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venerdì, ottobre 19, 2012

Diretta dal XII Forum internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione

Oggi e domani, 19 e 20 ottobre, a Cernobbio si terrà il XII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti con la collaborazione dello studio Ambrosetti.
E' un'occasione certamente interessante per riflettere di agricoltura ma non solo, anzi, soprattutto non solo. Il programma è consultabile sul sito Coldiretti. A partire dalle ore 10:00 inizierà la diretta online.

mercoledì, marzo 16, 2011

Giornata di lavoro: agricoltura sociale in provincia di Torino e modelli innovativi di welfare

Venerdì 25 marzo 2011 il museo della Resistenza e della città di Collegno – piazza Cavalieri dell’Annunziata, 7 – ospita il convegno “Agricoltura sociale in provincia di Torino e pratiche innovative di welfare”. La giornata di lavoro – dalle ore 8,30 alle 17 – è organizzata da Coldiretti Torino, con il Patto territoriale zona Ovest e il patrocinio nonché la partecipazione della Provincia di Torino, nell’ottica di illustrare uno degli aspetti oggi più innovativi del settore agricolo.

lunedì, maggio 17, 2010

Ecco l'agriasilo: il sogno di 3 genitori su 4

Piu' di tre genitori su quattro (78 per cento) sognano di far crescere i propri figli in un agriasilo, un ambiente semplice, familiare e naturale dove giocare all'aria aperta con piante e animali e gustare merende e colazioni genuine. E' quanto emerge da una indagine Coldiretti/Swg realizzata in occasione di “Far crescere il futuro”, organizzata da Donne Impresa della Coldiretti, dove per la prima volta è stata presentata la piu' rivoluzionaria innovazione nei processi formativi e di crescita del talento introdotta in Italia per iniziativa soprattutto di giovani imprenditrici agricole che hanno trasformato in diverse regioni le proprie fattorie in asili grazie alle nuove normative.

mercoledì, settembre 19, 2007

Agriasili a Torino

28 Agosto 2007
PARI OPPORTUNITA'
AGRIASILI, CRESCERE A CONTATTO CON LA NATURA

Muovere i primi passi a contatto con la natura, imparando a conoscere l’ambiente, i prodotti dell’orto, gli animali da cortile, i ritmi delle stagioni e dei lavori agricoli: è questo il programma didattico che possono offrire gli agriasili, ovvero asili stanziati all’interno di aziende agricole del territorio della provincia di Torino. Un bel vantaggio per i bambini, ma anche un sostanziale aiuto per quei genitori che lavorano in aree rurali e montane, spesso quelle meno attrezzate in materia di servizi per l’infanzia. E’ questo il progetto promosso da Coldiretti Torino e Provincia di Torino, che ha avuto questa mattina il suo primo battesimo con l’approvazione di una delibera –firmata dagli assessori all’agricoltura Sergio Bisacca, dall’assessore alla pianificazione ambientale Angela Massaglia e dall’assessore alle pari opportunità Aurora Tesio- e che prevede la firma di un protocollo di intesa per la creazione di agriasili sul territorio provinciale. La creazione di agriasili risponde a molte esigenze, che vanno dalla conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle persone al sostegno dell’occupazione femminile, dallo sviluppo di sistemi educativi improntati alla sostenibilità alla valorizzazione dell’imprenditoria agricola, che può trovare nuove forme di espressione e diversificazione della produzione, dall’incentivazione del ripopolamento nel territorio montano e rurale allo sviluppo delle sue risorse. Il progetto ha già vissuto una sua fase sperimentale con l’apertura a Chivasso –in frazione Mandria, presso l’azienda agricola La Piemontesina- di “agriasilo nido”, il primo in Italia, e prevede l’apertura nei prossimi mesi di una seconda struttura nei pressi di Settimo Torinese: la possibilità di far crescere i bambini a contatto con la natura non coinvolge solo le famiglie che lavorano direttamente nelle zone agricole ma rappresenta un servizio per tutta la popolazione delle zone limitrofe.
(Ufficio stampa Provincia di Torino)

Da quanto leggiamo in giro, la cosa non sembra essere una novità assoluta in provincia di Torino, infatti il primo agriasilo italiano sembra essere nato a Poirino (TO) nel 2004.

