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giovedì, gennaio 12, 2017

Ripartire per un 2017 di #agricolturasociale responsabile ed etica

Feste finite e noi siamo appena ripartiti per un nuovo anno di agricoltura sociale, responsabile ed etica.


Buon 2017: si riparte!
Non ci stancheremo di orientare il nostro impegno verso l'innovazione, la formazione (anche nostra), il sostegno e l'ascolto delle imprese, l'elaborazione di risposte utili a bisogni che vediamo diffusi.

"In una fase di crisi del welfare pubblico, l'agricoltura sta sviluppando risposte interessanti, estendendo collaborazioni o partenariati e costruendo "reti di imprese-non imprese", originali nella realtà italiana e europea e portatrici di innovazione sociale. Sta sviluppando nuova capacità collaborativa, sussidiarietà tra l'azione del Pubblico e del Privato, fra profit e non profit, e la produzione di valori sia economici che sociali da parte dei sistemi produttivi in grado di interloquire e costruire alleanze su base valoriale con i consumatori. [...] Sul tema agricoltura sociale rimangono alcune questioni aperte da affrontare con urgenza: come generare la “diffusione virale” che crea cambiamento? Quali sono i principali ostacoli? Come costruire dei tavoli di lavoro all’insegna della reale collaborazione e condivisione? Come si collocano gratuità e reciprocità in un sistema che ha regole evidentemente differenti? Vi è disparità di forze, fra interessi collettivi e di parte, fra sistemi economici e modelli di sviluppo? L'agricoltura sociale, inoltre, ricade nel campo dell'economia civile e non esiste economia civile senza lo Stato. E’ opportuno e necessario anche chiedersi: lo Stato è sempre “civil servant”? Se da una parte l’agricoltura sociale ha avuto uno sviluppo importante negli ultimi anni, dall’altra molte delle realtà denunciano una fragilità ed una scarsa capacità di organizzarsi oltre il breve periodo, senza un orizzonte di lungo respiro che permetta loro di consolidarsi. Questo comporta anche la perdita di molte esperienze e denota il settore come non ancora in grado di sostenersi completamente. Quali sono allora gli elementi in grado di dare quanto più possibile continuità e stabilità? Come passare dalle buone pratiche e dalle esperienze pionieristiche al costruire pratiche ordinarie?" (1)

Infine, nella nostra newsletter di fine ed inizio anno abbiamo riportato alcune delle attività in corso: la mappa delle esperienze di agricoltura sociale che si sta arricchendo di giorno in giorno; il marchio etico nazionale dell'agricoltura sociale che entra nella fase finale di test; le nostre ultime pubblicazioni alle quali altre ne seguiranno. A queste si aggiungerà a breve il calendario delle attività formative.

Da questi impegni ripartiamo e auguriamo a tutti un felice 2017, in musica.

#wecare


(1) Estratto da: Agricoltura civica e sociale: cooperare per cambiare. La società cambierà quando l'etica investirà le nostre riflessioni (Verso il Secondo Forum di Etica Civile - Padova 8 ottobre 2016)


sabato, aprile 13, 2013

sabato, novembre 27, 2010

Cavalli di S. Rossore in vendita

Riceviamo da Marco Verdone, vecchio amico del Lombrico Sociale e veterinario omeopata, e molto volentieri segnaliamo.

*****

Come ogni anno, sono in vendita alcuni cavalli di razza Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido (TPR) del Parco Regionale di Migliarino S. Rossore Massaciuccoli (PI-LU).
Si tratta di 12 soggetti molto belli con un'età compresa tra i 4 anni e i 6-7 mesi, maschi e femmine, iscritti al Libro Genealogico e non. I cavalli sono allevati allo stato brado e non sono domati.

venerdì, novembre 20, 2009

Veneto - Ciclo di seminari “Diversificazione e agricoltura sociale”



Veneto Agricoltura e Regione Veneto hanno attivato un progetto di formazione e informazione sui temi della diversificazione e dello sviluppo rurale, suddiviso in quattro aree tematiche.

Il Progetto intende promuovere le conoscenze,le buone pratiche e le competenze per l’attuazione delle strategie e delle misure previste dall’Asse 3 del PSR, anche in collegamento con le azioni che verranno realizzate dai Gruppi di Azione Locale (GAL).

Lazio - Ciclo di seminari sul tema della multifunzionalità e dell’agricoltura sociale

Il Centro di Documentazione Europea, in collaborazione con il DEAR dell’Università della Tuscia e l’assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio, ha organizzato un ciclo di incontri sul tema della plurifunzionalità e dell’agricoltura sociale.

domenica, marzo 29, 2009

A Report, oltre tutto il resto, anche un'interessante GOODNEWS


Domenica 29 marzo alle 21.30 (stasera) su RAI TRE andrà in onda Report e la puntata dal titolo ''IL GRANDE INGANNO'' è dedicata all'energia.

martedì, marzo 03, 2009

La multifunzionalità in agricoltura. Esperienze, percorsi ed opportunità

Un incontro tra agricoltori, ricercatori ed amministrazioni per promuovere lo sviluppo della multifunzionalità in agricoltura

Scarica il programma dell'incontro che si terrà venerdì 6 marzo a Pisa, a partire dalle ore 9.00: Laboratorio di Studi Rurali Sismondi

La mattina, dopo un'introduzione sui campi di applicazione della multifunzionalità in agricoltura, è prevista la presentazione di esperienze innovative sulla multifunzionalità attraverso casi di studio. A seguire una tavola rotonda "Multifunzionalità e servizi per il sistema locale e per lo sviluppo d’impresa".

Il pomeriggio focus su specifici aspetti della multifunzionalità. Cinque sessioni parallele sulle opportunità e vincoli allo sviluppo di singoli aspetti della multifunzionalità:
I sessione - Didattica e sociale
II sessione - Biodiversità
III sessione - Agriturismo e fruizione del territorio
IV sessione - Gestione dell'ambiente e del paesaggio
V sessione - Filiere corte

martedì, gennaio 20, 2009

Avviso pubblico della Società della Salute della Valdera

Dell'esperienza in atto nel territorio della Valdera (PI) avevamo già scritto qualcosa (clicca qui). Ulteriori informazioni e la documentaizone consegnata durante il seminario del 28 novembre scorso 'Agricoltura Sociale: dalla sperimentazione alla formalizzazione di politiche integrate' è possibile trovarle qui.

