Carola Benedetto e Luciana Cilento. La terra non è mai sporca (add editore), pp. 256 - euro 17,50 - uscita 21 febbraio 2018
Carola Benedetto e Luciana Cilento presentano La terra non è mai sporca con Franco Borgogno, il 21 febbraio ore 18.30 alla Libreria Bodoni in via Carlo Alberto 41 a Torino.
Terra: pianeta, suolo, polvere. Gli autori, chiamati a raccontare la loro “terra”, disegnano un mosaico: le terre alte dell’alpinista, il vuoto sotto i piedi del funambolo, l’agricoltura del futuro, il luogo dello spirito, il posto che accoglie la vita.
Terra e sociale, terra e politica, terra e spirito, terra e utopia, terra e confini, terra e identità attraverso i racconti di:
Pierre Rabhi, contadino-poeta e padre dell’agro-ecologia;
Paolo Marin, agronomo e referente tecnico di progetti agricoli penitenziari del Dip. Amm. Penitenziaria Ministero della Giustizia;
Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti;
il (primo) blog dedicato all'agricoltura sociale: notizie, eventi, novità, ma soprattutto ... idee
Visualizzazione post con etichetta pubblicazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pubblicazioni. Mostra tutti i post
sabato, febbraio 10, 2018
La terra non è mai sporca
Etichette:
libro,
Piemonte,
Pierre Rabhi,
pubblicazioni,
riflessioni,
Roberto Moncalvo,
terra
giovedì, gennaio 12, 2017
Ripartire per un 2017 di #agricolturasociale responsabile ed etica
Feste finite e noi siamo appena ripartiti per un nuovo anno di agricoltura sociale, responsabile ed etica.
Non ci stancheremo di orientare il nostro impegno verso l'innovazione, la formazione (anche nostra), il sostegno e l'ascolto delle imprese, l'elaborazione di risposte utili a bisogni che vediamo diffusi.
"In una fase di crisi del welfare pubblico, l'agricoltura sta sviluppando risposte interessanti, estendendo collaborazioni o partenariati e costruendo "reti di imprese-non imprese", originali nella realtà italiana e europea e portatrici di innovazione sociale. Sta sviluppando nuova capacità collaborativa, sussidiarietà tra l'azione del Pubblico e del Privato, fra profit e non profit, e la produzione di valori sia economici che sociali da parte dei sistemi produttivi in grado di interloquire e costruire alleanze su base valoriale con i consumatori. [...] Sul tema agricoltura sociale rimangono alcune questioni aperte da affrontare con urgenza: come generare la “diffusione virale” che crea cambiamento? Quali sono i principali ostacoli? Come costruire dei tavoli di lavoro all’insegna della reale collaborazione e condivisione? Come si collocano gratuità e reciprocità in un sistema che ha regole evidentemente differenti? Vi è disparità di forze, fra interessi collettivi e di parte, fra sistemi economici e modelli di sviluppo? L'agricoltura sociale, inoltre, ricade nel campo dell'economia civile e non esiste economia civile senza lo Stato. E’ opportuno e necessario anche chiedersi: lo Stato è sempre “civil servant”? Se da una parte l’agricoltura sociale ha avuto uno sviluppo importante negli ultimi anni, dall’altra molte delle realtà denunciano una fragilità ed una scarsa capacità di organizzarsi oltre il breve periodo, senza un orizzonte di lungo respiro che permetta loro di consolidarsi. Questo comporta anche la perdita di molte esperienze e denota il settore come non ancora in grado di sostenersi completamente. Quali sono allora gli elementi in grado di dare quanto più possibile continuità e stabilità? Come passare dalle buone pratiche e dalle esperienze pionieristiche al costruire pratiche ordinarie?" (1)
Infine, nella nostra newsletter di fine ed inizio anno abbiamo riportato alcune delle attività in corso: la mappa delle esperienze di agricoltura sociale che si sta arricchendo di giorno in giorno; il marchio etico nazionale dell'agricoltura sociale che entra nella fase finale di test; le nostre ultime pubblicazioni alle quali altre ne seguiranno. A queste si aggiungerà a breve il calendario delle attività formative.
Da questi impegni ripartiamo e auguriamo a tutti un felice 2017, in musica.
#wecare
(1) Estratto da: Agricoltura civica e sociale: cooperare per cambiare. La società cambierà quando l'etica investirà le nostre riflessioni (Verso il Secondo Forum di Etica Civile - Padova 8 ottobre 2016)
![]() |
| Buon 2017: si riparte! |
"In una fase di crisi del welfare pubblico, l'agricoltura sta sviluppando risposte interessanti, estendendo collaborazioni o partenariati e costruendo "reti di imprese-non imprese", originali nella realtà italiana e europea e portatrici di innovazione sociale. Sta sviluppando nuova capacità collaborativa, sussidiarietà tra l'azione del Pubblico e del Privato, fra profit e non profit, e la produzione di valori sia economici che sociali da parte dei sistemi produttivi in grado di interloquire e costruire alleanze su base valoriale con i consumatori. [...] Sul tema agricoltura sociale rimangono alcune questioni aperte da affrontare con urgenza: come generare la “diffusione virale” che crea cambiamento? Quali sono i principali ostacoli? Come costruire dei tavoli di lavoro all’insegna della reale collaborazione e condivisione? Come si collocano gratuità e reciprocità in un sistema che ha regole evidentemente differenti? Vi è disparità di forze, fra interessi collettivi e di parte, fra sistemi economici e modelli di sviluppo? L'agricoltura sociale, inoltre, ricade nel campo dell'economia civile e non esiste economia civile senza lo Stato. E’ opportuno e necessario anche chiedersi: lo Stato è sempre “civil servant”? Se da una parte l’agricoltura sociale ha avuto uno sviluppo importante negli ultimi anni, dall’altra molte delle realtà denunciano una fragilità ed una scarsa capacità di organizzarsi oltre il breve periodo, senza un orizzonte di lungo respiro che permetta loro di consolidarsi. Questo comporta anche la perdita di molte esperienze e denota il settore come non ancora in grado di sostenersi completamente. Quali sono allora gli elementi in grado di dare quanto più possibile continuità e stabilità? Come passare dalle buone pratiche e dalle esperienze pionieristiche al costruire pratiche ordinarie?" (1)
Infine, nella nostra newsletter di fine ed inizio anno abbiamo riportato alcune delle attività in corso: la mappa delle esperienze di agricoltura sociale che si sta arricchendo di giorno in giorno; il marchio etico nazionale dell'agricoltura sociale che entra nella fase finale di test; le nostre ultime pubblicazioni alle quali altre ne seguiranno. A queste si aggiungerà a breve il calendario delle attività formative.
