del quale è maturata l'esigenza e l'idea di un Manifesto condiviso.

La modalità che vi proponiamo (tenendo conto delle possibilità e dei limiti della nostra piattaforma elettronica) è la seguente:

1) Lettura del documento introduttivo (qui sotto);

2) Lettura dei seguenti 4 post di seguito pubblicati:
argomento di discussione 1 - i principi
argomento di discussione 2 - i precedenti
argomento di discussione 3 - le richieste di cambiamento
argomento di discussione 4 - le prospettive
che rappresentano le quattro sezioni di cui si compone il Manifesto;

3) Lasciare il proprio commento nel post di pertinenza.

Ringraziamo tutti quanti vorranno dare il proprio contributo.
L'attuale versione integrale del Manifesto è scaricabile cliccando qui.

---***---

Come nasce il Manifesto sull’agricoltura sociale
Il progetto SoFar, finanziato dal VI programma quadro dell’UE per fornire suggerimenti alle politiche di sviluppo rurale dell’UE ha riunito, nel suo percorso di lavoro, numerosi portatori di interesse per l’agricoltura sociale, a livello nazionale e nei 6 paesi partner.
Il progetto SoFar ha organizzato delle piattaforme nazionali e comunitarie per facilitare il confronto, la discussione e l’individuazione delle azioni utili per rafforzare il tema dell’AS in EU.
Nel corso degli incontri è emersa con forza l’esigenza di comunicare meglio, tra gli stessi addetti ai lavori e all’esterno, il significato ed alcuni principi dell’AS.
Questo sentire si è concretizzato in un manifesto sull’agricoltura sociale, definito nella piattaforma tedesca. In sede comunitaria, in un incontro tra portatori di interesse dei singoli paesi partner del progetto (Germania, Italia, Francia, Irlanda, Olanda, Belgio, Slovenia) è emersa l’utilità di facilitare la formazione di un documento comune, capace di esprimere le posizioni europee sull’argomento. In questa prospettiva, il Manifesto sull’agricoltura sociale è stato tradotto nelle lingue dei paesi partecipanti, adattato ai contesti nazionali per essere sottoposto all’attenzione, alla discussione ed alle necessarie integrazioni e modifiche delle comunità nazionali di agricoltura sociale.

Quale significato per il Manifesto sull’agricoltura sociale
Il Manifesto (position paper), ha il compito di spiegare il significato attribuito al termine agricoltura sociale, le sue funzioni, posizionarne l’utilità nella società contemporanea, mostrarne la diffusione su scala comunitaria e nazionale, sottolineare le richieste di cambiamento auspicate e le possibili prospettive di sviluppo. Un “manifesto” o “position paper”, è un documento che presenta ed espone un’opinione (o posizione) su un determinato argomento. E’ una dichiarazione pubblica di principi ed intenzioni. Generalmente riporta le raccomandazioni di una determinata organizzazione o comunque di un gruppo di portatori di interesse in merito a diverse questioni, ad esempio di tipo politico, legislativo o di interesse collettivo.Il Manifesto sull’agricoltura sociale vuole unire una comunità di pratica in un documento condiviso, rafforzarne la capacità di coesione interna e di confronto verso l’esterno.

In che modo costruire una visione condivisa
Per la sua missione, è utile che il manifesto rappresenti un documento conosciuto, discusso, fatto proprio da parte dei numerosi soggetti che operano nel mondo dell’agricoltura sociale, in un’ottica di completezza e condivisione. Si tratta di un lavoro non semplice, parziale e progressivo. Per facilitare la discussione sul Manifesto, sono state create due tappe di lavoro. Un primo momento a Modena, il 20 Marzo, nel quale diverse posizioni europee si confronteranno. Una secondo momento sarà in occasione della Comunità di Pratiche Farming for Health, che si riunirà a Pisa dal 25 al 28 maggio 2009.
Queste due tappe rappresentano momenti di sintesi di fasi precedenti di discussione e di lavoro, in cui, gruppi di portatori di interesse si confrontano per analizzare e discutere il documento, formulando le possibili indicazioni di modifica.

Come leggere e discutere il manifesto
Il Manifesto è organizzato in quattro punti, riguardanti:
i principi, i precedenti, le richieste di cambiamento, le prospettive.
Soprattutto il primo e gli ultimi due punti, richiedono il contributo attento dei portatori di interesse. La discussione del documento, quindi, può avvenire per punti, evidenziando le integrazioni e le modifiche ritenute opportune e comunicandole al punto di contatto.
Durante la discussione sarebbe utile indicare i partecipanti e quanti sono interessati a sottoscrivere il documento riportando, oltre al nome ed al cognome e alla struttura di appartenenza, un riferimento telefonico e di posta elettronica.

Contatti
Università di Pisa, Francesco Di Iacovo (Coordinatore SoFar): francovo@vet.unipi.it
Agrya srl: infosofar@gmail.com