Diamo ora notizia della pubblicazione, in data 19 gennaio 2009, dell'Avviso pubblico della Società della Salute della Valdera per la formazione dell'elenco delle aziende agricole disponibili ad operare nel campo dell'agricoltura sociale. Le informazioni sono disponibili sulla home page del sito www.sdsvaldera.it ed i materiali sono raccolti nell'apposita cartella inserita nella sezione DOCUMENTI.
L'avviso si rivolge ad aziende Agricole dei 15 comuni della Valdera (o di comuni immediatamente limitrofi) interessate a prendere parte a progetti o servizi di agricoltura sociale.

sabato, marzo 29, 2008

Incontro della Piattaforma nazionale del progetto europeo Social Farming

Di seguito il testo del Comunicato stampa trasmesso in occasione del secondo incontro della Piattaforma nazionale che si terrà lunedì 31 marzo a Firenze.

Dopo il primo incontro di piattaforma nazionale svolto a Calci (PI) nel Maggio 2007, operatori sociali, operatori agricoli, ricercatori, amministratori e politici tornano a confrontarsi sulle tematiche dell’Agricoltura Sociale nell’ambito del progetto europeo “So Far”, in occasione della seconda riunione della piattaforma, prevista il 31 marzo a Firenze.
L’agricoltura sociale impiega le risorse dell’agricoltura per promuovere azioni terapeutiche, di riabilitazione, di inclusione sociale e lavorativa per target molto ampi di persone (disabili psichici e mentali, bambini, anziani, persone con disabilità fisiche, dipendenti da sostanze tossiche, etc).
In Italia, il termine agricoltura sociale è stato solo recentemente associato alla scena dello sviluppo rurale, abbracciando un’ampia gamma di differenti esperienze che sono presenti nel nostro territorio, ma fa parte del patrimonio delle società rurali che da sempre hanno attivato pratiche e forme di solidarietà, assistenza ed inserimento sociale; le esperienze attuali, nella maggior parte dei casi, sono nate da azioni autonome e spontanee e sviluppatesi nell’ombra per molto tempo.
Il progetto “So Far”, coordinato dall’Università di Pisa, coinvolge partners di 7 paesi dell’Unione europea con il compito di precisare il quadro dell’agricoltura sociale in questi paesi, promuovere confronto e scambio tra le realtà nazionali all’interno del gruppo di ricerca, raccogliere casi esemplificativi delle diverse modalità secondo cui l’agricoltura sociale è praticata nei singoli paesi e, soprattutto, definire delle linee strategiche innovative per la costruzione di politiche a supporto dell’agricoltura sociale in Europa.

Informazioni e documentazione:
http://sofar.unipi.it Università degli Studi di Pisa
http://www.teconline.it Comunità: agricoltura sociale e sezione Sofar Italia
http://www.arsia.toscana.it/agrisoc/agrisoc.htm: Arsia Toscana
http://www.infosofar.wordpress.com: sito di riferimento per il 2° Workshop nazionale
http://www.agrya.wordpress.com: struttura organizzativa 2° Workshop nazionale

Contatti:
Università di Pisa, Francesco Di Iacovo (Coordinatore SoFar):
francovo@vet.unipi.it
Agrya srl:
infosofar@gmail.com

Francesca Durastanti: cell. 3202119686
Angela Galasso: cell. 3477233721

Silvia Paolini: cell. 3200883959

lunedì, ottobre 15, 2007

Scrittori e libri in campagna

Di seguito, vogliamo segnalare un'iniziativa carina ed interessante.
Carina, forse perchè coinvolge un lombrico direttamente e quindi... non siamo imparziali. Interessante, per lo stesso motivo, ma cerchiamo di andare oltre...
Crediamo che l'iniziativa, in realtà parallelamente si presenteranno due iniziative, possa rappresentare da un lato - con la presentazione di opere e l'animazione di dibattiti da parte degli scrittori che alloggeranno per un weekend in agriturismo - una possibilità reale di destagionalizzazione per le strutture agrituristiche e dall'altro - la presenza di una piccola biblioteca in azienda - possa anche favorire lo sviluppo di servizi alternativi destinati non solo agli ospiti delle aziende ma anche alla popolazione residente, poichè mettere a disposizione alcuni libri per le popolazioni del territorio può essere un modo per offrire un servizio favorendo anche la frequentazione delle strutture da parte degli abitanti della zona, anche in periodi stagionali in cui la presenza dei turisti è più limitata, e creare anche occasioni di incontro e di aggregazione intorno all'azienda agricola.


fonte: AgraNews n.34
SCRITTORI IN CAMPAGNA, WEEK-END LETTERARI IN AGRITURISMO
Il 27 e il 28 ottobre doppio appuntamento organizzato dalla rivista Leggere:tutti e dal salone Agri@Tour
(AGRA) - Lo scrittore va in campagna a presentare le proprie opere grazie all’iniziativa “Scrittori in campagna.
Week-end letterari nelle aziende agrituristiche” promossa dalla rivista Leggere:tutti in collaborazione con Agri@Tour, il Salone nazionale dell’Agriturismo, che sarà lanciata sabato 27 e domenica 28 ottobre contemporaneamente in due strutture agrituristiche di Lazio e Toscana.
Gli scrittori trascorreranno il week-end in agriturismo ed animeranno incontri aperti, oltre che agli ospiti, alla popolazione rurale del territorio circostante. Sede degli eventi saranno l’agriturismo Casali Santa Brigida di S. Maria di Galeria, alle porte di Roma, dove sarà presente la scrittrice Giulia Odescalchi che presenterà il suo libro Morale di una favola (Grauseditore) e l’agriturismo Badia Ficarolo, nel cuore della campagna aretina, dove lo scrittore Daniele Grespan presenterà il suo ultimo libro Indagine su un amore (Sperling & Kupfer) introdotto dalla conduttrice televisiva Paola Saluzzi e stimolato dal direttore di Leggere:tutti, Giuseppe Marchetti Tricamo.
Nel corso degli incontri sarà presentata anche l’iniziativa di Leggere:tutti “La biblioteca degli agriturismi: i 100 libri che non possono mancare nelle aziende agrituristiche”.
Si tratta di testi selezionati da un comitato di esperti incaricato dalla rivista in cui libri di cucina e gastronomia si accompagnano con i grandi classici di scrittori che per le loro opere si sono ispirati o hanno avuto per scenario la campagna. Il criterio con cui è costruita la biblioteca è quello di suggerire una selezione di classici italiani di fine ’800 e del ’900 che abbiano per soggetto personaggi del mondo agricolo o ambientati nelle campagne, integrati da una serie di libri e manuali di interesse generale.
Il programma dell’iniziativa, con i recapiti delle due strutture agrituristiche coinvolte e i prezzi delle varie formule di pacchetto, è disponibile sui siti www.agraeditrice.com, nella sezione Leggere:tutti, e www.agrietour.it

mercoledì, agosto 01, 2007

Il Lombrico in Olanda

Questo video lo abbiamo trasmesso al termine della relazione di Silvia Paolini "Reportage dall'Olanda: il modello delle care farms".
E' nato anche questo un po' per gioco: del gioco mantiene l'allegria, la leggerezza (speriamo..), l'entusiasmo, la voglia di divertirsi.

