Sabato 2 marzo il primo corso-laboratorio di orticoltura urbana presso l'orto del Mercato di Campagna Amica del Circo Massimo. Per info e iscrizioni Clicca qui.
Sarà il primo di tanti laboratori, sia per grandi che per bambini, che AiCARE realizzerà in collaborazione con la Fondazione Campagna Amica e con Agrigiochiamo ed Il Giardino di Filippo.
Il Programma completo dei corsi e laboratori.
il (primo) blog dedicato all'agricoltura sociale: notizie, eventi, novità, ma soprattutto ... idee
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martedì, febbraio 26, 2013
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venerdì, luglio 22, 2011
Viaggiatori viaggianti da salvare...
Un Lombrico in viaggio.
Abbiamo deciso di imbarcarci, è proprio il caso di dirlo, in una nuova avventura.
Grazie all’entusiasmo di Peppe e Margherita, i nostri amici di Agrigiochiamo (www.agrigiochiamo.it), stiamo lavorando ad un viaggio attraverso l’Italia per andare ad incontrare esperienze virtuose di agricoltura civica (http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura_civica).
Da tempo avevamo “sognato” questa opportunità, disegnando sotto un ombrellone o davanti ad uno spaghetto alla scoglio (le riunioni più belle di lavoro sono quelle in cui ti senti libero di essere), itinerari e percorsi, attrezzature e mezzi. Poi l’incontro con Peppe e Margherita, loro già veterani di esperienze simili, con la loro idea e via che prende concretezza quel pensiero e da sogno comincia a prendere forma.
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mercoledì, novembre 26, 2008
Asini e sapienti...
“Porta a Porta”, lunedì 27 ottobre“Ballarò”, martedì 28 ottobre
i Ministri Renato Brunetta e Giancarlo Rotondi sulla ricerca italiana, citano (e ridicolizzano) una ricerca che riguarda l’asino dell'Amiata.
Come forse sapete, noi AMIAMO gli asini... inoltre... in qualità di agronomi (con l'aggravante dell'essere degli agronomi "multifunzionali"), forse perchè proveniamo da mesi di lavoro intensi e faticosi che al centro hanno visto di volta in volta le piccole aziende agricole, il valore del mondo rurale per l'intera società (anche urbana), i servizi di tipo didattico ed educativo che un'azienda agricola può svolgere (dove spesso al centro dell'attenzione dei bambini c'è un asino appunto), le attività collegate al turismo rurale (e di nuovo qui, l'asinello, i trekking, ecc.), quelle di assistenza con gli animali ai disabili (e di nuovo lui...), fatto ricerche bibliografiche e consultato materiali tecnici e scientifici su queste questioni, sul lombrico sociale abbiamo infine spesso scritto di asini, e forse anche perchè amiamo molto il nostro lavoro e abbiamo un poco anche la presunzione di ritenerlo utile, pubblichiamo la lettera che il prof. Francesco Camillo dell’Università di Pisa, responsabile scientifico del progetto sull'asino dell'Amiata, ha inviato ai due membri del governo italiano.
Possiamo serenamente dire di esserci sentiti, nel nostro piccolo, anche noi un tantinello offesi nel nostro ordinario e quotidiano lavoro...
Leggetela fino in fondo, per gli appassionati degli asini... ci sono anche dei links e dei riferimenti bibliografici sul mondo dell'asino molto interessanti!
Onorevole Ministro Renato Brunetta
Ministero Pubblica amministrazione e Innovazione - Corso Vittorio Emanuele II,
116 – 00186 ROMA
Onorevole Ministro Giancarlo Rotondi
Ministero Attuazione del programma di Governo - Largo Chigi, 19 - 00187 ROMA
e p.c. Magnifico Rettore dell’Università di Pisa
Lungarno Pacinotti, 43 – 56100 Pisa
Oggetto: ricerca sull’Asino del Monte Amiata
Gentili Ministri,
vi scrivo in qualità di coordinatore scientifico del progetto di ricerca “Approccio multidisciplinare alla conservazione dell’Asino dell’Amiata: riproduzione, allevamento e genetica”, finanziato con 55.000 euro dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, nell’ambito dei progetti PRIN, anno 2004.