Argomento di discussione 1 - I Principi

L’agricoltura sociale (AS) valorizza l’agricoltura multifunzionale nel campo dei servizi alla persona e si caratterizza per legare la produzione di beni e servizi tradizionali alla creazione di beni e reti informali di relazioni. Accanto alla produzione di prodotti alimentari e servizi tradizionali dell’agricoltura, l’AS interviene a sostegno della produzione di salute di azioni di riabilitazione/cura, dell’educazione, della formazione, dell’organizzazione di servizi utili per la vita quotidiana di specifici gruppi di utenti (agri-asili, servizi di accoglienza diurna per anziani, riorganizzazione reti di prossimità per la cura ed il supporto alla vita di anziani), nonché nella creazione di opportunità occupazionali per soggetti a più bassa contrattualità. L’agricoltura offre alle persone l’opportunità di partecipare ai processi produttivi e interagire con i cicli delle piante e degli animali, facilitando il riappropriarsi dei ritmi della natura, nella giornata e nell’anno. L’AS, oltre a valorizzare le potenzialità co-terapeutiche dell’interazione con i viventi, mette a disposizioni luoghi e facilita l’incontro con gruppi di persone dove potenziare le capacità individuali e la vita di relazione delle persone coinvolte. L’AS vede attive imprese e famiglie agricole, cooperative sociali, associazioni di volontariato, strutture pubbliche, nell’avvio di iniziative inclusive legate alla gestione di processi produttivi agricoli. Gli utenti dell’agricoltura sociale sono persone con disabilità fisiche, psichiche e mentali, giovani con difficoltà nell’apprendimento o nell’organizzare la loro rete di relazioni, soggetti con svantaggio sociale e a bassa contrattualità, con dipendenze da droghe, disoccupati di lungo periodo, burn-out, malati terminali, anziani, bambini in età scolare e prescolare. L’agricoltura sociale consente di assicurare azioni di promozione di stili di vita sani ed equilibrati e, allo stesso tempo, rende disponibili servizi utili per innalzare la qualità della vita locale degli abitanti urbani e nelle aree rurali. Grazie alle sue risorse e alle sue peculiarità, l’AS consente di potenziare l’efficacia della rete di protezione sociale ed ispessirla nei territori più fragili e meno densamente popolati. L’AS si lega ad un modello di welfare municipale che basa sulla professionalità e sull’azione pubblica di regolazione e salvaguardia i suoi punti essenziali, ma che, allo stesso tempo è capace di integrare nell’organizzazione delle reti formali di servizi le azioni delle reti informali basate sul principio di responsabilità, sulla presa in carico e sullo spirito di comunità. L’AS promuove un modello di agricoltura più vicino alle esigenze del territorio, dei suoi abitanti e dell’ambiente, e guarda con attenzione alla responsabilità ed all’impegno dei consumatori nella selezione dei propri comportamenti di acquisto.

Argomento di discussione 2 - I Precedenti

In Europa le iniziative d’AS registrano una costante e rapida diffusione grazie all’efficacia dei servizi resi nel potenziare il successo dei percorsi di capacitazione personale, d’inclusione sociale e lavorativa di soggetti a più bassa contrattualità, nelle aree rurali come in quelle peri-urbane. In Paesi come l’Italia, la Norvegia, il Belgio, la Francia e l’Olanda queste iniziative individuali si stanno traducendo in reti e movimenti, anche grazie ad iniziative di animazione e di supporto da parte delle poltiche e di Agenzie di supporto. In altri Paesi, tra cui l’Irlanda, il Regno Unito, la Finlandia, la Danimarca, la Germania, la Slovenia, le iniziative sono ancora isolate tra loro seppure promettenti per i risultati ottenuti. Ci sono poi paesi, come la Repubblica Ceca, il Portogallo, la Spagna, dove si registrano progetti pionieristici e non sempre pienamente valorizzati per il loro impatto sociale. In Olanda e in Belgio il numero delle Care Farms cresce in modo esponenziale grazie anche all’esistenza di una chiara normativa. Le aziende accolgono persone con svantaggio e sono seguite da Agenzie nazionali o regionali. In Italia, accanto al mondo della cooperazione sociale e del volontariato, un numero crescente di aziende agricole offre opportunità inclusive e nuovi strumenti in campo socio-terapeutico. Allo stesso tempo, sono presenti iniziative nelle quali la creazione di occupazione avviene in territori deboli economicamente e su terreni sottratti alla malavita organizzata. In Scandinavia e in Olanda, il riconoscimento dei servizi da parte pubblica consunte la creazione di nuove opportunità di integrazione del reddito agricolo attraverso l’offerta di servizi pubblici. In Italia ed in Francia, l’offerta di servizi di agricoltura sociale si lega alla formazione di nuove reti capaci di legare in modo nuovo e reciproco le aziende ed il terzo settore con il consumo critico e con la rete di protezione sociale.

In Italia si registra una grande attenzione ed un notevole interesse sul tema dell’agricoltura sociale. Le associazioni, il mondo del sociale, gli operatori socio-terapeutici, le aziende agricole e parte del mondo associativo agricolo, gli utenti e le loro famiglie, gli Enti gestori dei servizi e le istituzioni pubbliche, avviano iniziative che fanno leva sulle potenzialità che l’uso sociale dell’agricoltura è in grado di offrire ma, allo stesso tempo, si confrontano con tutte le rigidità derivanti dalla settorialità delle politiche educative, agricole, socio-assistenziali, della formazione. A questa difficoltà, se ne legano altre, tra cui: la differente sensibilità delle reti istituzionali locali nel condividere progetti innovativi e supportare il consolidarsi delle reti informali; la diversa disponibilità locale nel definire procedure, regole di funzionamento e modelli di lavoro innovativi nel campo dell’AS; una carenza nell’assistenza tecnica ai nuovi progett; una difficoltà dei servizi pubblici nel proiettare la rete dei servizi nel territorio con adeguate azioni di tutoraggio; dei limiti nel mettere a punto supporti educativi e formativi per gli operatori agricoli e sociali nei rispettivi campi. Come risultato si assiste poi ad una difficoltà nel valorizzare pienamente i fondi disponibili da parte delle politiche nazionali comunitarie. Accanto ad esperienze territoriali che mostrano un più elevato grado d’interazione ed integrazione territoriale tra soggetti con competenze e professionalità differenti, si associano realtà e progetti individuali e isolati. In questi ultimi casi, per le aziende agricole interessate ad offrire servizi, è spesso difficile trovare interlocutori istituzionali negli enti gestori dei servizi. Gli operatori sociali ed i terapeuti interessati a portare in attuazione pratiche e percorsi d’AS stentano a trovare disponibilità presso le aziende del territorio, o trovare terreni utili per l’avvio di percorsi d’AS. Altre volte, il terzo settore, avvia progetti socio-terapeutici che si confrontano presto con problemi di ordine economico dovuti alla difficoltà nel trovare con continuità del sostegno economico esterno, ovvero di gestire processi economici di impresa, con ricadute critiche dal punto di vista occupazionale. Il riconoscimento delle pratiche, una maggiore diffusione delle informazioni sui progetti avviati e sui risultati acquisiti potrebbero ridurre molti dei vincoli oggi esistenti alla affermazione dei progetti d’AS.

