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lunedì, marzo 16, 2009

Festa degli aquiloni alla Collina degli Asinelli

La Collina degli Asinelli da il benvenuto alla primavera con La festa degli aquiloni!

Domenica 22 marzo a Monte Compatri a partire dalle 10:30

clicca qui e leggi il programma della giornata

mercoledì, novembre 26, 2008

Asini e sapienti...

“Porta a Porta”, lunedì 27 ottobre
“Ballarò”, martedì 28 ottobre
i Ministri Renato Brunetta e Giancarlo Rotondi sulla ricerca italiana, citano (e ridicolizzano) una ricerca che riguarda l’asino dell'Amiata.

Come forse sapete, noi AMIAMO gli asini... inoltre... in qualità di agronomi (con l'aggravante dell'essere degli agronomi "multifunzionali"), forse perchè proveniamo da mesi di lavoro intensi e faticosi che al centro hanno visto di volta in volta le piccole aziende agricole, il valore del mondo rurale per l'intera società (anche urbana), i servizi di tipo didattico ed educativo che un'azienda agricola può svolgere (dove spesso al centro dell'attenzione dei bambini c'è un asino appunto), le attività collegate al turismo rurale (e di nuovo qui, l'asinello, i trekking, ecc.), quelle di assistenza con gli animali ai disabili (e di nuovo lui...), fatto ricerche bibliografiche e consultato materiali tecnici e scientifici su queste questioni, sul lombrico sociale abbiamo infine spesso scritto di asini, e forse anche perchè amiamo molto il nostro lavoro e abbiamo un poco anche la presunzione di ritenerlo utile, pubblichiamo la lettera che il prof. Francesco Camillo dell’Università di Pisa, responsabile scientifico del progetto sull'asino dell'Amiata, ha inviato ai due membri del governo italiano.
Possiamo serenamente dire di esserci sentiti, nel nostro piccolo, anche noi un tantinello offesi nel nostro ordinario e quotidiano lavoro...
Leggetela fino in fondo, per gli appassionati degli asini... ci sono anche dei links e dei riferimenti bibliografici sul mondo dell'asino molto interessanti!



Onorevole Ministro Renato Brunetta
Ministero Pubblica amministrazione e Innovazione - Corso Vittorio Emanuele II,
116 – 00186 ROMA

Onorevole Ministro Giancarlo Rotondi
Ministero Attuazione del programma di Governo - Largo Chigi, 19 - 00187 ROMA

e p.c. Magnifico Rettore dell’Università di Pisa
Lungarno Pacinotti, 43 – 56100 Pisa