Da questi impegni ripartiamo e auguriamo a tutti un felice 2017, in musica.
#wecare
Etichette:
agricoltura sociale,
AiCARE,
cambiamento,
formazione,
innovazione sociale,
mappa,
marchio,
multifunzionalità,
pubblicazioni
martedì, gennaio 20, 2009
Avviso pubblico della Società della Salute della Valdera
Dell'esperienza in atto nel territorio della Valdera (PI) avevamo già scritto qualcosa (clicca qui). Ulteriori informazioni e la documentaizone consegnata durante il seminario del 28 novembre scorso 'Agricoltura Sociale: dalla sperimentazione alla formalizzazione di politiche integrate' è possibile trovarle qui.Diamo ora notizia della pubblicazione, in data 19 gennaio 2009, dell'Avviso pubblico della Società della Salute della Valdera per la formazione dell'elenco delle aziende agricole disponibili ad operare nel campo dell'agricoltura sociale. Le informazioni sono disponibili sulla home page del sito www.sdsvaldera.it ed i materiali sono raccolti nell'apposita cartella inserita nella sezione DOCUMENTI.
L'avviso si rivolge ad aziende Agricole dei 15 comuni della Valdera (o di comuni immediatamente limitrofi) interessate a prendere parte a progetti o servizi di agricoltura sociale.
Etichette:
agricoltura sociale,
multifunzionalità,
news,
pubblicazioni,
servizi sociali,
Toscana
domenica, gennaio 11, 2009
Tributo a Fabrizio De Andrè a blog unificati
L'11 gennaio 2009 la musica italiana ricorda il grande Fabrizio De Andrè a dieci anni dalla sua scomparsa. Tra le 22.40 e le 22.50, un centinaio di radio italiane trasmetteranno, in contemporanea con lo speciale “Che tempo che fa” di Raitre dal titolo “Fabrizio 2009, Amore che vieni amore che vai, la canzone scelta da Dori Ghezzi come simbolo di questo ricordo via etere.L'idea è di rilanciare questa iniziativa anche sul web. Chiunque abbia un sito o un blog, quel giorno dedichi un post al grande Faber, pubblicando il video di "Amore che vieni, amore che vai".
Il Lombrico Sociale ha aderito all'iniziativa, questo il motivo di un post "musicale" sul nostro blog.
Pensavamo di limitarci a questo, difficile aggiungere altro, forse non necessario, è sufficiente il ricordo ed il pensiero di ciascuno di noi ed il ricordo collettivo in questa giornata. Ma poichè De Andrè ha cantato soprattutto storie di persone ai margini della società, storie di ultimi, di invisibili, ha dato loro voce (che voce....) attraverso la musica (e che musica...), il nostro post, attraverso il ricordo di Fabrizio De Andrè, è dedicato anche a chi, in questo momento storico, emarginato ed ultimo lo è forse più di tutti: gli stranieri provenienti dagli angoli più poveri del mondo.
A tutti loro, con la dolcezza con cui sono stati cantati da De Andrè, dolcezza di cui nel quotidiano - è provato - non siamo capaci, con un particolare pensiero a tutti coloro che sono utili all'economia agricola del nostro paese, ma non si vedono riconosciuto alcun diritto e sono spesso vittime di ricatti e violenze.
Il Lombrico Sociale discute, studia, visita e racconta di tutte quelle esperienze che coniugano agricoltura ed utilità sociale, nelle quali le risorse dell'azienda agricola sono impiegate non solo per la produzione di beni alimentari, ma anche per fornire servizi rivolti a migliorare la qualità della vita delle persone (con particolare riguardo alle fasce deboli della popolazione e/o a rischio di marginalizzazione) e della collettività, per creare occasioni di inserimento lavorativo e di aggregazione.
Poco più di due anni fa abbiamo pubblicato un post sull'inchiesta del giornalista Fabrizio Gatti "Io, schiavo in Puglia", da cui emergevano situazioni in cui invece l'agricoltura diventa il contesto in cui le fasce deboli sono sfruttate, usate - al di fuori di ogni regola - per far arricchire altri, generalmente già ricchi. Oggi, in questa occasione, ci e vi invitiamo ad informarci su quello che succede a Rosarno (RC), dove migliaia di immigrati, provenienti per lo più dall'Africa, arrivano nella Piana di Gioia Tauro in occasione della raccolta delle arance. Vi invitiamo a leggere delle condizioni di lavoro e di vita, dello sfruttamento, della violenza, dell'indifferenza generale (tanta), della solidarietà (poca, ma c'è anche quella, da parte di Medici senza frontiere ad esempio, come in altre zone di guerra, e di alcuni cittadini).
La webzine terrelibere.org altre forme di informazione sta seguendo da anni la vicenda, ha istituito l'Osservatorio invernale sulla raccolta della arance nella Piana di Gioia Tauro che pubblica aggiornamenti quotidiani.
Tratti dal sito, di seguito segnaliamo:
Rosarno, terra di confine
Per la legge sono invisibili e non hanno diritti. Sono utili all`economia agricola della Piana, ma sono vittime di rapine e violenze. Vivono in un un contesto estremo, con diverse amministrazioni sciolte per mafia in pochi chilometri, sindaci arrestati, fabbriche finanziate coi soldi dello Stato ed imprenditori spariti nel nulla. Una di queste è la famigerata "cartiera" dove centinaia di africani sopravvivono in condizioni disumane
Il reportage fotografico del Guardian (2006)
Una Stagione all'Inferno, rapporto sulle condizioni degli immigrati impiegati in agricoltura nelle regioni del Sud Italia (Medici senza frontiere, febbraio 2008)«Ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere»
(Smisurata preghiera, da Anime Salve 1996)
Etichette:
agricoltura,
blog,
Calabria,
immigrazione,
inchiesta,
lavoro,
pubblicazioni,
video
martedì, ottobre 16, 2007
Le cooperative sociali in Italia, 2005 (Istat, 2007)
Statistiche in breve
Periodo di riferimento: Anno 2005
Diffuso il: 12 ottobre 2007
L’Istat rende disponibili i dati relativi alle cooperative sociali attive in Italia al 31 dicembre 2005.