Argomento di discussione 3 - Le richieste di cambiamento

Il Futuro dell’Agricoltura Sociale in Italia ed altrove ha bisogno di un chiaro quadro di riferimento e di un diffuso riconoscimento delle pratiche avviate, con particolare attenzione per:

1. Riconoscimento del valore aggiunto creato dall’agricoltura sociale per la società
Gran parte delle esperienze di agricoltura sociale sono attive nell’ombra ed operano in modo volontario, pur offrendo un grande sostegno alle comunità locali, alle famiglie e, più in generale, alla creazione di beni collettivi. E’ utile, oggi, che il contributo assicurato da queste pratiche nel diversificare l’offerta di servizi, nel creare cultura di attenzione nei confronti delle persone e, spesso, delle risorse della natura, acquisisca magiore evidenza agli occhi della società attraverso il formale riconoscimento ed inserimento nella rete di protezione sociale e nell’organizzazione del welfare locale. L’azione inclusiva e formativa, ma anche le azioni socio-terapeutiche e quelle di organizzazione di servizi, il contributo all’educazione alimentare ed una più forte attenzione nei confronti delle risorse naturali, sono tutti elementi dell’AS che andrebbero riconosciuti, incoraggiati e supportati, accanto ad iniziative di sostegno per azioni mirate di ricerca. Le attività d’AS mettono a valore nuove risorse, valorizzano le reti informali, riducono l’impegno economico per le strutture pubbliche, e assicurano migliore visibilità per il mondo agricolo generando opportunità molteplici e diffuse che dovrebbero essere valutate con grande attenzione, specie in una fase di crisi delle risorse pubbliche.

2. Creare trasparenza nel quadro giuridico-istituzionale
La grande varietà di norme, regolamenti, istituzioni e supporti che interviene nell’arena in cui opera l’AS necessita di essere chiarita e semplificata agli occhi degli utenti e dei portatori di progetto. Ciò richiede un grande sforzo in termini d’integrazione, tra competenze, enti gestori dei diversi servizi, differenti professionalità, anche al fine di facilitare l’ingresso di un maggior numero d’imprese agricole. In aggiunta, una particolare attenzione deve essere rivolta a quei gruppi di persone che non ricadono in specifici gruppi d’utenti o che non riescono ad avere accesso alla rete di protezione sociale, tra cui i giovani in
abbandono scolastico, affetti da burn-out, senza casa, rifugiati politici o emigranti che hanno necessità di un minimo di riferimento giuridico per potere avere accesso alla rete di protezione ed in particolare alle pratiche d’AS.

3. Sviluppare comunicazione e scambio di esperienze
L’opportunità di scambiare esperienze tra portatori di progetto sono state fino ad oggi molto limitate. Ciò ha prodotto una larga varietà di pratiche, anche molto distanti tra di loro, che andrebbe oggi, comunicata e scambiata. E’ vantaggioso promuovere reti di portatori d’iniziative, attraverso cui promuovere scambio di esperienze, la costruzione di nuove visioni e una migliore capacità di offrire spazio all’AS. Le iniziative e le reti d’AS dovrebbero essere adeguatamente supportate al fine di creare iniziative comuni di promozione ed informazione, la creazione di pubblicazioni, la presenza su adeguati spazi web e una rappresentazione politica dei propri interessi.

4. Organizzare una rete ed un servizio di supporto con funzioni di cordinamento
L’AS trarrebbe grande vantaggio dalla presenza di un punto di contatto. La creazione di una rete e di un’agenzia di supporto creata all’interno delle strutture di assistenza già esistenti potrebbe rappresentare un primo momento utile per superare la vischiosità e la frammentazione del sistema di regole, facilitare l’interazione con le istituzioni, informare circa le iniziative e gli strumenti di supporto esistenti. Questo coordinamento, oltre a favorire un migliore incontro tra la domanda e l’offerta di servizi d’AS, assicurerebbe supporti tecnici competenti ed utili per l’avvio di nuove progettualità, l’accesso alla formazione e a specifiche fonti finanziarie, facilitando, nel lungo periodo, lo sviluppo di nuove idee ed iniziative. Il compito del punto di contatto dovrebbe anche essere quello di rappresentare gli interessi dell’AS e di fornire informazioni sul tema ad un pubblico più vasto.

5. Promozione di azioni educative, formative, di supervisione e guida
Specifiche iniziative nel campo dell’educazione e nella formazione in agricoltura sociale sono state già avviate a diverso livello e meritano di essere ulteriormente estese e facilitate. Gli operatori in AS sono portatori di competenze diverse (agricole, sociali, sanitarie, educative, di gestione dei gruppi) che difficilmente possono ritrovarsi in una sola persona. Al contrario è necessario che soggetti con competenze distinte collaborino nella gestione dei progetti senza improvvisare competenze diverse da quelle possedute. Nondimeno, è necessario che gli operatori di AS, indipendentemente dal loro campo di provenienza (agricolo, sociale, terapeutico, educativo, etc) possano acquisire nel loro bagaglio di competenze un minimo di conoscenze diverse da quelle inizialmente possedute. A tale riguardo è utile continuare a progettare interventi di educazione e di formazione per formare operatori più preparati che potranno migliorare e sviluppare le pratiche di AS nelle aziende e nei singoli progetti. Allo stesso tempo, è necessario che i progetti d’AS siano attentamente tutorati e monitorati nei loro esiti da parte degli Enti gestori responsabili dei servizi sul territorio.