Oggetto: ricerca sull’Asino del Monte Amiata

Gentili Ministri,
vi scrivo in qualità di coordinatore scientifico del progetto di ricerca “Approccio multidisciplinare alla conservazione dell’Asino dell’Amiata: riproduzione, allevamento e genetica”, finanziato con 55.000 euro dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, nell’ambito dei progetti PRIN, anno 2004.
Ho avuto modo di ascoltare i Vostri apprezzamenti su questa ricerca in occasione delle trasmissioni “Porta e Porta”, di lunedì 27 us, e “Ballarò”, di martedì 28 us.
In entrambi i casi questa ricerca è stata citata quale esempio del degrado dell’Università Italiana, dell’inutilità e dello scarso valore scientifico della ricerca che vi si fa, in un contesto nel quale veniva sottintesa la strumentalizzazione dei “baroni” universitari nei confronti delle proteste degli studenti contro la legge 133/2008.
Tengo a farvi sapere che i Vostri interventi mi hanno profondamente ferito ed offeso e, a mio parere, denotano scarsa conoscenza sulle tematiche della ricerca nel campo della Medicina Veterinaria, al quale appartiene quella sull’Asino dell’Amiata.
A questo riguardo, temo Vi sia sfuggito l’interesse che riveste questa razza, insieme a tutti gli altri genotipi asinini italiani dichiarati a rischio di estinzione, in generale, nel campo della salvaguardia e conservazione della biodiversità animale, ed in particolare, nella valorizzazione della variabilità genetica delle popolazioni autoctone, con precise e puntuali ricadute sul territorio.
Ovviamente non è richiesto a un Ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione e a un Ministro per l’Attuazione del programma di Governo di essere a conoscenza del fervore scientifico che c’è nel campo della ricerca sul latte d’asina che, per la sua peculiare composizione, sembra rappresentare, in casi di gravi intolleranze alimentari, l’unico nutrimento possibile per bambini che non possono essere allattati al seno materno.
Ovviamente Vi potrà sembrare ancora meno importante, per le sorti del Paese, il fatto che l’asino, per la sua estrema docilità e pazienza, venga sempre più spesso impiegato nella terapia di bambini ed adulti con handicap fisici o mentali.
Ritengo che, se la conoscenza di queste realtà possa non essere richiesta ad un Ministro, gli possa però essere chiesto di non parlare davanti a milioni di persone, per di più in maniera totalmente spregiativa, di cose che conosce solo marginalmente.
Infine, sperando di non abusare della Vostra pazienza e pur se non c’è stato da parte Vostra un accostamento diretto della ricerca sull’Asino del Monte Amiata al “barone” universitario, due parole su un “barone”, me stesso, come tanti: ho 51 anni, sono dipendente dell’Università di Pisa con il ruolo di Professore Ordinario, ricopro la carica di Direttore del Dipartimento di Clinica Veterinaria e di Direttore dell’unico master universitario italiano in Riproduzione Equina, sono membro del Collegio Europeo di Riproduzione Animale (ECAR); conseguo mediamente un punteggio di 3, su un massimo di 4, in merito alla mia produzione scientifica (Commissione d’Ateneo di Pisa, Area Scienze Agrarie e Veterinarie) e un punteggio di 3.5, su un massimo di 4, in merito alla qualità della mia didattica (studenti del 4° anno della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Pisa); la mia retribuzione lorda per il 2007, indennità di carica inclusa, è stata di 79.346,18 euro (CUD 2008), mio padre era un impiegato postale, mia madre è una maestra in pensione.
Distinti saluti,
Francesco Camillo

Asino dell’Amiata a rischio di estinzione:
• Commissione responsabile della biodiversità del Parlamento Europeo (N.L. 215/90).
• Scherf B. (2000) - World watch list for domestic animal diversity, 3rd ed. FAO, Roma, Italy.
• SAVE Foundation/Monitoring Institute for Rare Breed and Seed in Europe (2002).
• Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Elenco delle razze minacciate (2007)

Biodiversità:
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo (14 febbraio 2008)

Latte d’asina:
• http://www.lattedimammaasina.it/

Onoterapia:
• http://it.wikipedia.org/wiki/Onoterapia
• http://www.asinomania.com/onoterapia.asp

Elenco delle pubblicazioni e comunicazioni scientifiche nell’ambito del progetto “Approccio multidisciplinare alla conservazione dell’Asino dell’Amiata: riproduzione, allevamento e genetica” (finanziamento PRIN 2004):

