Fuori tema rispetto agli argomenti di questo blog perché non c'è molto di agricolo... e a Bruxelles sarebbe difficile... ma forse un po' di sociale c'è... Si tratta del resoconto personale del viaggio di uno di noi, viaggio… breve ma intenso… in Belgio… e delle riflessioni successive scaturite fra di noi…quindi … parlando di noi, ci riguardaLA BRUXELLE CHE NON TI ASPETTI…
E’ un po’ per caso, che due amici, uno angolano (ormai un po’ naturalizzato italiano, longilineo e alto, cittadino del mondo, che conosce bene molte lingue) e un italiano (un poco più basso, di certo meno cittadino del mondo e che non conosce le lingue ) si trovano a dover andare a bruxelles per affari; e in particolare in un quartiere un po’ degradato della città, dove la comunità araba ha espanso le proprie radici, creando uno spicchio di Arabia, che forse per paradosso racchiude in se tutte le contraddizioni del mondo arabo e di quello consumistico occidentale, malamente assortite tra loro (negozi con insegna doppia, la prima araba; musiche e odori di cibi arabi, donne arabe con il velo per le strade, molte persone di colore, buste di immondizie ai lati della strada , spesso rotte e sgocciolanti sul manto stradale, in vari tratti appiccicoso e maleodorante, con poco distante all’orizzonte moderni e altissimi palazzi luccicanti in vetro di 30-40 piani ).
Abili affaristi arabi, spesso ricchi, gestiscono quasi ogni attività nella zona, e per loro lavorano tutti gli altri, spesso e di preferenza altri arabi, persone di colore, più raramente belgi, soprattutto belgi puri, in genere un po’ incrociati per lo meno, di certo un po’ contaminati, si fa per dire nel loro spirito europeo intendo.
E qui si tratta, come si fa nel mondo arabo, partendo da lontano, rimescolando le carte, allontanandosi e ritornando, confabulando con quello e con quel altro, che a volte ti prende e ti porta da un’altra parte, dove magari trovi quello che ti serve…
E dopo lunghe trattative, ripensamenti, battute si conclude e quindi ci si organizza per ripartire, e quasi naturalmente, a piedi ci si allontana da questi quartieri, attraversandoli al proprio interno, ti viene di soffermarti sui particolari che prima magari avevi visto, ma a cui non avevi dato peso … e tutto, un po’ anche per stanchezza, ti appare ancor più degradato e sporco, ma anche più vitale e reale, in continuo fermento…
Si deve ripartire, ma un po’ perchè nell’affare abbiamo finito quasi tutti i soldi, un po’ perché abbiamo deciso di adottare un regime di rigorosa austerità , essendo venuti non per vacanza, decidiamo di aspettare il pullman delle 4,30 di mattina che ci riporta all’aeroporto, senza prendere un altro alloggio per la notte, senza prendere taxi , e quindi ipotizziamo di restare fino a quel ora all’interno della stazione centrale dei treni , da cui lì vicino partirà all’indomani mattina il nostro pullman.
Ci informiamo, ci dicono però che la stazione si chiude del tutto tra le 2 e le 4 della mattina, e poi ci accorgiamo perchè ci cacciano fuori da delle stanze più accoglienti, che invece queste si chiudono già alle 9,30…
Siamo di fatto dei barboni anche noi, anche se occasionali, anche se solo per una notte, ci muoviamo con loro, e seguendo loro ricerchiamo i punti più caldi e più protetti; intanto passano 2 guardie, ci dicono in realtà che possiamo rimanere anche dopo le 2, ma che ci ristringeranno solo in una stanza più piccola chiudendo le entrate esterne; poi riconoscendoci non come barboni, ci dicono di stare attenti nel frattempo, perché è alto il rischio di furti… e di aggressioni... e ripartono nella loro perlustrazione..
Intorno a noi vari barboni …ognuno discretamente nel suo angolo… apparentemente scollegato dal mondo e dalla società… che come vuole e come può cerca di tirare avanti… silenzioso e quasi trasparente …se non fosse per qualche rantolo ...che per un momento lo riporta in contatto …con il mondo… con il suo mondo però …con il mondo dei barboni che lo circondano …che spesso nemmeno conosce …che nemmeno vuole conoscere… vicino a se solo una bottiglia di Whisky o di birra …come unica e fedele compagna di vita… indosso pochi stracci …di lato qualche busta di plastica …forse nemmeno biodegradabile… o forse sì….