6. Supporto per la ricerca interdisciplinare sull’agricoltura sociale
Il tema dell’AS richiede di essere meglio indagato e conosciuto dal mondo della ricerca nei campi delle terapie e della medicina, dell’inclusione sociale e delle terapie occupazionali, dell’agricoltura e della formazione, delle ricadute economiche delle pratiche perle componenti pubbliche e private, degli strumenti di politica utili. Questi temi difficilmente possono essere separati tra loro nei progetti d’AS ma necessitano spesso di essere meglio consociati e apprezzati nello stesso momento, attraverso gruppi di ricerca multi-disciplinari ed un confronto aperto tra progetti situati in contesti territoriali differenti. L’esperienza mostra l’efficacia di un contatto diretto dei diversi utenti con i viventi, i ritmi della natura, i ritmi della vita dell’azienda agricola e l’organizzazione dei rapporti di lavoro in gruppi ristretti di persone. Questi effetti hanno però necessità di essere meglio documentati e valorizzati per offrire sostegno ad iniziative di riconoscimento e supporto dell’AS. Allo stesso modo, andrebbe meglio esplorato l’impatto che le pratiche d’AS, solitamente a grande intensità di lavoro, hanno sulla produzione delle risorse naturali, del paesaggio e del mantenimento della biodiversità. Eguale attenzione andrebbe posta sugli effetti delle pratiche d’AS sull’organizzazione e sul rinsaldamento delle reti informali e sull’organizzazione di comunità, oltre che sul risultato economico e sulla reputazione sociale delle aziende agricole coinvolte. La ricerca multidisciplinare dovrebbe essere capace di coinvolgere in modo partecipato i portatori di progetto e le loro esperienze favorendo la formazione di conoscenze collettive e la generazione di nuove idee e saperi. Il supporto ad iniziative e progetti pilota in campo scientifico potrebbe essere di aiuto nello sviluppo e nella definizione di modelli di lavoro da applicare in singoli progetti, come su scala territoriale.

7. Promozione della cooperazione in ambito Europeo
La cooperazione su scala europea è nata grazie all’iniziativa del progetto SoFar [Social Farming – Social services on multifunctional farms], http://sofar.unipi.it/). L’azione COST 866 Green Care in Agriculture (www.umb.no/greencare) e la Comunità di pratiche Farming for Health (http://www.farmingforhealth.org/) sono ulteriori iniziative che raggruppano ricercatori ed operatori impegnati nella discussione e nella ricerca sui temi dell’AS. Gli operatori ed i ricercatori che operano in Europa sul tema possono apprendere dalla collaborazione in iniziative comuni, dallo scambio di esperienze e di conoscenze e dall’avvio di iniziative di ricerca capaci di promuovere innovazione e definire soluzioni ed idee capaci di sviluppare e rafforzare le pratiche di campo. In questa prospettiva è utile pensare a dare continuità ad iniziative di cooperazione su scala europea sul tema dell’AS.

Argomento di discussione 4 - Le prospettive

Le prospettive per l’agricoltura sociale
I progetti e le esperienze di agricoltura sociale stanno già assicurando alla società una estesa gamma di servizi nell’ambito dell’agricoltura multifunzionale. Le misure a supporto dell’agricoltura sociale presentate nel position paper richiamano l’attenzione di soggetti politici, ministri, ricercatori, operatori pubblici e privati, consumatori e il pubblico in generale ad essere consapevoli circa la necessità di riconoscere mantenere e promuovere questi servizi. L’agricoltura sociale guarda con attenzione agli effetti sociali, culturali, educativi e terapeutici del contatto con i viventi e con la terra. Questo manifesto non guarda all’agricoltura sociale semplicemente come un’ulteriore opzione di specializzazione per le imprese agricole quanto, piuttosto, come un punto di partenza per discutere un futuro più attento alle componenti sociali e relazionali della vita quotidiana. I progetti di agricoltura sociale realizzati all’interno di un sistema trasparente possono offrire opportunità nuove per lo sviluppo individuale e sociale di persone a più bassa contrattualità, un approccio più attento e sostenibile alla gestione delle risorse naturali e la rivitalizzazione dei servizi e della vita nelle aree rurali. Quando più soggetti, privati e pubblici, agiscono in modo comune e concertato per sviluppare valori sociali e iniziative capaci di fornire risposte innovative a fronte del processo di razionalizzazione e competizione in atto, possono emergere. Il valore dell’agricoltura sociale apre nuove prospettive per costruire un paradigma utile a fronteggiare le nuove tensioni ambientali sociali ed economiche in atto su scala globale.

martedì, gennaio 27, 2009

Il manifesto dell'agricoltura sociale

La proposta di Manifesto, intitolata “Position Paper sull’agricoltura sociale” frutto del lavoro dei partner del progetto SoFar, esamina i Principi ed i Precedenti dell’agricoltura sociale e ne delinea lo stato dell’arte, esamina le richieste di cambiamento e le prospettive per l’agricoltura sociale.

Il Manifesto si concentra su 7 richieste di cambiamento:
1. Riconoscimento del valore aggiunto creato dall’agricoltura sociale per la società;
2. Creare trasparenza nel quadro giuridico-istituzionale;
3. Sviluppare comunicazione e scambio di esperienze;
4. Organizzare una rete ed un servizio di supporto con funzioni di coordinamento;
5. Promozione di azioni educative, formative, di supervisione e guida;
6. Supporto per la ricerca interdisciplinare sull’agricoltura sociale;
7. Promozione della cooperazione in ambito Europeo.

Clicca qui per scaricare la prima versione del Manifesto. A quanti interessati alla crescita dell’agricoltura sociale in Italia ed in Europa, è richiesto di partecipare attivamente alla costruzione della versione definitiva del Manifesto italiano dell’agricoltura sociale.

Per sottoscrivere il Manifesto, o segnalare integrazioni e modifiche, è possibile contattare il prof. Francesco Di Iacovo/SoFar research group: infosofar@gmail.com; http://sofar.unipi.it

Nei prossimi mesi vi saranno occasioni di dibattito e confronto sui contenuti del Manifesto. Presto daremo notizia sui luoghi e sulle date.

domenica, dicembre 21, 2008

I vincitori degli Award!