1. Casini L, Sgorbini M, Magni L, Corazza M (2007). Valutazioni morfologiche nell’asino sorcino crociato dell’Amiata. Ippologia, 18(3): 33-35.
2. Casini L, Sgorbini M, Magni L, Corazza M, Gatta D (2006). Apparent digestibility of two diets in pregnant Amiata breed donkey. 3rd European Workshop on Equine Nutrition and Feeding of the Broodmare. 20-22 june, Campobasso, Italy, pp. 41-46.
3. Cecchi F., Ciampolini R., Ciani E., Matteoli B., Mazzanti E., Tancredi M., C. Dominici, Presciuttini S., Rosati A. (2006). Pedigree analysis of the endangered Amiata donkey breed (Tuscany, Italy). 57th Annual Meeting of the European Association for Animal Production, Antalya, Turkey 17-20 Settembre 2006, 110.
4. Cecchi F., Ciampolini R., Ciani E., Matteoli B., Mazzanti E., Tancredi M., Presciuttini S. (2006). Demographic genetics of the endangered Amiata donkey breed. Italian Journal Animal Science, 5: 4, 387-391.
5. Cecchi F., Ciampolini R., Ciani E., Mazzanti E., Tancredi M., Presciuttini S., (2007). Morphological characterization of the Amiata donkey breed through the data reported in the Anagraphic Register. Proceeding of the ASPA 17th Congress, Alghero, May 29- June 1, 70.
6. Ciampolini R., Cecchi F., Ciani E., Mazzanti E., Tancredi M, Presciuttini P. (2007). Amiata donkey local breed: genetic and morphological characterization. 58th Annual Meeting of the EAAP 2007, Dublin, Ireland 26-29 August 2007, 73.
7. Ciampolini R., Cecchi F., Ciani E., Mazzanti E., Tancredi M., De Sanctis B.,. Paragnani K, Presciuttini S., Cianci D. (2007). Analisi della variabilità genetica e morfologica dell’asino dell’Amiata Atti 9° Convegno Nuove acquisizioni in Materia di Ippologia Perugia, 22 Giugno 2007, 119-124.
8. Ciampolini R., Cecchi F., Mazzanti E., Ciani E., Tancredi M., De Sanctis B. (2007). The genetic variability of the Amiata donkey breed by molecular data. Proceeding of the ASPA 17th Congress, Alghero, May 29- June 1, 78-80.
9. Crisci A, Panzani D, Rota A, Camillo F. Ciclo ovarico dell’asina dell’amiata: aspetti clinici e comportamentali, 2° Convegno Nazionale Sull’asino, Pp 120-125, Palermo,Vol. Unico,2006
10. Crisci A, Rota A, Panzani D, Sgorbini M, Camillo F, Transrectal and Transabdominal Ultrasonographic Study of Amiata Donkey Pregnancy from Day 150 to Term., Reproduction in Domestic Animals: Physiology, Pathology, Biotechnology,Vol. 43/Supplement 3, Pp 157, 2008
11. Crisci A., Rota A., Panzani D., Pacini M., Balbo S., Govoni N., Forsberg M., Camillo F., Progesteronemia dopo somministrazione di Alfaprostol in asine tra l’8° ed il 10° giorno del diestro., IV Congresso Nazionale Società Italiana di Riproduzione Animale, Pp 22-24, Pisa,Vol. Unico, 2006
12. Ducci M, Pacchini S, Felicioli A, Ducci C, Sighieri C, Rota A, Martelli F, Gazzano A, Applicazione di un Kit di Analisi per la determinazione quantitativa della superossido dismutasi nel seme crioconservato di asino, Annali della Facoltà di Medicina Veterinaria - Università di Pisa,Vol. Lix, pp 253, 8, 2006
13. Gazzano A, Pacchini S, Niccolini A, Rota A, Camillo F, Sighieri C, Ducci M, Determinazione della L-Istidina nel seme di asino, So.F.I.Vet, Pp Cd-Cd, Milano,2006