Breve nota dell'autore:
"Il video racconta la nostra avventura in Olanda e l'incontro con le Care Farms. E' un video senza pretese, fatto con la semplicità che, spesso, contraddistingue i gesti più spontanei, un po' come sono le Care Farms.
Tra le virgolette troverete le risposte che ci hanno dato gli imprenditori delle farms visitate.
Buona Visione"
, Francesca Durastanti

Prima di salutarci ... i compiti per le vacanze...

Naturalmente si scherza (niente compiti!), perché – forse si è capito – ci piace anche non prenderci troppo sul serio, anche se questo non vuol dire che non facciamo le cose in cui ci impegniamo e crediamo ... sul serio..

I presenti all’incontro del 13 luglio ricorderanno che alla fine del seminario, in cambio del gelato ... abbiamo chiesto la restituzione di una scheda che era contenuta nella cartellina insieme agli altri materiali (gli "atti" - parola grossa - del seminario). A parte una breve sezione anagrafica ed una parte riservata ad eventuali commenti e suggerimenti relativi all'andamento della giornata, la scheda conteneva due domande che prevedevano delle risposte chiuse da valutare con un punteggio (da 1 a 4). Abbiamo raccolto ed elaborato 20 schede: evidentemente non pensavamo a delle valutazioni di tipo statistico... ma pensavamo di poter avere alcune indicazioni di orientamento, utili quanto meno ad avviare alcune riflessioni, da condividere anche con i lettori del blog.

In attesa di riordinare le nostre idee (al momento forse tante ed anche per questo disordinate) vorremmo dare a tutti i lettori che conoscono un po' il modello olandese delle care farms (anche agli assenti ed ai presenti fuggiti senza aver compilato la scheda – ma avranno rinunciato al gelato pur di non compilare la scheda ?! - in sostanza a chiunque possa aver voglia di aggiungere qualcosa sull'argomento) la possibilità di esprimersi, sia con lo strumento del sondaggio (ved. in basso) che riprende il contenuto della scheda citata, sia - ovviamente! siamo su un blog! - inserendo dei commenti liberi al post.
Grazie per il contributo (*),
Angela, Francesca, Silvia

(*) non siate timidi!




giovedì, luglio 19, 2007

Per un giorno ... un po' di Olanda a Roma

Abbiamo preparato tutto un po' di fretta, è stato anche un po' impegnativo per il periodo dell'anno in cui ci troviamo, ma... ne è valsa assolutamente la pena!
Siamo davvero molto soddisfatti degli spunti ed idee emersi durante l'incontro, dell'interesse che abbiamo riscontrato intorno al tema, delle persone incontrate - nuove e vecchie conoscenze, della simpatia cortesia e disponibilità dei rappresentanti dell'Ambasciata olandese - Mrs Catharina Zwitser e Mr Adriaan Versluis, dei fantastici gelati realizzati da Dario Rossi (Gelateria Greed) utilizzando i prodotti della cooperativa sociale Agricoltura Capodarco.
I "grazie a tutti" sono sentiti e non formali:
alle care farms che ci hanno ospitato ad aprile;
all'Ambasciata olandese che ci ha onorato della sua presenza;
a tutta l'Azienda Romana Mercati (dal direttore - per la disponibilità, i suggerimenti, la fiducia - a tutto il personale - per l'aiuto e perchè ... talvolta fa piacere sorridere insieme de il lombrico);
al prof. Saverio Senni che - instancabile - ci segue ormai da due anni e che ha creato "l'occasione" (il master);
al prof. Francesco Di Iacovo - assente "giustificato" - che ci ha fornito il materiale relativo alla sintesi del rapporto sullo stato dell'arte dell'AS in Italia, realizzato nell'ambito del progetto europeo SoFar;
a tutti i presenti - in qualche caso venuti anche da lontano - ed al loro contributo;
alla disponibilità, all'aiuto, ai consigli di tanti colleghi ed al confronto stimolante instaurato (da Betta - preziosa segreteria organizzativa, a Donatella - nostro grafico personale, a Giuliano - nostro fotografo e per qualcun altro... altro, da Daria - per l'ufficio stampa, a Marco - sebbene "imperdonabilmente" assente [è l'invidia che ci fa parlare così...] in questa occasione).

Soltanto il tempo di raccogliere un po' le idee e tirare un po' il fiato e torneremo ancora su questo incontro e sull'argomento.

In basso le foto di alcuni momenti del seminario.

Da sinistra a destra: Saverio Senni (Università della Tuscia), Carlo Hausmann (direttore Azienda Romana Mercati), Catharina Zwitser (Ufficio Agricoltura Ambasciata Olandese). Sullo sfondo: fa capolino ... il lombrico sociale


I lombrichi con gli amici dell'ARM, di Agrya, della cooperativa sociale Laboratorio Scuola di Pordenone, del prof. Senni, ma soprattutto ... con Dario e i suoi gelati!
Da sinistra a destra : al vino Frascati Doc, al miele, alla carota, alla crema (realizzati con il vino, il miele, le carote e le uova della cooperativa soc. Agricoltura Capodarco).

sabato, luglio 07, 2007

Multifunzionalità in agricoltura: il modello olandese dell'agricoltura sociale

Ci siamo!
Ancora non eravamo rientrati dall'Olanda e già iniziavamo a pensare che potesse essere utile condividere anche con altri quanto stavamo vedendo e conoscendo del mondo delle "care farms".
Nonostante alcuni impegni di lavoro ci rendano la vita un po' complicata in questo periodo, nonostante il desiderio di andare in vacanza sia in tutti noi crescente (e prima che questo diventi predominante su tutto il resto...), pensiamo ancora possa essere interessante condividere la piccola esperienza e quanto abbiamo visto in Olanda con chiunque a vario titolo interessato alle tematiche della multifunzionalità in agricoltura ed agli ambiti emergenti della multifunzionalità quali i servizi in campo sociale. Inoltre... avevamo promesso di raccontare qualcosa su questo tema e... ogni promessa è debito!