Nell'augurare a tutti Buon Natale, buone feste e felice anno nuovo, siamo lieti di presentarvi i Vincitori del Lombrico Agro-Social Award 2008! Ricordiamo inoltre che tutti i contributi dei partecipanti al concorso saranno presto disponibili sul blog.

Ed ora...rullo di tamburi... i 5 VINCITORI!

Denominazione: CASCINA BOLLATE
Forma giuridica: cooperativa sociale - onlus
Breve descrizione:
anno di costituzione: dicembre 2007, n° persone impiegate: 5 soci lavoratori detenuti definitivi + 1 giardiniere remunerato come libero professionista, n° volontari: 7, tipologia di beneficiari/utenti:se si intende il nostro target, sono vivai specializzati per cui produciamo piante, giardinieri professionisti e giardinieri per hobby. E, in modo marginale, i detenuti, i poliziotti e gli operatori del carcere.

Prodotti:
piante erbacee perenni insolite e rare. Ad esempio: piante da ombra, piante da secco, piante vagabonde (che si autodisseminano con facilità), piante ground cover, piante acquatiche, piante che danno verticalità al giardino, piante annuali insolite.
Poi: rose antiche e, nel 2009, una piccola collezione di arbusti adatti alla coltivazione in vaso. Infine: prodotti stagionali del’orto, destinati soprattutto alla vendita all’interno del carcere.

Servizi:
manutenzione di giardini, in particolare giardini condominiali e pubblici perché il privato si suppone non sia propenso ad avere come giardiniere un detenuto…;
corsi di giardinaggio pratico per giardinieri hobbisti.
________________________Infos_________________________
Indirizzo: Via Cristina Belgioioso 120, 20157 Milano
web: http://www.cascinabollate.org/
tel: 335 8023506
e-mail: info@cascinabollate.org
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Denominazione: Casa di Reclusione Gorgona Isola (Livorno)
Forma giuridica: Istituto Penitenziario del Ministero della Giustizia (Legge 26 luglio 1975 n. 354 'Norme sull'ordinamento penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà')
Breve descrizione:
• Gorgona è l’isola più piccola e settentrionale dell’Arcipelago Toscano.
• 220 ettari di superficie con prevalenza di bosco e di macchia mediterranea.
• Casa di Reclusione attiva dal 1869 ad Indirizzo agro-zootecnico.
• Ospita attualmente circa 65 detenuti (in passato quasi sempre oltre 100).
• I detenuti che chiedono di poter venire in Gorgona devono soddisfare alcuni requisiti giudiziari, comportamentali, sanitari e professionali.
• Tutti i detenuti lavorano e sono remunerati.
• Molto spesso i detenuti sono al termine del loro percorso detentivo.
• Le attività riguardano tutte quelle necessarie alla vita di una comunità (agricoltura, allevamento, officine varie, falegnameria, edilizia, panificio, etc.).
• L’agricoltura prevede orti, oliveto, vigna, prati-pacoli, piante aromatiche e officinali.
• Sono allevati tutti i principali animali domestici (bovini, ovicaprini, suini, volatili, equini, api). È presente un impianto di acquacoltura in mare.
• Dal 1993 gli animali sono curati con la medicina omeopatica.
• Sono presenti caseificio, macello, mulino per i mangimi, cantina, frantoio per le olive. Inoltre c’è un impianto di dissalazione, di fitodepurazione e fotovoltaico.
• Tra giugno e novembre 2008 si è svolto un corso di formazione per i detenuti sulla “Gestione degli animali secondo criteri di ecosostenibilità” organizzato da Arsia (Agenzia della Regione Toscana) in collaborazione con l’Università di Pisa.
• I volontari hanno partecipato in alcune occasioni ai lavori stagionali: potatura viti e olivi, raccolta olive. È intenzione di incrementare queste attività di volontariato.
• Gorgona è stata visitata negli anni da centinaia di persone. Negli ultimi tempi si stanno svolgendo visite con gruppi portatori d’interesse per strutturare una rete esterna finalizzata allo scambio e alla realizzazione di percorsi inclusivi socio-lavorativi.
• Isola del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano dal 1998.
• Il nome Gorgona deriva dal greco gorgòs (mostruoso).
• Nell’Oceano Pacifico, in acque colombiane, esiste un’altra isola di Gorgona con destino simile.

Prodotti:
• Ortaggi • Vino (bianco, rosso) • Olio • Piante aromatiche • Latte • Formaggi (vacca e ovicaprini) • Carne soprattutto bovina, suina e avicola • Insaccati • Pesce pescato e allevato in mare • Prodotti del forno (pane, pizza, dolci)

Servizi:
Gorgona offre la possibilità ai detenuti di eseguire la pena in un contesto ambientale e socio-lavorativo dignitoso e di alta qualità rispetto ai consueti standard detentivi. Le persone sono responsabilizzate e la remunerazione contribuisce a riconoscere anche il loro impegno. Hanno la possibilità di imparare nuovi mestieri e di relazionarsi con i viventi fondamentali (piante e animali). Possono seguire corsi professionalizzanti e venire in contatto con molte persone esterne. Gorgona soddisfa i requisiti minimi per attivare percorsi post-detentivi e di tentare di restituire alla società “libera” persone migliorate. Il servizio che questa realtà detentiva offre alla società è, quindi, di alto valore.
________________________Infos_________________________
Indirizzo: Casa di Reclusione Gorgona Isola - 57030 Livorno
tel: 0586 495542
fax: 0586 861004
e-mail segreteria C.R. Gorgona: cr.gorgona@giustizia.it
Per altre informazioni:
Marco Verdone:
Il respiro di Gorgona: storie di uomini, animali e omeopatia nell’ultima isola-carcere italiana.
Libreria Editrice Fiorentina (Firenze, 2008)
Mail: marco.verdone@tele2.it
Tel. 347 36 25 185
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Denominazione: Laboratorio "Fuori dalla mischia" - Azienda Agricola Andi Fausto

Forma giuridica: azienda agricola
Breve descrizione: anno di costituzione: 2004, n° persone impiegate: 3; ovvero un coordinatore aziendale e 2 educatori, di cui uno comunale ed uno della cooperativa sociale.