14. Gazzano A, Pacchini S, Niccolini A, Rota A, Camillo F, Sighieri C, Martelli F, Ducci M, Determinazione della concentrazione del coenzima Q10 negli spermatozoi di asino, Congresso Nazionale So.F.I.Vet., Pp Cd-Cd, Silvi Marina,Vol. VII,2007
15. Magelli C, Rota A, Panzani D, Camillo F, Motility of donkey spermatozoa after cooled preservation in three different extenders, Reproduction in Domestic Animals,Vol. 41,Num 4, pp 320-320, 2006
16. Nardoni S, Sgorbini M, Barsotti G, Corazza M, Mancianti F (2007). Conjunctival fungal flora in healthy donkeys. Vet Ophthalmol, 10(4):207-210.
17. Nardoni S, Sgorbini M, Gugliucci B, Merildi V, Cammà C, Franceschi A, Corazza M, Mancianti F (2007). Preliminary study of the variation of clinical and parasitological features in a group of Amiata donkeys infected by Theileria equi. 2nd Babesia World Summint, 4-5 may, Palermo, Italy, pp. 97.
18. Panzani D, Crisci A, Viggiani R., Rota A, Camillo F, Clinical, behavioural and endocrinological characteristics of the Amiata Jenny’s estrous cycle, LXI Convegno Società Italiana Delle Scienze Veterinarie, Pp 50-50, Salsomaggiore Terme, 5,2007
19. Panzani D, Rota A., Vannozzi I., Kindahl H., Govoni N., Camillo F., Cervical catheterization is not responsible for the low pregnancy rate following transcervical embryo transfer in donkeys, Animal Reproduction Science, Vol. 94, pp 370-373 ,2006
20. Rota A , Magelli C , Panzani D , Camillo F, Effect of extender, centrifugation and removal of seminal plasma on cooled-preserved Amiata Donkey spermatozoa, Theriogenology,Vol. 69/2, Pp 176, 2008
21. Rota A, Magelli C, Bastianacci V, Crisci A, Impeduglia R, Panzani D, Camillo F., Effetto del prelievo in giorni successivi su alcune caratteristiche del seme e del comportamento dell’asino dell’Amiata, 2° Convegno Nazionale sull’asino, Pp 129-133, Palermo,Vol. Unico,2006
22. Rota A, Magelli C, Bastianacci V, Impeduglia R, Panzani D, Camillo F, Effect of semen collection in successive days on some seminal and behavioural charachteristics of Amiata Donkeys, 11th Annual Confrence of the European Society for Domestic Animal Reproduction, Pp 86-86, Celle, Germany,Vol. 1,2007
23. Rota A, Magelli C, Impeduglia R, Panzani D, Camillo F, Effects of centrifugation and removal of seminal plasma on motility and viability of cooled preserved Amiata Donkey spermatozoa, LX Convegno Sisvet, Pp 16-16, Terrasini (Pa),Vol. unico,2006
24. Rota A., Bastianacci V, Magelli C., Panzani D., Aria G., Camillo F., Valutazione dell’integrità della membrana plasmatica degli spermatozoi di asino: studio preliminare, IV Congresso Nazionale Società Italiana di Riproduzione Animale, Pp 25-27, Pisa,Vol. Unico, 2006
25. Sgorbini M, Fusar Bassini R, Luchetti E, Crisci A, Corazza M. (2009) Valutazione ecografica dell’involuzione delle strutture ombelicali in puledri di asino sorcinocrociato dell’amiata nella prima settimana di vita. Congresso SIVE, Bologna 23-25 gennaio, in press.
26. Sgorbini M, Luchetti E, Ressel L, Poli A, Corazza M (2008). Evaluation of two metodology to determine immunoglobulins in serum of foals of Amiata donkey. Atti XIV SIVE/FEEVA Congress, 25-27 January, Venice, Italy, pp.431-432.