In basso il programma dell'incontro "Multifunzionalità in agricoltura: il modello olandese dell'agricoltura sociale", organizzato dal blog il lombrico sociale, in collaborazione con l'Azienda Romana Mercati e l'Università degli Studi della Tuscia, che si terrà a Roma il giorno 13 luglio p.v.

Naturalmente tutti i lettori, le amiche e gli amici del lombrico sociale sono invitati.

Ora, poichè siamo molto (va bene, abbastanza) orgogliosi della nostra locandina la pubblichiamo, per renderla leggibile è necessario cliccarci su. Comunque, riportiamo il testo della locandina anche in basso:

“il lombrico sociale”
blog dei diplomati del Master in agricoltura etico-sociale


in collaborazione con l’Azienda Romana Mercati e
l’Università degli Studi della Tuscia

è lieto di invitarLa all’incontro


Multifunzionalità in agricoltura:
il modello olandese dell’agricoltura sociale


SoFar: Lo stato dell’arte dell’agricoltura sociale in Italia
Angela Galasso, Master agrietica, Agronomo, Partecipante Piattaforma SoFar

Reportage dall’Olanda: il modello delle care farms
Silvia Paolini, Master agrietica, Agronomo

Master in agricoltura etico sociale: i protagonisti, un anno dopo
Francesca Durastanti, Master agrietica, Agronomo

Percorsi di formazione in agricoltura sociale
Saverio Senni, Università degli Studi della Tuscia

Agricoltura sociale: un’opportunità per le aziende agricole?
Carlo Hausmann, Direttore Generale Azienda Romana Mercati


Esposizione di foto tratte dalla mostra fotografica
“La campagna che non ti aspetti - volti, momenti e prodotti dell’agricoltura sociale”



13 Luglio 2007 – ore 09,30-13,30
CSTE Centro Servizi per il Turismo Enogastronomico
Via dei Cessati Spiriti 10/a – 00179 ROMA - Metro A Colli Albani
POSSIBILITA’ DI PARCHEGGIO CONVENZIONATO


Per informazioni consultare: http://lombricosociale.blogspot.com
Confermare la presenza scrivendo a: lombricosociale@gmail.com


A PRANZO SARA’ SERVITA UNA DEGUSTAZIONE DI GELATO ARTIGIANALE

sabato, giugno 23, 2007

Multifunzionalità dell’agricoltura: servizi di prossimità e servizi in campo sociale nei territori rurali

Titolo decisamente altisonante…
Il 13 giugno scorso il Laboratorio Territoriale di Informazione ed Educazione Ambientale di Cave (Roma) e l’Associazione Ambientalista L’Umana Dimora hanno organizzato un incontro su “AGRICOLTURA E MULTIFUNZIONALITA’: quali opportunità per lo sviluppo sostenibile di un territorio rurale”.
In programma un intervento, fra gli altri, dal titolo "Multifunzionalità dell’agricoltura: servizi di prossimità e servizi in campo sociale nei territori rurali" (il titolo altisonante era già dato, anche se già utilizzato, rimane molto bello), al fine di inquadrare nel contesto dell'incontro anche gli aspetti della multifunzionalità connessi ai servizi sociali nei territori rurali.
Ho cercato di portare un piccolo contributo, ringrazio il prof. Senni e gli organizzatori dell’incontro per l’opportunità e la fiducia.

In basso riporto gli appunti utilizzati come traccia durante l’incontro, perchè qualcuno ha chiesto copia delle slides (e qualcuno le ha avute e qualcuno no), spero possano essere in qualche modo utili e comprensibili, pur non essendone per nulla certa. Le cose più sensate -come leggerete in basso nella nota introduttiva- non sono farina del mio sacco, altre le ho ripescate da alcune precedenti riflessioni, in alcuni casi rielaborate e poi semplicemente ho messo assieme il tutto per cercare di dare un filo conduttore (logico) ad un argomento abbastanza complesso, nel senso che porta con sé molte implicazioni e di diversa natura, dalla crisi ad un dato momento del modello agricolo europeo, alla necessità di individuare nuove strategie competitive, ai sistemi di welfare (anche in questo caso con modelli in crisi e nuovi modelli all’orizzonte), alle nuove tendenze del mercato (gli usi dei consumatori stanno cambiando, sarebbe un errore pensare che non cambia nulla ed è tutto fermo, basta dare un’occhiata in giro anche nella GDO, nelle nuove tipologie di prodotto introdotte e ad es. il variare col tempo del loro posizionamento negli scaffali).
Comunque, in basso, le note "traslate" dalle slides (blogger non ci dà la possibilità di caricare i files).
Continua a piacermi l'idea di raccogliere su questo blog le esperienze del dopo-master di ciascuno (nonchè degli altri incontrati in questi mesi) e di potersi confrontare e ragionare su questi temi, quindi se vi va, commentate pure queste brevi note, demolite, correggete, integrate.



Multifunzionalità dell’agricoltura: servizi di prossimità e servizi in campo sociale nei territori rurali
Note di Angela Galasso
Per l’incontro “AGRICOLTURA E MULTIFUNZIONALITA’: quali opportunità per lo sviluppo sostenibile di un territorio rurale”
Genazzano, 13 giugno 2007

Nota introduttiva
* NB: Questi appunti costituiscono un’elaborazione, del tutto personale, di un percorso fatto di esperienze di lavoro, di formazione, di letture e di confronti avvenuti con colleghi, amici, operatori del settore agricolo e del mondo della cooperazione sociale e costituiscono solo il tentativo di fornire alcuni elementi generali che possono essere ricondotti al complesso quadro della c.d. “agricoltura sociale”, quadro tuttoggi in via di definizione e che vede esperienze estremamente diverse fra loro, molto spesso caratterizzate da grande innovazione, forti valori etici, relazionali e motivazionali, ma anche a volte rischi di confusione e di scarsa concorrenzialità.
Tuttavia, in particolare per alcune parti di questa presentazione (definizione e ambiti della multifunzionalità, gli attori), desidero ringraziare soprattutto la collega di studi e di viaggi Silvia Paolini.