Prodotti:
confetture di frutta, succhi di frutta, mostarda, gelatina di frutta.

Servizi:
il Laboratorio sociale accoglie 8 persone diversamente abili. Il Laboratorio ha lo scopo di permettere ad adulti diversamente abili un’esperienza continuativa di “lavoro”. L’opportunità consiste nell’offrire un contesto di “normalità”.

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Indirizzo: Frazione Moriano, 48 – Montù Beccaria (Pavia)
web: www.andifausto.com
tel/fax: 0385-277245
mobile: 392-9480138
e-mail: info@andifausto.com
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Denominazione: Last Minute Market srl
Forma giuridica: srl, spin-off dell’Università di Bologna
Breve descrizione:
Sono 1,5 milioni di tonnellate, pari ad un valore di mercato di 4 miliardi di Euro, i prodotti alimentari ancora perfettamente consumabili che vengono sprecati ogni anno in Italia. Le eccedenze si formano a qualsiasi livello della catena agroalimentare, dalla produzione al consumo. Per innumerevoli cause i prodotti ancora perfettamente consumabili vengono esclusi dal circuito commerciale e destinati allo smaltimento. Last Minute Market (LMM) ha messo a punto un modello di recupero dei beni non venduti o non commercializzati, ma ancora perfettamente utilizzabili, a favore di enti caritativi.
LMM nasce nel 1998 come attività di ricerca del Dipartimento di Economia e Ingegneria Agrarie dell’Università di Bologna coordinata dal prof. Andrea Segrè, Oggi la società è spin-off dell’Università di Bologna, è composta da un gruppo multidisciplinare di professionisti e ricercatori, e si occupa dell’attivazione di progetti di recupero, in Italia e in America Latina.

Prodotti:
Il recupero e la valorizzazione dei beni si applica a diverse tipologie di beni:
LMM-FOOD. Eccedenze di attività commerciali quali supermercati, mercati centrali
LMM-HARVEST. Prodotti ortofrutticoli non raccolti e rimasti in campo
LMM-CATERING. Pasti pronti recuperati dalla ristorazione collettiva
LMM-PHARMACY. Farmaci da banco e parafarmaci prossimi alla scadenza
LMM-BOOK. Libri destinati al macero
LMM-SEED. Sementi non conformi agli standard di commercializzazione
LMM-NOFOOD. Prodotti non alimentari in genere che invenduti possono essere riutilizzati

Servizi:
LMM mette in contatto diretto le imprese con il terzo settore, supervisione le attività di recupero ed offre assistenza in materia fiscale, igienico-sanitaria, nutrizionale, logistica e comunicativa in modo tale che tutte le procedure siano conformi alle normative vigenti.
Il recupero viene concepito come fornitura di un servizio:
per chi li produce (involontariamente ed accidentalmente), cioè le imprese;
per chi li consuma, i bisognosi attraverso gli enti di assistenza;
per le istituzioni pubbliche (Comuni, Province, Regioni, Asl) e la comunità che conseguono benefici indiretti, ambientali e sociali, vedendo diminuire il flusso di rifiuti in discarica e migliorando l’assistenza alle persone svantaggiate.
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Indirizzo: via G. Fanin 50
web: http://www.lastminutemarket.it/
tel: 051 42000346
fax: 051 4200317
e-mail: info@lastminutemarket.org
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Denominazione: Orto dei Ragazzi
Forma giuridica: società cooperativa
Breve descrizione: la cooperativa è stata costituita nel 2008, è formata da n° 3 soci di cui 2 dipendenti e 1 volontario; i beneficiari sono ragazzi/e provenienti dal disagio socio economico (per la maggior parte stranieri); sono coinvolti una decina di ragazzi all’anno per un periodo di 6/8 mesi.

Prodotti:
produzione di verdura biologica: fagiolini, porri, pomodori, coste, zucchini, broccoli, fave, zucche, cavolfiori, finocchi, cavoli, ravanelli, lattuga. Altri prodotti: Miele, uova, conserve.
Si stanno iniziando a svolgere anche rinfreschi per feste di vario genere.

Servizi:
Percorsi di educazione e orientamento al lavoro rivolti a ragazzi in difficoltà.
Accoglienza residenziale di alcuni di loro nelle strutture del Centro.
Produzione di verdura biologica e distribuzione a domicilio di panieri settimanali.
Realizzazione di percorsi didattici per le scuole e la cittadinanza.

Nel prossimo futuro l’attività agricola sarà affiancata dal settore della ristorazione e dell’eco-turismo.
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Indirizzo: strada al traforo di pino 67/30, 10132 torino
web: http://ortodeiragazzi.altervista.org/
tel: 348 0360710
e-mail: ortodeiragazzi@gmail.com
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Alcune note tecniche ... sul Lombrico Agro Social Award

Perché un concorso
E' stato un primo tentativo per provare a parlare di Agricoltura Sociale in maniera diversa. Un esperimento nel tentativo di far emergere e conoscere nuove esperienze nel panorama nell'agricoltura sociale (...e anche mettere noi stessi - il Lombrico Sociale - un po' alla prova).
























I Partecipanti
La Redazione del Lombrico Sociale ha lavorato dal mese di luglio fino ad ottobre per contattare realtà e divulgare la notizia. I mesi estivi e la pausa vacanze, hanno sicuramente influito su questa fase. Il concorso era aperto anche a realtà europee ma, nonostante il risalto che ne hanno dato i siti europei dedicati all’agricoltura sociale, nessuna esperienza estera ha partecipato. Hanno partecipato invece 16 realtà italiane, distribuite come riportato nella cartina (più un partecipante alla sezione Lampo di Genio).
Ampia la partecipazione delle regioni settentrionali, mentre uno solo è il rappresentante del meridione. Il Lazio si conferma Regione importante su queste tematiche con 5 partecipanti. La tipologia delle realtà che hanno partecipato rispecchia il panorama dell’agricoltura sociale. Infatti sono arrivate storie dal mondo carcerario, dalla cooperazione sociale, da realtà assimilabili ad esperienze associative e da aziende agricole. Ne scaturisce quindi un quadro sicuramente diversificato nelle esperienze e, in particolare, la presenza ancora limitata di aziende agricole.