mercoledì, giugno 04, 2008

Asinodays

ASINODAYS 2008 è l’evento internazionale nel quale il maggior numero di asini e di persone interessate agli asini, che sia mai stato visto nello stesso momento, si radunano per uno straordinario incontro dedicato alla conoscenza, alla familiarizzazione ed alla valorizzazione dell’asino.

Perché un raduno internazionale di asini e di persone interessate all’animale?

In pochi sanno che l’asino è un animale che nella nostra organizzazione sociale europea rischia la totale scomparsa. Il decremento della popolazione asinina è cominciato nei primi anni del XX secolo, non solo in Italia, ma in tutta Europa. I dati ufficiali del primo '900 dichiaravano esistenti, nel nostro Paese, poco meno di un milione di capi. Oggi, a distanza di un secolo, si possono contare non più di 50.000 soggetti. Le ragioni di questa fatale diminuzione numerica sono note od intuibili: la spinta meccanizzazione dell’agricoltura e l'esodo dalle campagne hanno privato l’animale del proprio ruolo nella economia e, di seguito, hanno portato ad un oblio nelle attenzioni dell’uomo. Nonostante sia stato un animale molto diffuso ed importante, i giovani sostanzialmente non conoscono l’asino e non hanno nuovi stimoli per concepirne l'allevamento. Il risultato è che oggi l’asino ha, laddove esiste, per lo più un significato nostalgico e/o di affezione. Ma esso è stato per lunghi secoli un compagno affidabile del progresso economico dell’uomo; un soggetto della cultura e dell’arte proprio perché ha quotidianamente intrecciato la propria esistenza a quella degli uomini. Grazie all’impegno ed alle attenzioni di alcuni operatori dell’allevamento, del naturalismo, della terapia ed anche della informazione, negli ultimi anni l’asino ha riscosso un rinnovato interesse, sicuramente ancora a livelli germinali, che ha permesso, tuttavia, di evidenziare le molteplici opportunità imprenditoriali ad esso collegate. Riportare alla luce la preziosa storia dell’asino e ricercarne un ruolo non effimero nella attuale contesto di sensibilità sociali e di sviluppo economico, attraverso esperienze, storie, intuizioni, ricerche e conoscenze ravvicinate è la motivazione fondamentale di ASINODAYS 2008.

Tutte le informazioni sull'evento ed il programma delle 3 giornate dedicate all'amico asino sono disponibili sul sito: http://www.asinodays.org/

domenica, dicembre 30, 2007

Letture casuali festive. 1

Durante queste brevi ma rilassanti vacanze mi è capitato di sfogliare riviste di vario genere. Non si tratta di riviste "specialistiche" nè tanto meno "di settore": casualmente ho trovato alcuni articoli che credo possano interessare anche il nostro blog. ag

Ragli e risate sotto il cielo di Sicilia
di Alberto Frisio

Rieducazione relazionale, trekking, attività assistita e un contesto naturale meraviglioso. E’ l’esperienza dell’ “Oasi degli asini”, che nelle sue attività coinvolge disabili, bambini, anziani e famiglie.

Stupidi gli asini? Basta solo avvicinarli per capire che non è vero. Anzi. La vicinanza a un asino aiuta a sciogliere tensioni e, addirittura, ad acquistare autostima. E’ quanto sostiene l’onoterapia, cioè “la rieducazione relazionale mediante attività con l’asino”, una disciplina che si avvale del coinvolgimento di un team composto da psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, e che garantisce serietà e risultati. Anche quando l’asino si chiama sceccu, il nome che il dialetto siciliano assegna all’animale. Perché questa storia è ambientata al confine tra l’entro terra di Siracusa e il ragusano, nei pressi di Rosolini, punta sud della Sicilia. Per la precisione siamo nella valle Cansisina. Proprio qui, in una tipica cava locale, ha sede l’”Oasi degli asini”, cooperativa onlus “formata” da nove asini e alcuni giovani testardi quanto loro.
Dalla statale ben poco lascia trapelare l’esistenza di questi anfratti. Invece basta lasciarsi l’asfalto alle spalle e, dopo poche curve in discesa sullo sterrato, un portone d’ingresso d’eccezione – le arcate di un acquedotto bizantino – proiettano il visitatore nella valle. Tutto intorno sono pareti scoscese, mandorli, carrubi, ulivi e pennellate di giallo dell’erba arsa dal sole che la fa da padrone. Incontrare asini in questo ambiente non pare strano a nessuno, perché il contesto del paesaggio sembra quasi richiederli. Ma per scorgerne la presenza bisogna proprio entrare nell’Oasi: gli asini sono nel loro recinto, muso a terra e bocca in movimento, tutti intenti a brucare, attività che li tiene occupati per la gran parte della giornata. Sono di razza ragusana, tipica da queste parti: il mantello sembra a macchie, ma dipende dalla muta, perché stanno perdendo il pelo vecchio.
Ci si può avvicinare senza timore. Non c’è il rischio che si imbizzarriscano, né che scalcino: sono stati educati a non farlo. A spiegarlo è Lorena Cicero, logopedista e presidente della cooperativa: “L’asino non si doma, si addestra con le carezze. Non gli si può imporre cosa fare, bisogna educarlo. E’ un animale intelligente: quando non capisce o percepisce un pericolo si blocca, e finché non ha la situazione sotto controllo, non si sposta. Questo comportamento lo rende adatto a svolgere attività assistita, a differenza del cavallo che di fronte a un pericolo si imbizzarrisce e trasmette il suo nervosismo a chi lo sta guidando”.