Riferimenti normativo/giuridici
* Il termine “agricoltura sociale” non ha alcun riferimento normativo/giuridico nel nostro Paese. Indica in senso ampio tutte quelle esperienze che coniugano agricoltura e lavoro sociale, con particolare riferimento – attualmente - all’inserimento (socio-terapeutico, educativo, lavorativo) dei soggetti più vulnerabili della società e/o a rischio di marginalizzazione. (SoFar, UniPisa)
* Altrettanto, il termine “fattoria sociale” non ha alcun riferimento normativo. Può trattarsi di strutture agricole aventi natura giuridica diversa (privata, pubblica, privato-sociale), aventi comunque forti finalità sociali. (SoFar, UniPisa)
* La definizione della figura dell’Imprenditore Agricolo Professionale come premessa fondamentale allo sviluppo della multifunzionalità agricola:
- D.l. 228/2001 (legge in materia di orientamento e modernizzazione del settore agricolo)
- D.l. 99/2004
- D.l. 101/2005

Ambiti della multifunzionalità in agricoltura
* Turismo (agriturismo, agripleinair, percorsi verdi/blu, trekking, turismo enogastronomico)
* Commercializzazione: la vendita diretta (gruppi di offerta e di acquisto, autoraccolta, consumo locale)
* Ambiente (biodiversità, verde pubblico, energie alternative)
* Didattica (fattoria didattica, agriasilo, museo in fattoria, agrobioparco, orti didattici)
* Welfare: servizi sociali nelle aree rurali (inserimento lavorativo in agricoltura, terapia orticolturale HT, attività assistita con animali AAA e terapia assistita con animali AAT, nidi aziendali, orti per anziani, giardini per Alzheimer, servizio mensa per anziani, servizi di trasporto – taxibus -, attività culturali - biblioteche, bibliobus, centri polifunzionali, …)

Le funzioni dell’agricoltura sociale
* Produttiva (agricoltura)
* Riabilitativa (servizi sanitari e socio-assistenziali)
* Relazionale (attività sociali, sportive, ludiche, …)
* Educativa (istituti scolastici, istituti minorili, affidi familiari, ...)


Gli attori: l’azienda agricola, gli utenti, le comunità rurali, la collettività, i consumatori

L’azienda agricola
* E’ il luogo fisico che rende possibile l’incontro degli altri attori
* Apporta la dimensione produttiva, necessaria per “fare” e, conseguentemente, “imparare facendo” e per entrare nell’ottica del “fare per davvero”
* Offre: ritmi naturali (stagioni, successioni di operazioni, …), varietà di compiti (semina, irrigazione, raccolta, diserbo,…), la possibilità di “prendersi cura” di qualcosa/qualcuno (piante, animali)
* In (o tramite) essa sono realizzate le attività di cui beneficiano gli altri attori, animate dalle competenze di volta in volta necessarie: attività terapeutiche, inserimento lavorativo, servizi alla collettività, nidi aziendali, produzioni etiche, attività didattiche

Alcune caratteristiche riscontrabili nelle aziende agro-sociali
* Attività diversificate
* Metodi di coltivazione biologici
* Attività che prevedono relazioni con altre persone (agrituristiche, vendita diretta, …)
* Ordinamenti produttivi più frequenti: orticolo, vivaistico, piccola zootecnia, olivicolo, vitivinicolo

Alcune caratteristiche riscontrabili negli imprenditori agro-sociali
* Disponibilità ad interfacciarsi con altre strutture del territorio (ASL, scuole, Comune, associazioni, gruppi di acquisto, ecc.)
* Disponibilità ad inserire o sperimentare attività agricole che possono facilitare l’integrazione sociale
* Disponibilità ad adeguare alcuni spazi dell’ambiente di lavoro
* Disponibilità a formarsi (incontri, brevi corsi, visite altre realtà aziendali, ecc.)
* Motivazione valoriale, autenticità nelle relazioni

Gli utenti
* Fasce svantaggiate (disabili, detenuti ed ex-detenuti, ex-tossicodipendenti, minori a rischio): inserimento lavorativo ed attività terapeutiche (orticoltura, attività assistite con animali)
* Nuclei familiari: nidi rurali
* Bambini, ragazzi: fattorie didattiche (city farms)
* Anziani: tra turismo sociale ed integrazione di servizio (visite in aziende, orti urbani, servizi)

Le comunità rurali
* Servizi per la popolazione nelle aree rurali: trasporti, biblioteche, ludoteche, servizi alla persona

Collettività
* Recupero e/o mantenimento di tradizioni e stili di vita della campagna
* Rafforzamento delle relazioni tra Urbano & Rurale

Consumatori
* Attenzione, interesse e buona disponibilità verso le produzioni “etiche”. Possibili sbocchi di mercato: vendita diretta, gruppo di acquisto solidali (G.A.S.), autoraccolta, mense, spazi nella GDO


Acune immagini…










Cosa può voler dire: modifica degli ambienti di lavoro










I punti di vista

Le imprese agricole
* Guardano a volte con sospetto a questa tipologia di attività (forse è verosimile l’affermazione che oggi quasi il 50% delle imprese AS sono cooperative sociali)
* Non conoscono le attività inerenti l’AS o le immaginano come una sorta di last minute (es. agriturismo nella stagione morta)
* Non possiedono una cultura adeguata per professionalizzare l’attività
* Non hanno, tranne rari casi, contatti con questo “mercato”

L’atteggiamento varia tra:
* Speculativo per ricavare vantaggi immediati
* Occasionale senza farne un’attività organizzata
* Esclusivamente non profit per offrire un’attività pagata dalla PA e non dal mercato
* Professionale per approfittare di nicchie di mercato che si avvantaggiano della garanzia etica

Le strutture coinvolte (enti, associazioni, strutture sanitarie, …)
* Hanno bisogno dell’agricoltura come attività complementare
* Vogliono creare lavoro
* Non hanno capacità di investimento
* Sono disponibili a creare al proprio interno delle figure di gestione
* Hanno bisogno di assistenza qualificata

Le pubbliche amministrazioni
* Hanno spesso disponibilità di superfici inutilizzate o mal gestite
* Sono disposte ad investire per un ritorno di immagine
* Spesso non hanno obiettivi chiari
* Hanno bisogno di soggetti gestori esterni

I consumatori
* Non hanno molte informazioni
* Non conoscono marchi effettivamente discriminanti
* Sono abituati a campagne a sfondo etico o di utilità sociale abbinate a prodotti alimentari o agricoli (es. Telethon, arance della salute, azalee AIL, ecc.)