La valutazione e la giuria
Il bando prevedeva una griglia da seguire per compilare il format delle storie, indicante gli aspetti da presentare (progetto, breve descrizione dell’azienda/attività, motivazioni, descrizione dell’avvio dell’attività agro-sociale, tipologia e numero di persone coinvolte nell’attività agro-sociale, tipologia e numero di utenti/beneficiari, problemi, prospettive e chiavi di successo) e per ciascuno un numero massimo di battute. Soltanto due partecipanti hanno rispettato queste linee guida, tutte gli altri hanno scelto di scrivere liberamente e di inviare in allegato materiali diversi (foto, video, brochure, etc.). Ciò, se da un lato ha consentito a ciascuno di esprimersi e raccontarsi secondo le proprie preferenze e peculiarità, dall’altro ha comportato difficoltà in fase di valutazione (presentazioni non omogenee, alcuni aspetti non descritti o non precisati - descrizioni troppo sintetiche, a volte troppo lunghe). La giuria è stata chiamata a esprimere un voto numerico da 1 a 5 per undici voci, ciascuna riconducibile a quattro aree che ci sono sembrate quelle più inerenti e coerenti per realtà che operano in agricoltura sociale:

1. Fare rete: capacità di creare rete (collaborazione con altre realtà del territorio: associazioni, gruppi d’acquisto, etc.), interazione con enti e servizi pubblici in genere (collaborazione con PP.AA., ASL, servizi sociali, etc.)
2. Comunicazione: chiarezza descrizione dell’azienda/attività, originalità nella presentazione della candidatura, cura presentazione candidatura.
3. Utilità sociale: utilità sociale (valutazione del livello di servizio per la collettività reso dall’attività agricola), creazione di opportunità occupazionali, coinvolgimento utenti/beneficiari nell’attività agricola.
4. Impresa: imprenditorialità (innovazione, sviluppo), prospettive di sviluppo dell’azienda/attività, motivazioni dell’imprenditore/soci/gruppo.

Oltre al punteggio, ogni giurato poteva esprimere un commento aperto.

La Giuria
Francesca Romana Capone: Caporedattore Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà, scrittrice e lettrice compulsiva prestata alla comunicazione della sussidiarietà orizzontale.
Anna Contardi: Comitato scientifico e coordinatrice attività AIPD – Associazione Italiana Persone Down, Assistente sociale, la sorella dei fratelli Grimm.
Francesco Di Iacovo: Coordinatore Progetto UE SoFar - Social Farming, Professore di Economia Agraria Università di Pisa, il Del Piero dell’agricoltura sociale.
Francesca Durastanti: Redattore de “il lombrico sociale”, Presidente di Agrya srl, la multifunzionalità dell’Agronomo, tecnica, competenza e poesia dell’agricoltura sociale, in un’altra vita faceva la tennista professionista, è imbattibile.
Angela Galasso: Redattore de “il lombrico sociale”, Agronomo, guida enogastonomica di indiscussa esperienza e guida automobilistica di indiscussa velocità, attacchi frequenti di mal d’Africa, nel tempo libero si taglia i capelli.
Carlo Hausmann: Coordinatore tecnico Fondazione Campagna Amica, Direttore Generale Azienda Romana Mercati, si narra sia stato visto al lavoro nello stesso momento in luoghi diversi del pianeta, la passione per il bricolage, non sopporta gli orologi fermi.
Silvia Paolini: Redattore de “il lombrico sociale”, Agronomo, una passione sfrenata per animali e razze strane: asini, criceti, ermellini, conigli nani, maialini vietnamiti. Il suo film: Fuga dalla città - la vita, l’amore, le vacche.
Saverio Senni: Direttore I edizione Master in Agricoltura Sociale, Professore di Economia Agraria Università della Tuscia, ispiratore del lombrico sociale, il Totti dell’agricoltura sociale.
Roberto Weber: Presidente dell’istituto di ricerca SWG, analizza l’opinione pubblica e la società, beve caffè e birra, fuma, in compenso corre e va in bicicletta.

La giuria è stata composta anche con l’obiettivo di far conoscere a nuovi interlocutori le tematiche dell'agricoltura sociale. Si è tentato di coinvolgere:
a) persone con competenze in diversi settori ma tutti possibili portatori di interessi (stakeholders) dell’agricoltura sociale;
b) persone che non conoscevano ancora l’agricoltura sociale, pur operando professionalmente in settori pertinenti (associazione di utenti, cittadinanza, sviluppo rurale, sociologia e comunicazione), proprio per avere altri e possibili nuovi punti di vista e per indagare le possibilità di interazione e di sviluppo futuri.
Il valore e le competenze della giuria su diverse tematiche e l'integrazione delle competenze dei giurati hanno permesso di analizzare ogni storia, ed ogni realtà, da diversi punti di vista. I giurati non si sono mai incontrati ne’ confrontati sulle storie. Dai risultati è emerso che nonostante l'assenza di un background comune e, fino ad oggi, di un confronto sull'argomento, le valutazioni complessive finali dei giurati sono risultate molto simili e confrontabili fra loro.

La Tavola Rotonda: "Esperienze e prospettive dell'agricoltura sociale"
Al termine delle premiazioni dei 5 vincitori e delle loro presentazioni si è aperta la Tavola Rotonda, il momento culminante della giornata di lavoro e del concorso stesso. Con nostro grande piacere la discussione non ha faticato a partire e, prendendo spunto dalle esperienze dei vincitori e dei partecipanti al concorso, ha visto l'attiva partecipazione di tutti i giurati che, nonostante l'ora tarda ed i molti impegni, hanno voluto portare il proprio contributo al dibattito. Le diverse competenze, i punti di vista, i dubbi, le provocazioni e le idee sono emersi in modo concreto, perchè frutto del reale bagaglio di esperienze dei partecipanti (giurati o vincitori). Molti gli spunti per tracciare le prospettive dell'agricoltura sociale, che non mancheremo di approfondire con la dovuta cura nei mesi a venire.