Responsabilizzare i ragazzi
Ma è già l’ora dell’attività con i giovani disabili psichici dell’associazione Anfass di Modica (RG), che con questo pomeriggio di lavori terminano il laboratorio di attività assistita durato alcuni mesi. La prima a entrare nell’ “asineggio” è Cinzia, una ragazza down col volto illuminato da un divertito sorriso. Gli educatori svelano: “E pensare che all’inizio non voleva nemmeno avvicinarsi al recinto”. Adesso invece Cinzia è lì che se lo liscia, il suo asino. Lo accarezza, gli parla, si direbbe addirittura che gli faccia gli occhi dolci. Anzi, “le” faccia. Perché tutti gli animali usati per le attività sono femmine, più mansuete e facili da addomesticare. E con il potere nelle mani, anzi negli zoccoli, visto che tra gli asini vige la matriarcalità: nella fattispecie è Eleonora a essere capobranco. E’ lei la prima a bere, la prima a entrare nell’asineggio, l’ultima a “lavarsi” ovvero rotolarsi nella polvere di zolfo che scaccia i parassiti. Solo dopo questo rituale si lavora di brusca e striglia (due tipi di spazzole) per pulire il manto dell’asino. Prendersi cura dell’animale non è solo un’introduzione al lavoro: l’impegno profuso in questo compito dai ragazzi dell’Anffas fa capire che siamo già in piena attività. Gli esercizi che seguono servono solo ad approfondire il legame con l’asino: lo si prende per la capezza, guidandolo in passeggiata attorno al recinto. A comando bisogna fermarsi e per farlo i ragazzi devono pararsi davanti all’animale con decisione. Se il comando non è al contempo gentile e deciso, l’asino non ubbidirà, ma seguirà invece il proprio istinto.
Intanto Cinzia e i suoi amici sono tutti presi dall’attività: anche se a volte è ancora l’asino a comandare, si vede che hanno acquisito una bella dimestichezza. “Con questo lavoro puntiamo – spiega ancora Cicero – a responsabilizzare i ragazzi, intervenendo sugli aspetti relazionali e di comunicazione: stima, fiducia, riconoscimento delle proprie capacità. Entrare in relazione con l’animale è più semplice e diretto, aiuta a rapportarsi col mondo esterno”. Si percepisce che gli operatori della cooperativa sono persone preparate: ciascuno mette a frutto la propria professionalità affinata nei centri di onoterapia di Asti e Sulmona.