Uno sguardo in giro

Cosa è stato fatto (in realtà molto altro)
* Progetto Agroliberi nel 1999 in Toscana (Cia)
* PSR Toscana, Asse III, misura 9.4 relativa ai servizi essenziali per la popolazione rurale (buona prassi nazionale): riflessione sul welfare nelle aree rurali, ricerca-azione in 3 aree rurali, 60 interventi rivolti a diversi target (bambini, minori, anziani, disabili)
* Progetto di sviluppo rurale promosso dall’Arsia a partire dal 2003 (50 realtà AS, pratiche inclusive per 1200 persone, servizi temporanei per 400 persone)
* Esperienze Leader+: Gal Alto Oltrepò (bibliobus, taxibus), Gal Valle del Crocchio (informazioni disabilità e assitenza famiglie disabili)
* Caso dell’azienda agricola Colombini (Lari, PI)
* Caso della cooperativa sociale Agricoltura Capodarco (Grottaferrata, RM)
* Master in agricoltura etico-sociale dell’università della Tuscia

Lavori in corso
* Progetto di formazione in AS (Arsia)
* Progetto europeo Social Farming (UniPisa)
* 2a edizione del Master in agricoltura sociale (Università della Tuscia)
* Il progetto delle bio-fattorie sociali (Aiab)
* Il progetto beni confiscati (Ministero dell’Interno e Libera)
* Singole realtà (cooperative sociali, consorzi di cooperative, imprese agricole private, associazioni, ecc.) che comunque, indipendentemente da ricerche, tecnici, nuove figure professionali e politiche più o meno in atto, … si muovono


Forse per il futuro occorre
* Uscire dall’occasionalità
* Puntare su modelli di gestione efficienti
* Separare attività con possibilità effettive di mercato (da collocare) da attività di servizio sociale
* Professionalizzare la gestione
* Realizzare campagne di informazione


Per saperne di più
http://www.agrietica.it/
http://sofar.unipi.it/
http://www.arsia.toscana.it/
http://lombricosociale.blogspot.com/

sabato, gennaio 06, 2007

Seminario delle ACLI Umbria su "La multifunzionalità dell'agricoltura"

Il 13 gennaio 2007, alle ore 10, si terrà a Todi (PG), presso la Sala del Consiglio Comunale, il Seminario dal titolo "La multifunzionalità dell'agricoltura: opportunità e strumenti d'intervento" organizzato dalle ACLI Umbria e dalle ACLI TERRA.

Parteciperanno Luca Marcora, Capogruppo dell'Ulivo in Commissione Agricoltura del Senato, Carlo Liviantoni, Assessore all'Agricoltura della Regione Umbria, Alfonso Pascale, Presidente della Rete Fattorie Sociali, Roberto Finuola, Coordinatore della Cabina di Regia - Ministero dello Sviluppo Economico, Marisa Paradisi, Presidente delle ACLI TERRA Umbria, e Flaminia Ventura del Comitato scientifico delle ACLI TERRA Nazionale.

lunedì, novembre 20, 2006

Ecco la (breve) descrizione dell'incontro

che si è tenuto ad Arezzo sabato 18 novembre, ad Agrietour salone nazionale dell'agriturismo e dell'offerta territoriale, in cui si è parlato anche di agricoltura ed agriturismo sociale.

In un contesto più ampio, in cui si è parlato di agriturismo e di multifunzionalità, si è tentato di declinare ed illustrare nelle linee più generali (riuscendo abbastanza, mi sembra) alcuni aspetti recenti e particolarmente innovativi per l'attività agrituristica.

Il titolo dell'incontro: Agriturismo, turismo rurale e multifunzionalità in agricoltura. Nuove opportunità dalla programmazione comunitaria 2007 -2013.
Presentazione dell'incontro da parte della Rete Nazionale per lo Sviluppo Rurale:
La nuova politica comunitaria di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013 apre un ampio ventaglio di opportunità per quanti si occupano di agriturismo e turismo rurale nelle regioni italiane.
Obiettivo dell’incontro - organizzato dalla Rete Nazionale per lo Sviluppo Rurale, AGRI@tour e dal GAL Appennino Aretino, è:
• illustrare le strategie di intervento e le azioni sostenute nel Piano Strategico Nazionale;
• fornire alcuni spunti, idee e soluzioni operative per impostare una efficace strategia di qualificazione e promozione dell’offerta agrituristica nelle aziende e nelle aree rurali;
• creare un momento di confronto sul “valore aggiunto” dell’approccio LEADER per la valorizzazione dell’agriturismo e del turismo rurale.

Nel corso dell’incontro è stata approfondita in particolare l’organizzazione nelle aziende di attività legate a:
* la produzione di alimenti;
* l’agriturismo sociale;
* le attività didattiche;
* le attività all’aperto.

All’incontro sono intervenuti:
Giorgio Del Pace – Presidente del GAL Appennino Aretino
Carlo Hausmann - Direttore ARM - CCIAA Roma
Livia Pianelli – Direttore Nazionale Terranostra
Francesco Di Iacovo – Docente Università di Pisa
Saverio Senni – Docente Università della Tuscia
Fausto Faggioli – Fattorie Faggioli
Raffaele Jannucci – Direttore rivista Plein Air
e 45 persone provenienti da tutta Italia (operatori agrituristici -attuali ed aspiranti-, tecnici, giovani laureati e studenti universitari, Gal ed altre agenzie).
Per saperne di più su AGRIeTOUR: www.agrietour.it
ag

martedì, novembre 07, 2006

Convegno Nazionale a Ripatransone (AP)

RIPATRANSONE (AP)
17 novembre 2006 - ore 9,30
Azienda Agricola Belsito

CONVEGNO NAZIONALE

Le nuove Frontiere della Multifunzionalità: La Funzione Sociale e Ambientale delle Attività Agricole

Programma dei lavori

Presiede
Giancarlo Collina
Segretario Generale CGIL Camera del Lavoro di Ascoli Piceno
Italo Cocci
Presidente Azienda Agricola Belsito

Saluto
Paolo D’Erasmo
Sindaco di Ripatransone

Relazione
Antonio Carbone
Presidente ALPA Nazionale

Comunicazioni
Saverio Senni
Professore Università della Tuscia
Caratteristiche delle funzioni sociali dell’agricoltura
Francesco Adornato
Professore Università di Macerata
L’agricoltura sociale nella multifunzionalità e lo sviluppo rurale
Francesco Di Iacovo
Professore Università di Pisa
Valori etici ed economici dell’agricoltura sociale
Andrea Ferrante
Presidente AIAB
L’agricoltura biologica incontra l’agricoltura sociale
Salvatore Stingo
Vice Presidente Rete Fattorie Sociali
L’impresa agricola sociale fra solidarietà e mercato
Roberto Fintola
Economista Ministero dello Sviluppo Economico
Le politiche di sviluppo economico in un contesto di economie agricole-sociali
Ido Perozzi
Presidente VINEA
L’associazionismo agricolo: una risposta alle trasformazioni dell’agricoltura

Interventi
Francesco Baldarelli
Presidente I.S.A.
Teresa Bellanova
Deputata Commissione Agricoltura della Camera
Avelio Marini
Assessore Agricoltura e Turismo provincia Ascoli Piceno
Paolo Petrini
Assessore Agricoltura Foreste e Pesca Regione Marche

Conclusioni
On. Gianni Piatti
Sottosegretario Ambiente


Segreteria organizzativa Eleonora Regolini
Per informazioni: segreteria@alpainfo.it – tel. 06.5880985

venerdì, novembre 03, 2006

Dal paesaggio della multifunzionalità al legno di città

Il 26 e il 27 ottobre a Genova presso la Facoltà di Architettura si è tenuto il congresso I Paesaggi Terapeutici: come conservare la diversità per il "Ben-Essere" dell'uomo. Di seguito l'intervento di Franco Paolinelli al congresso.