Obiettivo principale della rilevazione è quello di consolidare, ampliare ed aggiornare le informazioni statistiche acquisite negli anni precedenti, considerata anche la crescente rilevanza delle cooperative sociali nel panorama del nonprofit italiano.
Il campo di osservazione della rilevazione è costituito dalle cooperative sociali che, in base alla legge n. 381 del 1991, svolgono attività finalizzate all’offerta di servizi socio-sanitari ed educativi (tipo A), attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate (tipo B), entrambe le tipologie di attività (oggetto misto) e attività volte a sostenere le capacità e le attività di gestione delle cooperative aderenti (consorzi sociali).
fonte: www.istat.it
clicca qui per scaricare il testo integrale (pdf, 294 kbyte)
Obiettivo principale della rilevazione è quello di consolidare, ampliare ed aggiornare le informazioni statistiche acquisite negli anni precedenti, considerata anche la crescente rilevanza delle cooperative sociali nel panorama del nonprofit italiano.
Il campo di osservazione della rilevazione è costituito dalle cooperative sociali che, in base alla legge n. 381 del 1991, svolgono attività finalizzate all’offerta di servizi socio-sanitari ed educativi (tipo A), attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate (tipo B), entrambe le tipologie di attività (oggetto misto) e attività volte a sostenere le capacità e le attività di gestione delle cooperative aderenti (consorzi sociali).
fonte: www.istat.it
clicca qui per scaricare il testo integrale (pdf, 294 kbyte)
Etichette:
cooperazione sociale,
pubblicazioni
sabato, giugno 23, 2007
Multifunzionalità dell’agricoltura: servizi di prossimità e servizi in campo sociale nei territori rurali
Titolo decisamente altisonante…
Il 13 giugno scorso il Laboratorio Territoriale di Informazione ed Educazione Ambientale di Cave (Roma) e l’Associazione Ambientalista L’Umana Dimora hanno organizzato un incontro su “AGRICOLTURA E MULTIFUNZIONALITA’: quali opportunità per lo sviluppo sostenibile di un territorio rurale”.
In programma un intervento, fra gli altri, dal titolo "Multifunzionalità dell’agricoltura: servizi di prossimità e servizi in campo sociale nei territori rurali" (il titolo altisonante era già dato, anche se già utilizzato, rimane molto bello), al fine di inquadrare nel contesto dell'incontro anche gli aspetti della multifunzionalità connessi ai servizi sociali nei territori rurali.
Ho cercato di portare un piccolo contributo, ringrazio il prof. Senni e gli organizzatori dell’incontro per l’opportunità e la fiducia.
In basso riporto gli appunti utilizzati come traccia durante l’incontro, perchè qualcuno ha chiesto copia delle slides (e qualcuno le ha avute e qualcuno no), spero possano essere in qualche modo utili e comprensibili, pur non essendone per nulla certa. Le cose più sensate -come leggerete in basso nella nota introduttiva- non sono farina del mio sacco, altre le ho ripescate da alcune precedenti riflessioni, in alcuni casi rielaborate e poi semplicemente ho messo assieme il tutto per cercare di dare un filo conduttore (logico) ad un argomento abbastanza complesso, nel senso che porta con sé molte implicazioni e di diversa natura, dalla crisi ad un dato momento del modello agricolo europeo, alla necessità di individuare nuove strategie competitive, ai sistemi di welfare (anche in questo caso con modelli in crisi e nuovi modelli all’orizzonte), alle nuove tendenze del mercato (gli usi dei consumatori stanno cambiando, sarebbe un errore pensare che non cambia nulla ed è tutto fermo, basta dare un’occhiata in giro anche nella GDO, nelle nuove tipologie di prodotto introdotte e ad es. il variare col tempo del loro posizionamento negli scaffali).
Comunque, in basso, le note "traslate" dalle slides (blogger non ci dà la possibilità di caricare i files).
Continua a piacermi l'idea di raccogliere su questo blog le esperienze del dopo-master di ciascuno (nonchè degli altri incontrati in questi mesi) e di potersi confrontare e ragionare su questi temi, quindi se vi va, commentate pure queste brevi note, demolite, correggete, integrate.
Multifunzionalità dell’agricoltura: servizi di prossimità e servizi in campo sociale nei territori rurali
Note di Angela Galasso
Per l’incontro “AGRICOLTURA E MULTIFUNZIONALITA’: quali opportunità per lo sviluppo sostenibile di un territorio rurale”
Genazzano, 13 giugno 2007
Nota introduttiva
* NB: Questi appunti costituiscono un’elaborazione, del tutto personale, di un percorso fatto di esperienze di lavoro, di formazione, di letture e di confronti avvenuti con colleghi, amici, operatori del settore agricolo e del mondo della cooperazione sociale e costituiscono solo il tentativo di fornire alcuni elementi generali che possono essere ricondotti al complesso quadro della c.d. “agricoltura sociale”, quadro tuttoggi in via di definizione e che vede esperienze estremamente diverse fra loro, molto spesso caratterizzate da grande innovazione, forti valori etici, relazionali e motivazionali, ma anche a volte rischi di confusione e di scarsa concorrenzialità.
Tuttavia, in particolare per alcune parti di questa presentazione (definizione e ambiti della multifunzionalità, gli attori), desidero ringraziare soprattutto la collega di studi e di viaggi Silvia Paolini.
Riferimenti normativo/giuridici
* Il termine “agricoltura sociale” non ha alcun riferimento normativo/giuridico nel nostro Paese. Indica in senso ampio tutte quelle esperienze che coniugano agricoltura e lavoro sociale, con particolare riferimento – attualmente - all’inserimento (socio-terapeutico, educativo, lavorativo) dei soggetti più vulnerabili della società e/o a rischio di marginalizzazione. (SoFar, UniPisa)
* Altrettanto, il termine “fattoria sociale” non ha alcun riferimento normativo. Può trattarsi di strutture agricole aventi natura giuridica diversa (privata, pubblica, privato-sociale), aventi comunque forti finalità sociali. (SoFar, UniPisa)
* La definizione della figura dell’Imprenditore Agricolo Professionale come premessa fondamentale allo sviluppo della multifunzionalità agricola:
- D.l. 228/2001 (legge in materia di orientamento e modernizzazione del settore agricolo)
- D.l. 99/2004
- D.l. 101/2005
Ambiti della multifunzionalità in agricoltura
* Turismo (agriturismo, agripleinair, percorsi verdi/blu, trekking, turismo enogastronomico)
* Commercializzazione: la vendita diretta (gruppi di offerta e di acquisto, autoraccolta, consumo locale)
* Ambiente (biodiversità, verde pubblico, energie alternative)
* Didattica (fattoria didattica, agriasilo, museo in fattoria, agrobioparco, orti didattici)
* Welfare: servizi sociali nelle aree rurali (inserimento lavorativo in agricoltura, terapia orticolturale HT, attività assistita con animali AAA e terapia assistita con animali AAT, nidi aziendali, orti per anziani, giardini per Alzheimer, servizio mensa per anziani, servizi di trasporto – taxibus -, attività culturali - biblioteche, bibliobus, centri polifunzionali, …)
Le funzioni dell’agricoltura sociale
* Produttiva (agricoltura)
* Riabilitativa (servizi sanitari e socio-assistenziali)
* Relazionale (attività sociali, sportive, ludiche, …)
* Educativa (istituti scolastici, istituti minorili, affidi familiari, ...)