Queste le "note tecniche" relative al concorso, primo esperimento che ci ha lasciato decisamente "provati" ma almeno altrettanto soddisfatti. Chiediamo a tutti voi che avete partecipato al concorso, alla premiazione o che avete semplicemento letto queste nostre note, di dire la vostra, scrivendoci i vostri suggerimenti per migliorare un futuro ... Agro-Social Award...2009???

venerdì, dicembre 19, 2008

Un GRAZIE non basta...

almeno DUE!

Anzi TRE!
GRAZIE a tutti i partecipanti al Lombrico Agro Social Award,
GRAZIE a quanti di loro hanno portato un contributo con la propria presenza ieri,
GRAZIE a tutti i giurati, per la pazienza, la competenza, il coinvolgimento.

Parafrasando Bilbo Baggins (J.R.R. Tolkien), notoriamente grande amico dei Lombrichi, vogliamo dirvi che:
"conoscevamo la metà di voi solo a metà
e nutriamo per tutti voi meno della metà della riconoscenza che meritate"
.

E' stato bello, utile e stimolante incontrarvi e scambiare idee, esperienze, dubbi, sogni e aspettative. Per noi è stata un'occasione di crescita e di riflessione critica, speriamo lo sia stata anche per voi.

Di seguito vi segnaliamo il link alla notizia riportata dall'Ansa sulla giornata di ieri: Ansa, Agroalimentare Lazio

Cogliamo l'occasione per dirvi che - speriamo presto - le notizie, le foto, i materiali relativi alla giornata di ieri saranno pubblicate sul blog http://www.lombricosociale.info/. Inoltre vi comunichiamo che il Lombrico Sociale è approdato anche su Facebook ed ha creato un gruppo di discussione sull'agricoltura sociale, aperto a tutti ed in cui sarete i benvenuti. Di seguito il link, presso il quale sarà anche possibile iscriversi: gruppo Facebook Agricoltura multifunzionale di utilità sociale.
Nel ringraziarvi nuovamente il Lombrico Sociale vi augura di cuore buone feste, e - da Signore degli Anelli(di) - vi dedica questa piccola poesia (liberamente tratta da Il Signore degli Anelli):

Tre Lombrichi per una scommessa che a noi stessi sorprende,
Diciassette ai Concorrenti della sfida agro-sociale,
Nove ai Giurati che faticoso verdetto attende,
Una Agricoltura tutt'altro che banale
Nella Terra di Tutti e di Nessuno, che braccia coraggiose pretende.
Un Lombrico per trovarli, un Lombrico per radunarli,
Un Lombrico per premiarli e all'assemblea presentarli,
Nella Terra di Tutti e di Nessuno, ... the ende (nun ce veniva la rima).


La Compagnia dell'Anellide,
Angela, Francesca, Silvia

venerdì, dicembre 05, 2008

Premiazione del Lombrico Agro-Social Award

Si svolgerà il prossimo giovedì 18 Dicembre la Premiazione del
Lombrico Agro Social Award 2008,
il primo Concorso dedicato all'agricoltura multifunzonale di utilità sociale.

La premiazione dei 5 vincitori designati da una Giuria che, per le sue competenze, racchiude gran parte dei "portatori di interesse" sul tema dell'agricoltura sociale (Associazioni di utenti, Cittadinanza, Comunicazione, Ricerca e Sviluppo Rurale, Impresa) sarà l'occasione per aprire ed animare la Tavola Rotonda "Esperienze e prospettive dell'agricoltura sociale".

Potete scaricare qui l'invito alla premiazione del Lombrico Agro Social Award, ed inoltrarlo a tutti coloro che possono essere interessati a partecipare a questa giornata, che vuole essere occasione di condivisione di esperienze e reciproca conoscenza tra gli attori di questo affascinante ed innovativo settore dell'agricoltura.
Vi aspettiamo
giovedì 18 dicembre a Roma, presso il CSTE - Centro Servizi per il Tursimo Enogastronomico, Via dei cessati Spiriti 10/a . raggiungibile con la linea A della Metro, fermata Colli Albani
(uscita a sinistra; Via Menghini)

giovedì, ottobre 02, 2008

News dal Lombrico Agro-Social Award

Volevate partecipare al mitico concorso del Lombrico Sociale?

Eravate in vacanza e, oops, i termini di presentazione delle storie vi sono sfuggiti di mano?

"Domani scrivo, domani scrivo e poi, cavolo! gli affanni di tutti i giorni..."?

"Ma non doveva scriverla Mario? o era Antonio per la nostra cooperativa l'incaricato a mandare la partecipazione?"



Ebbene, per venire incontro a tutti questi - ed altri - disguidi, la redazione del Lombrico Sociale ha riaperto le iscrizioni al Concorso. Ebbene sì! Abbiamo deciso di prorogare i termini dell'iscrizione al Concorso fino al 15 Novembre. In realtà, per due ragioni: la prima legata a motivi organizzativi, la seconda - nel tentativo di trasformare ciò che può apparire come una difficoltà (i motivi organizzativi) in una opportunità, quella cioè di dare a tutti ancora un po' di tempo e, sebbene siano già arrivate delle esperienze molto interessanti, ampliare la partecipazione.


C'è dunque ancora del tempo per inviare le storie e a dicembre verranno svelati i vincitori in occasione di una tavola rotonda sui temi dell'agricoltura sociale.
Perciò scrivete, scrivete, scrivete... chissà che a dicembre non ci sia un Lombrico natalizio...

Visita il sito del Lombrico Agro-Social Award http://lombricoaward.wordpress.com/

La redazione del Lombrico Sociale