Un post di aprile 2007 sugli agriasili

mercoledì, aprile 04, 2007

Nasce l'agri-asilo sociale

Convegno alla Cooperativa di Legnaia per illustrare le iniziative

La fattoria di servizi alla persona per nonni e disabili
Coldiretti e Bio Colombini lanciano un progetto regionale


FIRENZE - L'agriasilo? E' in fattoria. L'azienda agricola accoglie i nonni soli che hanno bisogno di cure e assistenza; i ragazzi con handicap imparano a stare insieme agli altri e a lavorare tra i campi.
Nasce la fattoria di servizio alla persona, un settore che in Toscana è ancora tutto da esplorare. Alla Cooperativa di Legnaia è iniziata ieri una tre giorni, organizzata da Federpensionati, Donne Impresa, Giovani Impresa, i tre movimenti nati all'interno di Coldiretti Toscana per declinare in modo specifico i principi e gli obiettivi dell'organizzazione agricola, ha proprio lo scopo di approfondire le possibilità offerte dall'agricoltura sociale, un altro importante aspetto della multifunzionalità di un settore, a cui le recenti norme hanno restituito slancio, fantasia, nuove opportunità.
Un testimonial di questa possibilità è Alessandro Colombini, giovane imprenditore pisano che, nella sua azienda, la Bio Colombini di Crespina, dove si producono ortaggi dall'inizio del Novecento, è riuscito a portare a termine con successo un'esperienza importante. Il via nel 2001, quando l'azienda è entrata in contatto con l'associazione Oriss (Organizzazione interdisciplinare sviluppo e salute), che ha dato vita, con i comuni della Valdera, al progetto "Il giardino dei semplici", con lo scopo di valorizzare il patrimonio ambientale rurale come risorsa per favorire i processi di inserimento socio-lavorativo di soggetti emarginati. Partner capofila dell'iniziativa, la Bio Colombini ha realizzato tirocini formativi, due assunzioni a tempo indetermniato di soggetti con svantaggio psichico, l'inserimento in attività di terapia occupazionale a due soggetti con svantaggio psicofisico e ha partecipato, con altre due aziende, a un corso di formazione in agricoltura rivolto a dieci utenti dei servizi Salute Mentale. Sempre all'interno di questa sensibilità sociale, dal 2007 la Bio Colombini è diventata anche fattoria didattica, aperta inizialmente ai bambini e agli insegnanti delle scuole materne ed lementari, con il progetto "Tutti giù per terra". Nell'azienda, infatti, sono promossi progetti di educazione all'ambiente, di sensibilizzazione all'agricoltura biologica e di avvicinamento all'ecologia attraverso l'uso dell'immaginario e della fiaba.
Nel convegno alla Cooperativa di Legnaia l'attenzione sarà concentrata sul piano socio sanitario regionale e sulle misure che la Regione Toscana intende adottare per migliorare le condizioni di vita in ambiente rurale. Nell'occasione sarà presentata anche la nuova iniziativa di Federpensionati Toscana: la raccolta di firme per sostenere lla richiesta di adeguamento del potere di acquisto e dei minimi di pensione e per cancellare una immotivata discriminazione sugli assegni familiari.
Corriere Toscana 04.04.2007

martedì, marzo 20, 2007

Simposio sul latte d'asina

SIMPOSIO COLDIRETTI SUL LATTE DI ASINA IL 22 MARZO A PALAZZO ROSPIGLIOSI

1884 - 17:03:07/00:20 - Roma, (agra press) - per giovedi' 22 marzo 2007 (dalle ore 10) la Coldiretti ha organizzato un simposio dedicato al latte d'asina. L'incontro si terra' al centro congressi coldiretti, palazzo Rospigliosi, via XXIV maggio 43, Roma. Parteciperanno - sottolinea una nota- esponenti delle istituzioni, docenti universitari, medici, nutrizionisti, pediatri, geriatri, veterinari, mamme, consumatori e allevatori di asini, con il patrocinio del Senato della Repubblica e del Ministero della Salute. Alla tavola rotonda introduttiva interverranno Sergio Marini presidente Coldiretti, il professor Giovanni Cavagli responsabile allergologia ospedale pediatrico Bambin Gesu', Eugenio Milonis presidente consorzio Allevasini, Gian Paolo Patta sottosegretario ministero della salute, il professor Giuseppe Rotilio presidente Societa' Italiana Biochimica e preside del corso di laurea specialistica in scienze della nutrizione. Coordina Stefano Masini responsabile area ambiente e consumi Coldiretti. Insieme a dati e analisi sulla crescita del settore - spiega il comunicato - saranno allestiti appositi spazi per la presentazione dei diversi prodotti derivati dal latte d'asina e offerta l'opportunita', soprattutto ai bambini presenti con le mamme, di fare conoscenza con il simpatico equino che torna nel centro dell'antica roma. Un appuntamento - prosegue la nota - per far conoscere e promuovere in Italia il latte d'asina offerto da un numero crescente di aziende, presenti sopratutto nelle aree interne, che hanno riscoperto questa forma di allevamento. Un prodotto - conclude il comunicato - le cui proprieta' erano note gia' dai romani e che oggi riscontra un nuovo interesse in cosmetica e in medicina per le caratteristiche prossime al latte materno di cui costituisce un valido sostituto e molto spesso l'unica salvezza per i neonati affetti da intolleranza al lattosio.