Gli attori: l’azienda agricola, gli utenti, le comunità rurali, la collettività, i consumatori
L’azienda agricola
* E’ il luogo fisico che rende possibile l’incontro degli altri attori
* Apporta la dimensione produttiva, necessaria per “fare” e, conseguentemente, “imparare facendo” e per entrare nell’ottica del “fare per davvero”
* Offre: ritmi naturali (stagioni, successioni di operazioni, …), varietà di compiti (semina, irrigazione, raccolta, diserbo,…), la possibilità di “prendersi cura” di qualcosa/qualcuno (piante, animali)
* In (o tramite) essa sono realizzate le attività di cui beneficiano gli altri attori, animate dalle competenze di volta in volta necessarie: attività terapeutiche, inserimento lavorativo, servizi alla collettività, nidi aziendali, produzioni etiche, attività didattiche
Alcune caratteristiche riscontrabili nelle aziende agro-sociali
* Attività diversificate
* Metodi di coltivazione biologici
* Attività che prevedono relazioni con altre persone (agrituristiche, vendita diretta, …)
* Ordinamenti produttivi più frequenti: orticolo, vivaistico, piccola zootecnia, olivicolo, vitivinicolo
Alcune caratteristiche riscontrabili negli imprenditori agro-sociali
* Disponibilità ad interfacciarsi con altre strutture del territorio (ASL, scuole, Comune, associazioni, gruppi di acquisto, ecc.)
* Disponibilità ad inserire o sperimentare attività agricole che possono facilitare l’integrazione sociale
* Disponibilità ad adeguare alcuni spazi dell’ambiente di lavoro
* Disponibilità a formarsi (incontri, brevi corsi, visite altre realtà aziendali, ecc.)
* Motivazione valoriale, autenticità nelle relazioni
Gli utenti
* Fasce svantaggiate (disabili, detenuti ed ex-detenuti, ex-tossicodipendenti, minori a rischio): inserimento lavorativo ed attività terapeutiche (orticoltura, attività assistite con animali)
* Nuclei familiari: nidi rurali
* Bambini, ragazzi: fattorie didattiche (city farms)
* Anziani: tra turismo sociale ed integrazione di servizio (visite in aziende, orti urbani, servizi)
Le comunità rurali
* Servizi per la popolazione nelle aree rurali: trasporti, biblioteche, ludoteche, servizi alla persona
Collettività
* Recupero e/o mantenimento di tradizioni e stili di vita della campagna
* Rafforzamento delle relazioni tra Urbano & Rurale
Consumatori
* Attenzione, interesse e buona disponibilità verso le produzioni “etiche”. Possibili sbocchi di mercato: vendita diretta, gruppo di acquisto solidali (G.A.S.), autoraccolta, mense, spazi nella GDO
Acune immagini…




Cosa può voler dire: modifica degli ambienti di lavoro




I punti di vista
Le imprese agricole
* Guardano a volte con sospetto a questa tipologia di attività (forse è verosimile l’affermazione che oggi quasi il 50% delle imprese AS sono cooperative sociali)
* Non conoscono le attività inerenti l’AS o le immaginano come una sorta di last minute (es. agriturismo nella stagione morta)
* Non possiedono una cultura adeguata per professionalizzare l’attività
* Non hanno, tranne rari casi, contatti con questo “mercato”
L’atteggiamento varia tra:
* Speculativo per ricavare vantaggi immediati
* Occasionale senza farne un’attività organizzata
* Esclusivamente non profit per offrire un’attività pagata dalla PA e non dal mercato
* Professionale per approfittare di nicchie di mercato che si avvantaggiano della garanzia etica
Le strutture coinvolte (enti, associazioni, strutture sanitarie, …)
* Hanno bisogno dell’agricoltura come attività complementare
* Vogliono creare lavoro
* Non hanno capacità di investimento
* Sono disponibili a creare al proprio interno delle figure di gestione
* Hanno bisogno di assistenza qualificata
Le pubbliche amministrazioni
* Hanno spesso disponibilità di superfici inutilizzate o mal gestite
* Sono disposte ad investire per un ritorno di immagine
* Spesso non hanno obiettivi chiari
* Hanno bisogno di soggetti gestori esterni
I consumatori
* Non hanno molte informazioni
* Non conoscono marchi effettivamente discriminanti
* Sono abituati a campagne a sfondo etico o di utilità sociale abbinate a prodotti alimentari o agricoli (es. Telethon, arance della salute, azalee AIL, ecc.)