Ho avuto modo di ascoltare i Vostri apprezzamenti su questa ricerca in occasione delle trasmissioni “Porta e Porta”, di lunedì 27 us, e “Ballarò”, di martedì 28 us.
In entrambi i casi questa ricerca è stata citata quale esempio del degrado dell’Università Italiana, dell’inutilità e dello scarso valore scientifico della ricerca che vi si fa, in un contesto nel quale veniva sottintesa la strumentalizzazione dei “baroni” universitari nei confronti delle proteste degli studenti contro la legge 133/2008.
Tengo a farvi sapere che i Vostri interventi mi hanno profondamente ferito ed offeso e, a mio parere, denotano scarsa conoscenza sulle tematiche della ricerca nel campo della Medicina Veterinaria, al quale appartiene quella sull’Asino dell’Amiata.
A questo riguardo, temo Vi sia sfuggito l’interesse che riveste questa razza, insieme a tutti gli altri genotipi asinini italiani dichiarati a rischio di estinzione, in generale, nel campo della salvaguardia e conservazione della biodiversità animale, ed in particolare, nella valorizzazione della variabilità genetica delle popolazioni autoctone, con precise e puntuali ricadute sul territorio.
Ovviamente non è richiesto a un Ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione e a un Ministro per l’Attuazione del programma di Governo di essere a conoscenza del fervore scientifico che c’è nel campo della ricerca sul latte d’asina che, per la sua peculiare composizione, sembra rappresentare, in casi di gravi intolleranze alimentari, l’unico nutrimento possibile per bambini che non possono essere allattati al seno materno.
Ovviamente Vi potrà sembrare ancora meno importante, per le sorti del Paese, il fatto che l’asino, per la sua estrema docilità e pazienza, venga sempre più spesso impiegato nella terapia di bambini ed adulti con handicap fisici o mentali.
Ritengo che, se la conoscenza di queste realtà possa non essere richiesta ad un Ministro, gli possa però essere chiesto di non parlare davanti a milioni di persone, per di più in maniera totalmente spregiativa, di cose che conosce solo marginalmente.
Infine, sperando di non abusare della Vostra pazienza e pur se non c’è stato da parte Vostra un accostamento diretto della ricerca sull’Asino del Monte Amiata al “barone” universitario, due parole su un “barone”, me stesso, come tanti: ho 51 anni, sono dipendente dell’Università di Pisa con il ruolo di Professore Ordinario, ricopro la carica di Direttore del Dipartimento di Clinica Veterinaria e di Direttore dell’unico master universitario italiano in Riproduzione Equina, sono membro del Collegio Europeo di Riproduzione Animale (ECAR); conseguo mediamente un punteggio di 3, su un massimo di 4, in merito alla mia produzione scientifica (Commissione d’Ateneo di Pisa, Area Scienze Agrarie e Veterinarie) e un punteggio di 3.5, su un massimo di 4, in merito alla qualità della mia didattica (studenti del 4° anno della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Pisa); la mia retribuzione lorda per il 2007, indennità di carica inclusa, è stata di 79.346,18 euro (CUD 2008), mio padre era un impiegato postale, mia madre è una maestra in pensione.
Distinti saluti,
Francesco Camillo
Asino dell’Amiata a rischio di estinzione:
• Commissione responsabile della biodiversità del Parlamento Europeo (N.L. 215/90).
• Scherf B. (2000) - World watch list for domestic animal diversity, 3rd ed. FAO, Roma, Italy.
• SAVE Foundation/Monitoring Institute for Rare Breed and Seed in Europe (2002).
• Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Elenco delle razze minacciate (2007)
Biodiversità:
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo (14 febbraio 2008)
Latte d’asina:
• http://www.lattedimammaasina.it/
Onoterapia:
• http://it.wikipedia.org/wiki/Onoterapia
• http://www.asinomania.com/onoterapia.asp
Elenco delle pubblicazioni e comunicazioni scientifiche nell’ambito del progetto “Approccio multidisciplinare alla conservazione dell’Asino dell’Amiata: riproduzione, allevamento e genetica” (finanziamento PRIN 2004):
1. Casini L, Sgorbini M, Magni L, Corazza M (2007). Valutazioni morfologiche nell’asino sorcino crociato dell’Amiata. Ippologia, 18(3): 33-35.