L’INCREMENTO DEL TERZIARIO TERRITORIALE
I contesti in cui il territorio rurale viene utilizzato per la fornitura di servizi basati sulla copertura a verde sono andati assumendo una diffusione ed una importanza crescente. Sono quindi un fattore rilevante, nella dinamica evolutiva del paesaggio.
Aumentano infatti i servizi ambientali, ma crescono soprattutto quelli ludico-culturali, sociali e sanitari, integrati, in misure diverse, con la produzione di beni, alimentari e non.
Proponiamo per quest’ambito la definizione di TERZIARIO TERRITORIALE, le sue componenti sono evidenziate nella tavola 1.

TAVOLA I: QUADRO D’INSIEME DEL TERZIARIO TERRITORIALE

Servizi tecnico-ambientali del verde:
Assorbimento inquinanti atmosferici, immagazzinamento della CO2……
Fitodepurazione dei reflui urbani, delle piogge acide……
Protezione del suolo….
Conservazione della natura….

Servizi di ricreazione:
Servizi simbolici: arredo verde
Servizi turistici: turismo territoriale, agriturismo
Multifunzionalità commerciale (ristorazione….)
Sport nel verde (golf, ippica, pesca, caccia….)

Servizi sociali, culturali e sanitari:
Fattorie didattiche
Multifunzionalità culturale (eco musei, centri arte e natura …..)
Fattorie sociali (servizi di reintegrazione, formazione, ospitalità per soggetti in difficoltà)
Servizi sanitari: terapie e territorio:
ippoterapia, onoterapia, cucciolo terapia….
giardini terapeutici
Agricoltura hobbistica
case in campagna
piccola e media agricoltura
orti urbani
Selvicoltura sociale