Uno sguardo in giro
Cosa è stato fatto (in realtà molto altro)
* Progetto Agroliberi nel 1999 in Toscana (Cia)
* PSR Toscana, Asse III, misura 9.4 relativa ai servizi essenziali per la popolazione rurale (buona prassi nazionale): riflessione sul welfare nelle aree rurali, ricerca-azione in 3 aree rurali, 60 interventi rivolti a diversi target (bambini, minori, anziani, disabili)
* Progetto di sviluppo rurale promosso dall’Arsia a partire dal 2003 (50 realtà AS, pratiche inclusive per 1200 persone, servizi temporanei per 400 persone)
* Esperienze Leader+: Gal Alto Oltrepò (bibliobus, taxibus), Gal Valle del Crocchio (informazioni disabilità e assitenza famiglie disabili)
* Caso dell’azienda agricola Colombini (Lari, PI)
* Caso della cooperativa sociale Agricoltura Capodarco (Grottaferrata, RM)
* Master in agricoltura etico-sociale dell’università della Tuscia
Lavori in corso
* Progetto di formazione in AS (Arsia)
* Progetto europeo Social Farming (UniPisa)
* 2a edizione del Master in agricoltura sociale (Università della Tuscia)
* Il progetto delle bio-fattorie sociali (Aiab)
* Il progetto beni confiscati (Ministero dell’Interno e Libera)
* Singole realtà (cooperative sociali, consorzi di cooperative, imprese agricole private, associazioni, ecc.) che comunque, indipendentemente da ricerche, tecnici, nuove figure professionali e politiche più o meno in atto, … si muovono
Forse per il futuro occorre
* Uscire dall’occasionalità
* Puntare su modelli di gestione efficienti
* Separare attività con possibilità effettive di mercato (da collocare) da attività di servizio sociale
* Professionalizzare la gestione
* Realizzare campagne di informazione
Per saperne di più
http://www.agrietica.it/
http://sofar.unipi.it/
http://www.arsia.toscana.it/
http://lombricosociale.blogspot.com/
Il 13 giugno scorso il Laboratorio Territoriale di Informazione ed Educazione Ambientale di Cave (Roma) e l’Associazione Ambientalista L’Umana Dimora hanno organizzato un incontro su “AGRICOLTURA E MULTIFUNZIONALITA’: quali opportunità per lo sviluppo sostenibile di un territorio rurale”.
In programma un intervento, fra gli altri, dal titolo "Multifunzionalità dell’agricoltura: servizi di prossimità e servizi in campo sociale nei territori rurali" (il titolo altisonante era già dato, anche se già utilizzato, rimane molto bello), al fine di inquadrare nel contesto dell'incontro anche gli aspetti della multifunzionalità connessi ai servizi sociali nei territori rurali.
Ho cercato di portare un piccolo contributo, ringrazio il prof. Senni e gli organizzatori dell’incontro per l’opportunità e la fiducia.
In basso riporto gli appunti utilizzati come traccia durante l’incontro, perchè qualcuno ha chiesto copia delle slides (e qualcuno le ha avute e qualcuno no), spero possano essere in qualche modo utili e comprensibili, pur non essendone per nulla certa. Le cose più sensate -come leggerete in basso nella nota introduttiva- non sono farina del mio sacco, altre le ho ripescate da alcune precedenti riflessioni, in alcuni casi rielaborate e poi semplicemente ho messo assieme il tutto per cercare di dare un filo conduttore (logico) ad un argomento abbastanza complesso, nel senso che porta con sé molte implicazioni e di diversa natura, dalla crisi ad un dato momento del modello agricolo europeo, alla necessità di individuare nuove strategie competitive, ai sistemi di welfare (anche in questo caso con modelli in crisi e nuovi modelli all’orizzonte), alle nuove tendenze del mercato (gli usi dei consumatori stanno cambiando, sarebbe un errore pensare che non cambia nulla ed è tutto fermo, basta dare un’occhiata in giro anche nella GDO, nelle nuove tipologie di prodotto introdotte e ad es. il variare col tempo del loro posizionamento negli scaffali).
Comunque, in basso, le note "traslate" dalle slides (blogger non ci dà la possibilità di caricare i files).
Continua a piacermi l'idea di raccogliere su questo blog le esperienze del dopo-master di ciascuno (nonchè degli altri incontrati in questi mesi) e di potersi confrontare e ragionare su questi temi, quindi se vi va, commentate pure queste brevi note, demolite, correggete, integrate.
Multifunzionalità dell’agricoltura: servizi di prossimità e servizi in campo sociale nei territori rurali
Note di Angela Galasso
Per l’incontro “AGRICOLTURA E MULTIFUNZIONALITA’: quali opportunità per lo sviluppo sostenibile di un territorio rurale”
Genazzano, 13 giugno 2007
Nota introduttiva
* NB: Questi appunti costituiscono un’elaborazione, del tutto personale, di un percorso fatto di esperienze di lavoro, di formazione, di letture e di confronti avvenuti con colleghi, amici, operatori del settore agricolo e del mondo della cooperazione sociale e costituiscono solo il tentativo di fornire alcuni elementi generali che possono essere ricondotti al complesso quadro della c.d. “agricoltura sociale”, quadro tuttoggi in via di definizione e che vede esperienze estremamente diverse fra loro, molto spesso caratterizzate da grande innovazione, forti valori etici, relazionali e motivazionali, ma anche a volte rischi di confusione e di scarsa concorrenzialità.
Tuttavia, in particolare per alcune parti di questa presentazione (definizione e ambiti della multifunzionalità, gli attori), desidero ringraziare soprattutto la collega di studi e di viaggi Silvia Paolini.
Riferimenti normativo/giuridici
* Il termine “agricoltura sociale” non ha alcun riferimento normativo/giuridico nel nostro Paese. Indica in senso ampio tutte quelle esperienze che coniugano agricoltura e lavoro sociale, con particolare riferimento – attualmente - all’inserimento (socio-terapeutico, educativo, lavorativo) dei soggetti più vulnerabili della società e/o a rischio di marginalizzazione. (SoFar, UniPisa)
* Altrettanto, il termine “fattoria sociale” non ha alcun riferimento normativo. Può trattarsi di strutture agricole aventi natura giuridica diversa (privata, pubblica, privato-sociale), aventi comunque forti finalità sociali. (SoFar, UniPisa)
* La definizione della figura dell’Imprenditore Agricolo Professionale come premessa fondamentale allo sviluppo della multifunzionalità agricola:
- D.l. 228/2001 (legge in materia di orientamento e modernizzazione del settore agricolo)
- D.l. 99/2004
- D.l. 101/2005
Ambiti della multifunzionalità in agricoltura
* Turismo (agriturismo, agripleinair, percorsi verdi/blu, trekking, turismo enogastronomico)
* Commercializzazione: la vendita diretta (gruppi di offerta e di acquisto, autoraccolta, consumo locale)
* Ambiente (biodiversità, verde pubblico, energie alternative)
* Didattica (fattoria didattica, agriasilo, museo in fattoria, agrobioparco, orti didattici)
* Welfare: servizi sociali nelle aree rurali (inserimento lavorativo in agricoltura, terapia orticolturale HT, attività assistita con animali AAA e terapia assistita con animali AAT, nidi aziendali, orti per anziani, giardini per Alzheimer, servizio mensa per anziani, servizi di trasporto – taxibus -, attività culturali - biblioteche, bibliobus, centri polifunzionali, …)
Le funzioni dell’agricoltura sociale
* Produttiva (agricoltura)
* Riabilitativa (servizi sanitari e socio-assistenziali)
* Relazionale (attività sociali, sportive, ludiche, …)
* Educativa (istituti scolastici, istituti minorili, affidi familiari, ...)