L’onoterapia e il trekking
“Qui all’Oasi svolgiamo molte attività che adattiamo a disabili psichici, non vedenti, anziani, bambini, ma anche alle famiglie o agli adulti. Di volta in volta le presentiamo come opportunità di turismo ambientale, agricoltura sociale, gioco, didattica, attività assistita con l’asino, fino agli esempi di vera e propria onoterapia. Quest’ultima va sempre intesa come co-terapia, di supporto cioè ad altre già presenti. Abbiamo, inoltre, sviluppato percorsi di logopedia, o ricolti a casi di disturbo dell’attenzione, dell’alimentazione o dello sviluppo. E’ provato, inoltre, che l’attività con l’asino contrasta lo stress”.
Un po’ stressati, invece, sono proprio i ragazzi della cooperativa: non è stato facile, raccontano, creare una realtà come questa. Per tutti quello in cooperativa è un secondo lavoro: svolgendo solo questa attività, infatti, non riuscirebbero a vivere dignitosamente. Sono sostenuti però dalla passione e dalla soddisfazione di aver realizzato qualcosa di unico sul territorio, oltre che dal riconoscimento delle persone che si sono lasciate coinvolgere in questa esperienza, circa 10 mila in un anno e mezzo. Non è difficile crederci: è la stessa contentezza che si legge negli occhi dei bambini e dei ragazzi disabili che stanno concludendo il pomeriggio di attività.
Quando anche noi proviamo a salire sull’asino, percepiamo quella sensazione di rilassamento che ci hanno raccontato: l’andatura dell’animale si trasmette come un massaggio su tutta la schiena, con un piacevole effetto.
Una volta scesi, è il momento del “trekking someggiato”, ovvero una camminata nella valle conducendo l’animale, da terra, con la capezza in mano. Il richiamo del paesaggio che circonda l’Oasi è notevole. Si ha quasi l’impressione di essere costantemente tenuti d’occhio: saranno le tante grotte, le mulattiere che si inerpicano verso i ricoveri dei pastori, oppure le aperture a volta nella roccia, testimoni della presenza dei bizantini dei quali hanno a lungo conservato le spoglie. Le case fatte di muri a secco, col tetto sfondato, non sono più abitate dal 1600, ma sembrano abbandonate da pochi anni. Appaiono anche architetture che poco hanno a che vedere con questo territorio, come il trullo che si incontra a mezza costa, oggetto di studio proprio per il contesto “poco pugliese” nel quale è stato costruito. Ancora più interessante poi è il bizantino eremo di Croce Santa: di originario mantiene la struttura, alcune pitture rupestri oltre a tutto il fascino evocativo. Accanto, anche la grotta dell’ultimo eremita della valle, che qui ha abitato fino agli inizi del ‘900.
Ormai si fa sera e il sole scende dietro l’altura. Mutano i profili degli alberi, un’insospettabile brezza si leva da sud. Gli asini vengono ricondotti nel loro recinto, testa bassa, a ruminare. In attesa di nuove persone da incontrare, le quali, grazie a loro, potranno incontrare se stesse.


Notes
Il glossario dell’asino

Onoterapia: terapia che usa l’asino come mezzo per migliorare lo stato di salute di un soggetto umano. Va distinta dalle semplici pratiche ludiche che coinvolgono l’asino senza il controllo di personale medico specificamente preparato.
I progetti di cura prevedono: la conoscenza dell’animale tramite il tatto, valorizzando la mano come strumento di comunicazione e affetto, esercizi in serie e giochi che favoriscono il linguaggio, responsabilità e concentrazione. Possono trarre vantaggio dall’onoterapia tutti coloro che hanno problemi relazionali.

Latte d’asina: la ricerca scientifica ha dimostrato di recente che è l’alimento di origine animale con le caratteristiche organolettiche più vicine al latte materno. E’ un’ottima alternativa al latte vaccino, qualora i bambini siano allergici. Il suo costo sul mercato arriva anche ai 15 euro al litro e non è facilmente reperibile. Il business legato al latte d’asina ha permesso comunque, dopo anni, in cui si temeva per l’estinzione di alcune razze d’asino italiano, un aumento del numero di capi presenti sul territorio nazionale.

Asini famosi: la Bibbia ci ricorda almeno due asini. Nell’Antico Testamento c’è l’asinella parlante del mago Balaam, che compare nel libro dei numeri. Nel Vangelo invece Gesù a dorso d’asino fa il suo ingresso trionfante a Gerusalemme. La tradizione vuole un asino anche nella grotta della natività, ma nessun Vangelo canonico ne parla. Il dato viene dall’apocrifo pseudo Mattia.
Nella letteratura c’è l’asino d’oro d’Apuleio, e il Lucignolo della storia di Pinocchio.
Anche la filosofia si è occupata dell’animale, con il paradosso di Buridano, nel quale si narra di un asino che, posto tra due cumuli di fieno perfettamente uguali e alla stessa distanza, non sa scegliere e nell’incertezza muore di fame.