martedì, dicembre 05, 2006

Giovani: Coldiretti, fare vita country è una fortuna per 1/3 italiani

Fonte: News Coldiretti, N.750 - 5 dicembre 2006

Un giovane che decide di lavorare in agricoltura è per oltre un terzo degli italiani (34 per cento) “un fortunato che ha l'opportunità di impegnarsi in un settore a contatto con la natura dove esprimere creatività e innovazione”. E’ quanto emerge dai risultati del sondaggio on line condotto sul sito della Coldiretti, in occasione della prima edizione del premio Oscar Green, sulle vere ragioni che spingono i giovani scegliere la vita country in una economia post-industriale come quella italiana. Se l’aspetto ambientale è considerato il vero valore aggiunto non mancano quanti ritengono che - sottolinea la Coldiretti -“il lavoro in campagna sia per i giovani imprenditori una opportunità per confrontarsi con un mercato globale dove cercare di guadagnare adeguatamente” (29 per cento) mentre il 23 per cento la considera una scelta irrazionale da “pazzo idealista”. A differenza - continua la Coldiretti - solo una minoranza del 14 per cento da un giudizio fortemente negativo considerando la decisione di lavorare in agricoltura un obbligo dettato dalla mancanza di alternative e fatta da "sfigati" che non hanno la possibilità di trovare una occupazione migliore, come purtroppo spesso avveniva in passato. Si tratta di risultati che - precisa la Coldiretti - confermano il superamento di pregiudizi e luoghi comuni e dimostrano invece la crescente affermazione anche in Italia dell’interesse per la vita in campagna che si concretizza con l’aumento delle vacanze in agriturismo, la crescita della popolazione che vive nei piccoli centri rurali ma anche la preferenza accordata a percorsi formativi che coinvolgono la natura e l’ambiente. “Bisogna rimuovere gli ostacoli ancora presenti e fare in modo che ogni giovane possa trasformare il proprio sogno imprenditoriale in realtà in una agricoltura rigenerata e attenta alla sicurezza alimentare ed ambientale dei cittadini” ha affermato Donato Fanelli, Delegato Nazionale dei Giovani Coldiretti. “La fortuna di svolgere una attività che è in grado di conciliare l’obiettivo del profitto aziendale con gli interessi della società è una responsabilità ed un impegno che gli imprenditori agricoli” ha continuato Paolo Bedoni, presidente nazionale della Coldiretti. Secondo una recente indagine della Coldiretti sono circa un milione mezzo gli imprenditori agricoli under 35 nell’insieme dei 25 Paesi dell’Unione Europea con una percentuale inferiore al 9 per cento del totale. In altre parole nell’Europa allargata meno di un agricoltore su dieci è al di sotto dei 35 anni e l’età media del conduttore di azienda è di 54 anni, nonostante l’allargamento abbia “ringiovanito” il settore con paesi come la Polonia dove sono giovani il 16,3 per cento degli imprenditori agricoli rispetto al 3,9 per cento dell’Italia e al 2,7 per cento del Portogallo, con l’agricoltura “più vecchia” d’Europa. In Italia sono quasi centomila i giovani under 35 che hanno scelto di porsi alla guida di aziende agricole che rappresentano la componente più dinamica dell’agricoltura italiana. Secondo l’indagine della Coldiretti le aziende agricole dei giovani under 35 possiedono, infatti, una superficie superiore di oltre il 54% alla media (9,4 ettari rispetto alla media nazionale di 6,1), un fatturato più elevato del 75% della media (18.720 Euro rispetto alla media nazionale di 10.680) e il 50% di occupati per azienda in più. Inoltre - conclude la Coldiretti - le giovani leve della campagna hanno una maggiore propensione al biologico (3,7% delle aziende rispetto alla media nazionale di 2,1%), ma incontrano qualche difficoltà nell’acquisto del capitale terra che solo nel 54% dei casi è in proprietà rispetto al 74% della media nazionale.


I GIOVANI UNDER 35 NELLE CAMPAGNE ITALIANE A FARE IMPRESA

Numero di aziende: 107mila (più di un quinto di quelle europee)
Conduzione femminile: 25 %
Superficie media per azienda: 9,4 ettari (oltre 54% in più della media nazionale)
Fatturato medio per azienda: 18.720 (75% in più della media nazionale)
Numero di occupati per azienda: 0,9 unità (50% in più della media nazionale)
Propensione al biologico: 3,7% (rispetto al 2,1% della media nazionale)
Proprietà terra: 54% (contro il 74% della media nazionale)