Gli attori: l’azienda agricola, gli utenti, le comunità rurali, la collettività, i consumatori
L’azienda agricola
* E’ il luogo fisico che rende possibile l’incontro degli altri attori
* Apporta la dimensione produttiva, necessaria per “fare” e, conseguentemente, “imparare facendo” e per entrare nell’ottica del “fare per davvero”
* Offre: ritmi naturali (stagioni, successioni di operazioni, …), varietà di compiti (semina, irrigazione, raccolta, diserbo,…), la possibilità di “prendersi cura” di qualcosa/qualcuno (piante, animali)
* In (o tramite) essa sono realizzate le attività di cui beneficiano gli altri attori, animate dalle competenze di volta in volta necessarie: attività terapeutiche, inserimento lavorativo, servizi alla collettività, nidi aziendali, produzioni etiche, attività didattiche
Alcune caratteristiche riscontrabili nelle aziende agro-sociali
* Attività diversificate
* Metodi di coltivazione biologici
* Attività che prevedono relazioni con altre persone (agrituristiche, vendita diretta, …)
* Ordinamenti produttivi più frequenti: orticolo, vivaistico, piccola zootecnia, olivicolo, vitivinicolo
Alcune caratteristiche riscontrabili negli imprenditori agro-sociali
* Disponibilità ad interfacciarsi con altre strutture del territorio (ASL, scuole, Comune, associazioni, gruppi di acquisto, ecc.)
* Disponibilità ad inserire o sperimentare attività agricole che possono facilitare l’integrazione sociale
* Disponibilità ad adeguare alcuni spazi dell’ambiente di lavoro
* Disponibilità a formarsi (incontri, brevi corsi, visite altre realtà aziendali, ecc.)
* Motivazione valoriale, autenticità nelle relazioni
Gli utenti
* Fasce svantaggiate (disabili, detenuti ed ex-detenuti, ex-tossicodipendenti, minori a rischio): inserimento lavorativo ed attività terapeutiche (orticoltura, attività assistite con animali)
* Nuclei familiari: nidi rurali
* Bambini, ragazzi: fattorie didattiche (city farms)
* Anziani: tra turismo sociale ed integrazione di servizio (visite in aziende, orti urbani, servizi)
Le comunità rurali
* Servizi per la popolazione nelle aree rurali: trasporti, biblioteche, ludoteche, servizi alla persona
Collettività
* Recupero e/o mantenimento di tradizioni e stili di vita della campagna
* Rafforzamento delle relazioni tra Urbano & Rurale
Consumatori
* Attenzione, interesse e buona disponibilità verso le produzioni “etiche”. Possibili sbocchi di mercato: vendita diretta, gruppo di acquisto solidali (G.A.S.), autoraccolta, mense, spazi nella GDO
Acune immagini…

Cosa può voler dire: modifica degli ambienti di lavoro
I punti di vista
Le imprese agricole
* Guardano a volte con sospetto a questa tipologia di attività (forse è verosimile l’affermazione che oggi quasi il 50% delle imprese AS sono cooperative sociali)
* Non conoscono le attività inerenti l’AS o le immaginano come una sorta di last minute (es. agriturismo nella stagione morta)
* Non possiedono una cultura adeguata per professionalizzare l’attività
* Non hanno, tranne rari casi, contatti con questo “mercato”
L’atteggiamento varia tra:
* Speculativo per ricavare vantaggi immediati
* Occasionale senza farne un’attività organizzata
* Esclusivamente non profit per offrire un’attività pagata dalla PA e non dal mercato
* Professionale per approfittare di nicchie di mercato che si avvantaggiano della garanzia etica
Le strutture coinvolte (enti, associazioni, strutture sanitarie, …)
* Hanno bisogno dell’agricoltura come attività complementare
* Vogliono creare lavoro
* Non hanno capacità di investimento
* Sono disponibili a creare al proprio interno delle figure di gestione
* Hanno bisogno di assistenza qualificata
Le pubbliche amministrazioni
* Hanno spesso disponibilità di superfici inutilizzate o mal gestite
* Sono disposte ad investire per un ritorno di immagine
* Spesso non hanno obiettivi chiari
* Hanno bisogno di soggetti gestori esterni
I consumatori
* Non hanno molte informazioni
* Non conoscono marchi effettivamente discriminanti
* Sono abituati a campagne a sfondo etico o di utilità sociale abbinate a prodotti alimentari o agricoli (es. Telethon, arance della salute, azalee AIL, ecc.)