Che l’arredo verde ed il turismo siano servizi è ovvio. Ma anche la caccia, che sia apprezzata o meno, associa il prelievo faunistico al godimento dell’ambiente ed è in quest’ottica, un servizio offerto dal bosco.
Un nuovo interesse per il territorio si và sviluppando inoltre nel mondo dell’arte moderna, si creano gallerie e musei di Arte nella Natura.
Alle tipologie descritte si vanno aggiungendo servizi sociali e sanitari destinati a fasce deboli della società.
Tra queste possiamo trovare i bambini che scoprono la vita rurale nella fattoria didattica, come anche gli ex tossicodipendenti in corso di recupero od i portatori di handicap mentale che lavorano nella fattoria sociale o nella cooperativa di gestione del verde, come pure gli assistiti che fruiscono di varie terapie associate a risorse naturali (animali, orti…..)…… .
Tutti questi sono contesti in cui la produzione di beni si associa, in misure diverse, alla realizzazione di servizi ed è questa combinazione complessa che dà luogo ad un’agricoltura che produce redditi senza impatti.
Anzi, ognuna di queste attività contribuisce, a suo modo all’evoluzione di un nuovo paesaggio.
Con questa stessa ottica e con ben altro rilievo, si può vedere anche il mondo della piccola e media agricoltura.
Il piacere e la necessità di stabilire o conservare un rapporto con il mondo rurale va dando luogo, da anni, al fenomeno della prima, seconda o terza casa in campagna, che interessa notevoli porzioni di territorio, soprattutto peri-urbano.
Gran parte di queste realtà, registrate o meno come imprese agricole, sono dotate di orti, frutteti, oliveti, vigneti ed altre colture.
Ma, le loro produzioni sono, per lo più, destinate all’auto consumo o donate ed i loro costi sono, in gran parte dei casi, più elevati del valore commerciale delle derrate realizzate.
Si può quindi ipotizzare che chi le mette in atto non abbia come obbiettivo primario la realizzazione di profitti economici, bensì la produzione di benessere, culturale, fisico ed emotivo.
Tradizionalmente infatti ai riti della ruralità si associano funzioni sociali, quali l’integrazione degli anziani e dei soggetti in difficoltà appartenenti al nucleo familiare, lo stimolo culturale ed emotivo dei bambini e la stessa conservazione della cultura eno-gastronomica, che, a suo modo, è cultura ambientale.
Anche in questo caso si ha quindi combinazione di produzione di beni e di servizi.
Una declinazione prettamente urbana della coltivazione hobbistica è rappresentata dagli orti urbani. Molte città del nord Italia hanno organizzato il fenomeno predisponendo aree e definendone le regole d’uso. Al centro – sud la realtà degli orti è ancora spontanea, abusiva e di una certa importanza per la sussistenza. Il principio è però analogo, l’obbiettivo è in buona parte la ricerca di benessere.
Aumentando il livello di assistenza l’orto urbano può evolvere in giardino terapeutico.
Da un punto di vista economico sia il turista rurale che il coltivatore per hobby che l’assistito nel verde rurale od ornamentale sono consumatori di beni strumentali e servizi. Il territorio, con le sue caratteristiche fisiche, ma anche con le sue imprese, dal terzista con la ruspa….., all’agronomo….., allo psicologo, ne offre la possibilità.
Vi evolve quindi, grazie a queste attività, un nuovo paesaggio che è oggettivamente più legato ai servizi del benessere che alla produzione agricola.
Per ogni categoria, in misure diverse, c’è una spesa od un contributo versato da Enti pubblici. Gli imprenditori, soprattutto quelli sociali e culturali, hanno quindi venduto servizi agli Enti stessi. Il territorio ne ha dato, anche in questo caso, l’opportunità.
IL PAESAGGIO DELLA DOMANDA DI VERDE
Ma, mentre la convenienza della produzione agricola in Italia decresce, le esigenze che determinano la domanda di servizi, soprattutto sociali, appaiono invece in crescita, proporzionalmente agli stress della vita metropolitana.
Quindi la domanda di fruizione terziaria del verde si espande e và ad interessare ambiti territoriali sempre più vasti, portando nuove funzioni, ma anche nuovi impatti, e dando luogo ad un nuovo paesaggio, molto spesso ancora povero di identità e qualità.
La trasformazione ha però la forza, difficilmente arrestabile dei processi socio – economici spontanei, va quindi gestita, per far prevalere gli elementi positivi su quelli negativi.
Se questa trasformazione porterà o meno ad un paesaggio assestato, con coerenza ambientale ed ordine formale, quindi bello ed utile all’ambiente è difficile dirlo ora. E’ certo però che i mondi professionale, imprenditoriale e politico, debbono perlomeno tentare una regia per gestire al meglio il processo di terziarizzazione del territorio.
La possibilità di dare qualità infatti c’è.
Ad esempio, l’associazione con la produzione di servizi permette di coltivare con beneficio economico, anche utilizzando metodi di basso impatto ambientale. I prodotti potranno quindi avere valore aggiunto ecologico e sociale.
Per ornare i giardini, giocare all’agricoltura, separarsi dai vicini, ridurre i rumori, fare ombra…… ed offrire molti dei servizi sopra descritti si debbono inoltre piantare e gestire alberi, prati ed arbusti.
Questi elementi del verde possono essere forestali, ornamentali e da frutta….., possono essere organizzati in viali, siepi, boschetti… e posti per terra, nei vasi o sui tetti…….., le possibilità sono moltissime ad ancora, in gran parte da esplorare.
A questo verde voluto peraltro si aggiunge quello che nasce spontaneamente negli spazi marginali non più gestiti dall’agricoltura. Ogni argine ed ogni margine diventano un bosco lineare.
Queste risorse possono essere un elemento importante con cui ricucire la maglia ambientale e paesaggistica del nuovo territorio, quindi compensare gli impatti delle trasformazioni in atto. Crearle e gestirle al meglio sarà lavoro per la filiera degli operatori del verde.
SELVICOLTURA SOCIALE
Ma queste risorse sono soprattutto legnose, la loro gestione, nel loro insieme, può quindi essere denominata selvicoltura urbana.
Il fatto però che questo verde svolga sopratutto servizi ambientali e sociali ci suggerisce di vedere anche questa come una componente del terziario territoriale.
Peraltro, la gestione del verde è sempre più spesso il campo di lavoro di cooperative che, da un lato offrono il servizio di manutenzione, ma dall’altro fruiscono dell’opportunità terapeutica e sociale offerta dall’attività stessa e pagata dagli Enti responsabili.
Data la rilevanza di questi aspetti potremmo, quindi, parlare di selvicoltura urbana terziaria di valore sociale, in sintesi di SELVICOLTURA SOCIALE.
Questo mondo implica anche attività particolarmente rudi ed avventurose quali, ad esempio la manipolazione di attrezzi potenti, l’arrampicata sugli alberi con le corde (tree climbing), l’utilizzo di automezzi da lavoro e molte altre. ……..
Queste attività ci appaiono, per esperienza diretta, particolarmente idonee ad affrontare un altro tipo di disagio, quello giovanile diffuso, per il quale propongo il nome “disagio d’identità”.
Con questo termine vorremmo indicare quella condizione di confusione, nella quale vive una gran parte dei giovani italiani, che implica insoddisfazione per il proprio mondo culturale e sociale, quindi ricerca di identità.
Questa pulsione non è vista come handicap, ne dal senso comune, ne dalla normativa, è però una condizione di rischio.
Se infatti può, da un lato, portare all’impegno nello sport, come anche nelle battaglie ambientali e politiche, dall’altro può essere il fattore predisponente per scelte auto-aggressive ed anti-sociali.
Per prevenirle è necessario fornire proposte d’identità alternative, altrettanto forti, ma non dannose, ne per chi le mette in atto, ne per la collettività.
Una di queste, può essere la selvicoltura ed in particolare, la sua variante urbana, per la quale si rafforza quindi il carattere sociale.
Non và peraltro dimenticato che, collateralmente alle attività di cantiere è sempre più frequente il coinvolgimento degli operatori del verde in attività didattiche e di animazione indirizzate soprattutto ai bambini.
In questo caso la produzione del servizio ai fruitori rafforza l’efficacia del servizio sociale agli operatori che l’attività stessa permette.
LEGNO DI CITTA’
Ma la manutenzione degli alberi implica la produzione di materiale legnoso, fatto di piccoli e grandi rami od addirittura di interi tronchi. Questo ha fin’ora, preso prevalentemente la via della discarica.
Precedenti limitate esperienze ci avevano invece fatto supporre che la trasformazione di questo materiale, in oggetti utili e/o belli, quali elementi di arredo, oggetti d’arte, cose per la casa….., oltre che in fonti energetiche e compost, fosse tecnicamente possibile ed economicamente sostenibile.
Implica infatti benefici diversi quali:
· La conservazione della Anidride Carbonica (CO2) assimilata dall’albero ed immagazzinata nel legno;
· La creazione di impresa e lavoro creativo;
· La possibilità di integrare soggetti con disagio di vario tipo;
· Lo stimolo delle filiere a monte ed a valle dell’attività stessa.

Avevamo inoltre ipotizzato che, se la trasformazione del legno di città in oggetti fosse stata realizzata, da bambini ed adulti come laboratorio ludico, l’attività avrebbero potuto avere anche altre funzioni, quali ad esempio:
· Didattica naturalistica;
· Sensibilizzazione ai problemi ambientali;
· Gioco sostenibile e non impattante;
· Terapia, per gli utenti ed i conduttori stessi dei laboratori.

La verifica di queste ultime ipotesi è iniziata nel mese di maggio di quest’anno, grazie allo svolgimento di un ciclo di laboratori, per conto degli Enti Roma Natura ed Azienda Romana Mercati.
A partire da tronchi e rami prodotti dalla manutenzione della foresta urbana di Roma, abbiamo realizzato dei semilavorati che poi classi scolastiche e famiglie hanno potuto segare, scolpire, lisciare, incidere, dipingere……., portando a casa i loro oggetti finiti.
Circa 5 mc di catasta di legna hanno preso questa strada, la loro CO2 non tornerà, per molto tempo, nell’atmosfera.
Il divertimento di partecipanti ed operatori, verificato dagli Enti committenti, ci fa ben sperare che le ipotesi formulate fossero in buona misura fondate.
Ulteriori studi e conferme potrebbero portare ad un nuovo approccio nella gestione del verde urbano con la valorizzazione multifunzionale del suo prodotto legnoso. Anche questa novità potrebbe avere ripercussioni positive sulle dinamiche evolutive del paesaggio terziario e terapeutico del continuum città – campagna e sulla filiera degli operatori del verde.
Franco Paolinelli
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