2. Casini L, Sgorbini M, Magni L, Corazza M, Gatta D (2006). Apparent digestibility of two diets in pregnant Amiata breed donkey. 3rd European Workshop on Equine Nutrition and Feeding of the Broodmare. 20-22 june, Campobasso, Italy, pp. 41-46.
3. Cecchi F., Ciampolini R., Ciani E., Matteoli B., Mazzanti E., Tancredi M., C. Dominici, Presciuttini S., Rosati A. (2006). Pedigree analysis of the endangered Amiata donkey breed (Tuscany, Italy). 57th Annual Meeting of the European Association for Animal Production, Antalya, Turkey 17-20 Settembre 2006, 110.
4. Cecchi F., Ciampolini R., Ciani E., Matteoli B., Mazzanti E., Tancredi M., Presciuttini S. (2006). Demographic genetics of the endangered Amiata donkey breed. Italian Journal Animal Science, 5: 4, 387-391.
5. Cecchi F., Ciampolini R., Ciani E., Mazzanti E., Tancredi M., Presciuttini S., (2007). Morphological characterization of the Amiata donkey breed through the data reported in the Anagraphic Register. Proceeding of the ASPA 17th Congress, Alghero, May 29- June 1, 70.
6. Ciampolini R., Cecchi F., Ciani E., Mazzanti E., Tancredi M, Presciuttini P. (2007). Amiata donkey local breed: genetic and morphological characterization. 58th Annual Meeting of the EAAP 2007, Dublin, Ireland 26-29 August 2007, 73.
7. Ciampolini R., Cecchi F., Ciani E., Mazzanti E., Tancredi M., De Sanctis B.,. Paragnani K, Presciuttini S., Cianci D. (2007). Analisi della variabilità genetica e morfologica dell’asino dell’Amiata Atti 9° Convegno Nuove acquisizioni in Materia di Ippologia Perugia, 22 Giugno 2007, 119-124.
8. Ciampolini R., Cecchi F., Mazzanti E., Ciani E., Tancredi M., De Sanctis B. (2007). The genetic variability of the Amiata donkey breed by molecular data. Proceeding of the ASPA 17th Congress, Alghero, May 29- June 1, 78-80.
9. Crisci A, Panzani D, Rota A, Camillo F. Ciclo ovarico dell’asina dell’amiata: aspetti clinici e comportamentali, 2° Convegno Nazionale Sull’asino, Pp 120-125, Palermo,Vol. Unico,2006
10. Crisci A, Rota A, Panzani D, Sgorbini M, Camillo F, Transrectal and Transabdominal Ultrasonographic Study of Amiata Donkey Pregnancy from Day 150 to Term., Reproduction in Domestic Animals: Physiology, Pathology, Biotechnology,Vol. 43/Supplement 3, Pp 157, 2008
11. Crisci A., Rota A., Panzani D., Pacini M., Balbo S., Govoni N., Forsberg M., Camillo F., Progesteronemia dopo somministrazione di Alfaprostol in asine tra l’8° ed il 10° giorno del diestro., IV Congresso Nazionale Società Italiana di Riproduzione Animale, Pp 22-24, Pisa,Vol. Unico, 2006
12. Ducci M, Pacchini S, Felicioli A, Ducci C, Sighieri C, Rota A, Martelli F, Gazzano A, Applicazione di un Kit di Analisi per la determinazione quantitativa della superossido dismutasi nel seme crioconservato di asino, Annali della Facoltà di Medicina Veterinaria - Università di Pisa,Vol. Lix, pp 253, 8, 2006
13. Gazzano A, Pacchini S, Niccolini A, Rota A, Camillo F, Sighieri C, Ducci M, Determinazione della L-Istidina nel seme di asino, So.F.I.Vet, Pp Cd-Cd, Milano,2006
14. Gazzano A, Pacchini S, Niccolini A, Rota A, Camillo F, Sighieri C, Martelli F, Ducci M, Determinazione della concentrazione del coenzima Q10 negli spermatozoi di asino, Congresso Nazionale So.F.I.Vet., Pp Cd-Cd, Silvi Marina,Vol. VII,2007
15. Magelli C, Rota A, Panzani D, Camillo F, Motility of donkey spermatozoa after cooled preservation in three different extenders, Reproduction in Domestic Animals,Vol. 41,Num 4, pp 320-320, 2006
16. Nardoni S, Sgorbini M, Barsotti G, Corazza M, Mancianti F (2007). Conjunctival fungal flora in healthy donkeys. Vet Ophthalmol, 10(4):207-210.