Uno sguardo in giro
Cosa è stato fatto (in realtà molto altro)
* Progetto Agroliberi nel 1999 in Toscana (Cia)
* PSR Toscana, Asse III, misura 9.4 relativa ai servizi essenziali per la popolazione rurale (buona prassi nazionale): riflessione sul welfare nelle aree rurali, ricerca-azione in 3 aree rurali, 60 interventi rivolti a diversi target (bambini, minori, anziani, disabili)
* Progetto di sviluppo rurale promosso dall’Arsia a partire dal 2003 (50 realtà AS, pratiche inclusive per 1200 persone, servizi temporanei per 400 persone)
* Esperienze Leader+: Gal Alto Oltrepò (bibliobus, taxibus), Gal Valle del Crocchio (informazioni disabilità e assitenza famiglie disabili)
* Caso dell’azienda agricola Colombini (Lari, PI)
* Caso della cooperativa sociale Agricoltura Capodarco (Grottaferrata, RM)
* Master in agricoltura etico-sociale dell’università della Tuscia
Lavori in corso
* Progetto di formazione in AS (Arsia)
* Progetto europeo Social Farming (UniPisa)
* 2a edizione del Master in agricoltura sociale (Università della Tuscia)
* Il progetto delle bio-fattorie sociali (Aiab)
* Il progetto beni confiscati (Ministero dell’Interno e Libera)
* Singole realtà (cooperative sociali, consorzi di cooperative, imprese agricole private, associazioni, ecc.) che comunque, indipendentemente da ricerche, tecnici, nuove figure professionali e politiche più o meno in atto, … si muovono
Forse per il futuro occorre
* Uscire dall’occasionalità
* Puntare su modelli di gestione efficienti
* Separare attività con possibilità effettive di mercato (da collocare) da attività di servizio sociale
* Professionalizzare la gestione
* Realizzare campagne di informazione
Per saperne di più
http://www.agrietica.it/
http://sofar.unipi.it/
http://www.arsia.toscana.it/
http://lombricosociale.blogspot.com/
domenica, maggio 27, 2007
Toscana. Il 24 e 25 maggio, la prima piattaforma sull’agricoltura sociale
Il 24 e 25 Maggio, a Calci (PI) si svolge la prima piattaforma sull’agricoltura sociale per il progetto europeo Sofar. Un incontro tra operatori sociali, operatori agricoli, ricercatori, amministratori e politici per discutere su questo attuale tema. L’Università di Pisa coordina il progetto Sofar che coinvolge partners di 6 paesi dell’Unione con il compito di precisare il quadro dell’ agricoltura sociale in questi paesi, promuovere confronto e scambio tra le realtà nazionali all’interno del gruppo di ricerca, raccogliere casi esemplificativi delle diverse modalità secondo cui l’agricoltura sociale è praticata nei singoli paesi e, soprattutto, definire delle linee strategiche innovative per la costruzione di politiche a supporto dell’agricoltura sociale in Europa. Per informazioni e documentazione: sofar.unipi.it. (Sofar)
Etichette:
agricoltura sociale,
eventi,
news,
pubblicazioni,
Toscana
domenica, maggio 13, 2007
Presentazione del volume "Agricoltura sociale in Toscana"
Pubblichiamo, purtroppo soltanto oggi ma è comunque utile darne notizia, il programma dell'iniziativa del 14 maggio per la presentazione del volume "Agricoltura sociale in Toscana".Progetto “Agricoltura Sociale” 2007
In collaborazione con Confederazione Italiana Agricoltori, Coldiretti e Confagricoltura della Toscana, Aiab Toscana, Coordinamento Toscano Produttori Biologici, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica.
In collaborazione con Confederazione Italiana Agricoltori, Coldiretti e Confagricoltura della Toscana, Aiab Toscana, Coordinamento Toscano Produttori Biologici, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica.
Riprendono le attività del progetto regionale sull’agricoltura sociale, promosso da Arsia in collaborazione con le Organizzazioni professionali e le Associazioni del mondo agricolo toscano. Il programma 2007 prevede azioni di formazione ed informazione, oltre a voler sostenere le varie esperienze attive nel territorio, attraverso il collegamento e la messa in rete delle realtà locali.
La prima iniziativa è organizzata per
Lunedì 14 maggio, presso l’azienda agricola Colombini (Lari, Pisa),
col seguente programma:
ore 9,30 arrivo dei partecipanti e inizio dei lavori.
ore 10 presentazione del programma 2007, da parte di Arsia ed Organizzazioni professionali; presentazione del volume “Agricoltura sociale e agricoltura di comunità in Toscana”, che raccoglie esperienze, storie e progetti della nostra regione
ore 11 dibattito tra i partecipanti
ore 12,30 conclusioni
ore 13 pranzo di lavoro (a cura dell’azienda)
All’incontro sarà presente l’Amministratore Arsia MariaGrazia Mammuccini
ore 10 presentazione del programma 2007, da parte di Arsia ed Organizzazioni professionali; presentazione del volume “Agricoltura sociale e agricoltura di comunità in Toscana”, che raccoglie esperienze, storie e progetti della nostra regione
ore 11 dibattito tra i partecipanti
ore 12,30 conclusioni
ore 13 pranzo di lavoro (a cura dell’azienda)
All’incontro sarà presente l’Amministratore Arsia MariaGrazia Mammuccini
Nel pomeriggio, gli interessati potranno partecipare ad una visita guidata dell’azienda, da tempo impegnata nell’agricoltura biologica ed in attività di agricoltura sociale.
Durante l’incontro sarà consegnata a tutti i partecipanti una copia del volume edito da ARSIA. Le strutture (Comuni, Comunità Montane, Organizzazioni, ecc…) che avessero necessità di un numero maggiore di copie, sono pregate di farne richiesta nei giorni precedenti.
Il lombrico c'era... e - come ha detto qualcuno - c'è pure rimasto... Auto in panne al km 416 della A1 direzione sud; nonostante tutto ognuno è riuscito a rientrare a casa propria (un grazie alla polizia stradale che ci ha soccorsi preoccupandosi della nostra incolumità in autostrada, al carroattrezzi che ha recuperato una ex bat-mobile in tempi tutto sommato brevi, ai genitori e marito accorsi, e ... a Silvia e Giuliano, quelli che ... tanto il raccordo è vicino... grazie)
Etichette:
agricoltura sociale,
pubblicazioni,
Toscana
martedì, maggio 08, 2007
Un libro sull'ippoterapia
Partecipano: Augusto Battaglia - Assessore alla Sanità della Regione Lazio; Ileana Argentin - Consigliere Delegato per l'Handicap del Comune di Roma; Mario Dany De Luca - Presidente Centro Regionale S.Alessio-Margherita di Savoia per i ciechi; Alfonso Pascale - Vice Presidente Ist. Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana. Coordina Maria Lucia Galli - Psicologa
Etichette:
ippoterapia,
pubblicazioni
venerdì, aprile 13, 2007
Welfare, …anche animale?
Sapete dei miei spropositati interessi per la zootecnia…perciò, di seguito segnalo il link ad una recente pubblicazione (un factsheet, una sorta di scheda) prodotta dall’Ue sul benessere animale (animal welfare).In particolare è analizzata la percezione del welfare degli animali in allevamento da parte del consumatore europeo e viene valutato il costo che l’azienda deve sostenere per il benessere dei propri capi.
Ad esempio, è stato calcolato che allevare galline ovaiole a terra invece che in batteria, genera un costo aggiuntivo di 1,3 centesimi di euro/uovo, mentre il costo aggiuntivo per le uova prodotte da galline allevate all'aperto è pari a 2,6 centesimi di euro/uovo.
L'intero report (in inglese)è disponibile al seguente link:
http://ec.europa.eu/food/animal/welfare/factsheet_farmed03-2007_en.pdf
Etichette:
pubblicazioni,
zootecnia
mercoledì, marzo 28, 2007
Chi si occupa dei non autosufficienti
articolo tratto da: www.lavoce.infodi Alex Turrini
e Roberta Montanelli
Assistere una persona non autosufficiente in Italia costa circa 18mila euro l’anno, pur escludendo molte spese sanitarie, come le visite specialistiche e i ricoveri ospedalieri. Le famiglie sono costrette a farsi carico di oltre un terzo di questa cifra, quasi 7mila euro.