Messaggero di sant’Antonio (ottobre 2007)

Per saperne di più: http://www.oasidegliasini.it/

giovedì, marzo 22, 2007

Le Asinelle di Asinoi entrano in Carcere a Sollicciano

Sabato 31 marzo sarà inaugurata l’asineria del carcere femminile di Sollicciano. L’evento è legato al progetto vincitore del bando regionale CESVOT “A PASSO D’ASINO PER I COLLI FIORENTINI” che vede come soggetti attivi, oltre al Ministero di Giustizia, alcuni comuni della provincia di Firenze.

Coordinatore del progetto il dottor Sandro Useli che ha coinvolto l’associzione “Asinoi”, la quale donerà le dolcissime Asinelle Camomilla e Samnatha. “Abbiamo aderito volentieri a questa iniziativa”, racconta Mafalda Leto, presidente di Asinoi, “il principale scopo della nostra Associazione è quello di operare nel sociale, utilizzando questo simpatico e duttile animale. Le asinelle e le detenute saranno parte strategica del progetto nelle pratiche legate alla nuova proposta di utilizzo degli asini (attività assistite per anziani e diversamente abili, didattica, attività di svago e tempo libero, turismo responsabile). Il principale compito dell’asineria di Sollicciano sarà quello dell’ addestramento ed educazione dei giovani asini al fine di renderli pronti alle attività, ma la cosa più importante è che le detenute trarranno dalla presenza delle asinelle in carcere occasioni di riflessione, serenità e benessere, oltre ad apprendere una professionalità che coniuga ambiente e sociale e che potrà tornare utile nel reinserimento in società“

Le persone che vorranno festeggiare questo avvenimento sabato 31 marzo, dalle 13:00 alle 16:00 al femminile di Sollicciano, insieme ai soggetti che hanno presentato il progetto ed alle ragazze detenute, dovranno comunicare i loro dati anagrafici (nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza) entro il 20 marzo a Sandro Useli tel. 348 9384829

martedì, marzo 20, 2007

Simposio sul latte d'asina

SIMPOSIO COLDIRETTI SUL LATTE DI ASINA IL 22 MARZO A PALAZZO ROSPIGLIOSI

1884 - 17:03:07/00:20 - Roma, (agra press) - per giovedi' 22 marzo 2007 (dalle ore 10) la Coldiretti ha organizzato un simposio dedicato al latte d'asina. L'incontro si terra' al centro congressi coldiretti, palazzo Rospigliosi, via XXIV maggio 43, Roma. Parteciperanno - sottolinea una nota- esponenti delle istituzioni, docenti universitari, medici, nutrizionisti, pediatri, geriatri, veterinari, mamme, consumatori e allevatori di asini, con il patrocinio del Senato della Repubblica e del Ministero della Salute. Alla tavola rotonda introduttiva interverranno Sergio Marini presidente Coldiretti, il professor Giovanni Cavagli responsabile allergologia ospedale pediatrico Bambin Gesu', Eugenio Milonis presidente consorzio Allevasini, Gian Paolo Patta sottosegretario ministero della salute, il professor Giuseppe Rotilio presidente Societa' Italiana Biochimica e preside del corso di laurea specialistica in scienze della nutrizione. Coordina Stefano Masini responsabile area ambiente e consumi Coldiretti. Insieme a dati e analisi sulla crescita del settore - spiega il comunicato - saranno allestiti appositi spazi per la presentazione dei diversi prodotti derivati dal latte d'asina e offerta l'opportunita', soprattutto ai bambini presenti con le mamme, di fare conoscenza con il simpatico equino che torna nel centro dell'antica roma. Un appuntamento - prosegue la nota - per far conoscere e promuovere in Italia il latte d'asina offerto da un numero crescente di aziende, presenti sopratutto nelle aree interne, che hanno riscoperto questa forma di allevamento. Un prodotto - conclude il comunicato - le cui proprieta' erano note gia' dai romani e che oggi riscontra un nuovo interesse in cosmetica e in medicina per le caratteristiche prossime al latte materno di cui costituisce un valido sostituto e molto spesso l'unica salvezza per i neonati affetti da intolleranza al lattosio.