All’angolo, mi colpisce una donna sulla sedia a rotelle… una barbona invalida ...o una invalida barbona circondata da 2 signori ...sembrano essere i genitori... o forse no …perchè forse le parentele nel mondo dei barboni non esistono più… loro tre però per lo meno stanno insieme…vivono da barboni …ma all’interna di una loro società… microsocietà …si sostengono ..si aiutano e aiutano a loro modo ..la persona con disagio.. un pò come quello che avviene nelle comunità civili… come nella comunità economica europea… la cui sede è Bruxelles; mi sono perso …ma non è questa Bruxelle????
Forse no, questa è un’altra Bruxelle; che stupido… sicuramente la donna che sta sulla sedia a rotelle, non è comunitaria, forse è russa o dell’est, e quindi non ha diritto ad assistenze comunitarie..
Forse l’ha scelto lei …di fare la barbona ..e quindi ora che vuole??? Che si lamenta???
In realtà però non si lamenta, sono io che sto pensando troppo… basta mi corico nella mia panchina ..sopra il mio zaino per cuscino …vicino al mio compagno… a protezione delle nostre cose… dai loschi individui che vogliano importunarci… e provo a dormire…
…dopo un po’ di soprassalto, sopraggiungono due strani individui, un ragazzo di colore e un bianco più grande e più grosso, cercano di portarci via una busta di plastica in cui avevamo un succo e del pane, io d’istinto lo ritraggo a me, loro iniziano a parlare in francese e in inglese (sanno più lingue di me!) ci fanno vedere la pancia …dicono che è rovinata perchè gli danno solo cibo marcio… vogliono il nostro pane …credono che sia farcito di qualcosa.. io non capisco ..non gli diamo niente …e quindi si allontanano…
Ancora un po’ scossi ci riassettiamo… e dopo un po’ quando riappaiono ..gli faccio segno di avvicinarsi e gli porgo il nostro pane… loro lo prendono… fanno notare delusi che non c’è niente dentro.. ma poi lo mangiano lo stesso…
…il mio compagno deve pisciare… e quindi ci allontaniamo alla ricerca del bagno… i due a cui abbiamo dato il pane ci salutano, ma i bagni sono chiusi… anche quello a pagamento non è accessibile… e andiamo fuori… dove ci sono altri derelitti e disperati coricati qua e là… e si capisce dall’odore che molti hanno avuto il nostro stesso problema… trovando la soluzione in questa zona…ormai diventato un pisciatoio…
Rientriamo sono quasi le 2 ormai… vedo altri gendarmi con un cane lupo al guinzaglio ..poco dietro …aspettiamo che ci raggiungono… non abbiamo niente da nascondere ..potremo chiedere dove ripararci…
…e invece ci chiedono se abbiamo il biglietto del treno …mentre il cane ringhia al mio compagno…forze e’ razzista …dice lui…ma noi abbiamo solo il biglietto del pullman.. e quindi ci sbattono fuori abbastanza bruscamente…con noi anche altri barboni…ci dicono che era sufficiente fare un piccolo biglietto del treno …e saremmo potuti rimanere dentro.. ma oramai eravamo fuori…e l’impressione era che di questo non erano molto dispiaciuti….
...siamo a Bruxelle …anche se sono le 2 di notte …troveremo qualche locale aperto…che ci accolga …nel tragitto il mio compagno di viaggio ha fame …vorrebbe quel pane, è critico con me ..ma io mi giustifico …”ma il pane non si nega a nessuno, avevi detto che non avevi fame”, poi nel primo locale aperto che troviamo ci infiliamo…è un locale marocchino …arredamento, musiche e frequentazioni arabe, ma ci fanno entrare… clienti solo uomini… ma serve una donna …senza velo con i piedi nudi… tutti bevono birra e fumano… per questo non mi sembrano fondamentalisti… e il mio amico mi dice che non sono neanche omosessuali.. e che le donne le hanno lasciate a casa… poco male …siamo lì per passare il tempo…poi consumiamo qualcosa ..paghiamo e ritorniamo verso la stazione….
Ma è troppo presto… c’è ancora da aspettare …non sono le 4… le porte sono ancora chiuse…insieme a noi…altri barboni aspettano di poter rientrare…ci si scalda come si può intorno a delle lampade …ma c’è una gran puzza di urina dappertutto…nauseabonda…intanto puliscono all’interno… dove girano quei 2 gendarmi che ci avevano detto che ci saremmo potuti fermare dentro e che ci avevano predetto che avrebbero tentato di rubarci qualcosa… ma di fuori no…non si pulisce mai …tanto poi questi ubriaconi ci ripiscerebbero subito… Quasi …quasi …mi viene voglia di pisciarci anch’io… ma proprio sulla porta nella speranza che qualche schizzo possa penetrare all’interno …varcando quella linea di confine ..che separa questa Bruxelle …da quella…e se non lo faccio …è solo per rispetto ..di questi miei compagni d’avventura …non certo per l’altra bruxelle