Chi paga
L’intervento pubblico e privato, in parte coordinato attraverso l’elaborazione dei piani di zona comunali, introdotti di recente, è in realtà finanziato perlopiù dall’Inps, che eroga circa il 40 per cento delle risorse necessarie, ma che spesso non partecipa alla pianificazione, nemmeno a fini informativi. La programmazione zonale riguarda, così, solo il 20-30 per cento delle risorse effettivamente devolute all’assistenza. (vedi tabella 1)
Tabella 1 Il dettaglio: spesa (in euro) per singolo non autosufficiente
[1° valore, N.d.R.]: Media nei distretti, [2° valore, N.d.R.]: % sul totale
Stato (Inps) € 7.191 - 39,8%
Regione (ASL) € 2.743 - 15,2%
Comuni € 582 - 3,2%
Provincia € 16 - 0,1%
Altro € 43 - 0,2%
Totale pubblico € 10.575 - 58,6%
Non profit € 583 - 3,2%
Famiglie € 6.890 - 38,2%
Totale privato € 7.473 - 41,4%
Totale € 18.048 - 100,0%
Sono questi i principali risultati di uno studio svolto dal Cergas, Centro di ricerca sulla gestione dell’assistenza sociale e sanitaria, dell’Università Bocconi in collaborazione con Spi Cgil Lombardia.Tuttavia, i dati sulla spesa sociale e sociosanitaria che emergono dalla ricerca si possono sicuramente generalizzare al territorio nazionale. Permettono dunque alcune riflessioni sulla governance dei sistemi di welfare locale socio-assistenziale.
Soldi, non servizi
Un primo ordine di riflessioni riguarda la composizione della spesa per la non autosufficienza. Dai dati si ricava la necessità di costituire fondi locali, regionali o nazionali che abbiano come obiettivo non solo un incremento di risorse per la non autosufficienza, ma anche un loro governo più razionale: gli interventi dovrebbero essere rivolti al finanziamento di servizi di supporto alle famiglie, più che a incrementare i trasferimenti in denaro. Invece, proprio per il fatto che la maggior parte delle risorse sono assicurate dall’Inps, le politiche sociali sviluppate nei distretti sono incardinate sul trasferimento monetario, e non sull’erogazione di servizi. Ciò comporta fra l’altro, un’estrema indipendenza e autonomia alle famiglie, che possono provvedere al soddisfacimento dei propri bisogni sociali scegliendo liberamente le modalità di assistenza.
Comuni e programmazione
I risultati della ricerca dovrebbero far riflettere anche sulla possibilità di governance degli interventi per la non autosufficienza a livello locale. La forza dei comuni e delle Asl nel presidio della titolarità della funzione sociale e sociosanitaria locale è risibile nell’attuale sistema di welfare. Tale debolezza rimane anche dopo l’introduzione dei piani di zona che pure, in molti casi, hanno agevolato l’armonizzazione delle scelte strategiche di questi due attori. Diversamente da quanto avviene oggi, sembra allora necessario coinvolgere maggiormente l’Inps nei processi di programmazione zonale, al fine di incentivare un’operazione di produzione di informazioni sui diversi utenti che ricevono le prestazioni assistenziali dell’Istituto. Infine, si nota una debolezza del settore nonprofit. Le informazioni raccolte lo descrivono come un produttore responsabile di servizi per i non autosufficienti, se dotato di finanziamenti pubblici. Ma è tuttavia incapace di attrarre finanziamenti da attori terzi. Anche valorizzando il lavoro volontario, la capacità del nonprofit di investire risorse proprie, ottenute ad esempio attraverso l’attività di fund raising da privati, è molto bassa: arriva a un massimo del 5 per cento della spesa effettiva totale. Lo sviluppo di capacità manageriali di fund raising anche in questo settore non sembra più rinviabile.
Etichette:
pubblicazioni,
servizi sociali
martedì, marzo 20, 2007
Annuario statistico europeo
Silvia segnala l’uscita dell’annuario statistico europeo, in cui ci sono dati statistici fino al 2005 su tutti i settori economici per tutti i paesi UE, scaricabili al link: Eurostat - Ds compendium (in basso, nella pagina che si apre, ci sono i singoli capitoli).In particolare, segnala:
- il capitolo 4 sul welfare, in cui ci sono varie statistiche interessanti ed un paragrafo, intitolato “protezione sociale”, in cui si può avere un’idea della spesa sociale stanziata da noi e dagli altri paesi UE;
- il capitolo 11 sull'agricoltura, da cui (sempre su segnalazione di Silvia) emerge, ad esempio, che l'Olanda è la prima in Europa per aziende che effettuano anche attività extra agricole (turismo, artigianato,... mentre noi siamo quasi ultimi).
Etichette:
europa,
pubblicazioni
lunedì, novembre 20, 2006
Agricoltura sociale. Un Dossier su Bioagricultura novembre-dicembre N. 102
Sul numero di novembre-dicembre di Bioagricultura, il bimestrale edito dall’Aiab, un dossier di 9 pagine sull’agricoltura sociale. Interviste al professor Saverio Senni, coordinatore di un gruppo di lavoro alla Facoltà di agraria dell’Università della Tuscia, a Viterbo; Bruno Pozzobon, presidente della Cooperativa sociale di tipo A “L’Incontro” e della Cooperativa sociale di tipo B “Campo Verde” e Luciano Pietrobon, Vicepresidente e responsabile tecnico-produttivo della Cooperativa sociale di tipo B “Campo Verde” di Castelfranco Veneto; a Maurizio Piccioli, presidente della cooperativa “L’Orto” in provincia di Bologna e Marco Noferi, presidente della Cooperativa Paterna di Terranuova Bracciolini (Arezzo). Inoltre la presentazione del progetto Aiab e un documento dell’associazione.Per saperne di più leggi
Il Dossier di Bioagricoltura (pdf di 1,1 mb) che puoi scaricare qui
Fonte: Bioagricultura Notizie, Edizioni AIAB, Anno IV, n. 40, Venerdì 17 novembre 2006
Etichette:
agricoltura sociale,
biologico,
cooperazione sociale,
pubblicazioni
Iscriviti a:
Post (Atom)