17. Nardoni S, Sgorbini M, Gugliucci B, Merildi V, Cammà C, Franceschi A, Corazza M, Mancianti F (2007). Preliminary study of the variation of clinical and parasitological features in a group of Amiata donkeys infected by Theileria equi. 2nd Babesia World Summint, 4-5 may, Palermo, Italy, pp. 97.
18. Panzani D, Crisci A, Viggiani R., Rota A, Camillo F, Clinical, behavioural and endocrinological characteristics of the Amiata Jenny’s estrous cycle, LXI Convegno Società Italiana Delle Scienze Veterinarie, Pp 50-50, Salsomaggiore Terme, 5,2007
19. Panzani D, Rota A., Vannozzi I., Kindahl H., Govoni N., Camillo F., Cervical catheterization is not responsible for the low pregnancy rate following transcervical embryo transfer in donkeys, Animal Reproduction Science, Vol. 94, pp 370-373 ,2006
20. Rota A , Magelli C , Panzani D , Camillo F, Effect of extender, centrifugation and removal of seminal plasma on cooled-preserved Amiata Donkey spermatozoa, Theriogenology,Vol. 69/2, Pp 176, 2008
21. Rota A, Magelli C, Bastianacci V, Crisci A, Impeduglia R, Panzani D, Camillo F., Effetto del prelievo in giorni successivi su alcune caratteristiche del seme e del comportamento dell’asino dell’Amiata, 2° Convegno Nazionale sull’asino, Pp 129-133, Palermo,Vol. Unico,2006
22. Rota A, Magelli C, Bastianacci V, Impeduglia R, Panzani D, Camillo F, Effect of semen collection in successive days on some seminal and behavioural charachteristics of Amiata Donkeys, 11th Annual Confrence of the European Society for Domestic Animal Reproduction, Pp 86-86, Celle, Germany,Vol. 1,2007
23. Rota A, Magelli C, Impeduglia R, Panzani D, Camillo F, Effects of centrifugation and removal of seminal plasma on motility and viability of cooled preserved Amiata Donkey spermatozoa, LX Convegno Sisvet, Pp 16-16, Terrasini (Pa),Vol. unico,2006
24. Rota A., Bastianacci V, Magelli C., Panzani D., Aria G., Camillo F., Valutazione dell’integrità della membrana plasmatica degli spermatozoi di asino: studio preliminare, IV Congresso Nazionale Società Italiana di Riproduzione Animale, Pp 25-27, Pisa,Vol. Unico, 2006
25. Sgorbini M, Fusar Bassini R, Luchetti E, Crisci A, Corazza M. (2009) Valutazione ecografica dell’involuzione delle strutture ombelicali in puledri di asino sorcinocrociato dell’amiata nella prima settimana di vita. Congresso SIVE, Bologna 23-25 gennaio, in press.
26. Sgorbini M, Luchetti E, Ressel L, Poli A, Corazza M (2008). Evaluation of two metodology to determine immunoglobulins in serum of foals of Amiata donkey. Atti XIV SIVE/FEEVA Congress, 25-27 January, Venice, Italy, pp.431-432.
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lunedì, gennaio 08, 2007
Il potere è Slow
Sul numero di gennaio della rivista Altreconomia c'è un'inchiesta che credo possa essere interessante. agL’impero del gusto (di Andrea Semplici)
Hanno salvato dall’oblio centinaia di prodotti della tradizione. Fondato una Università, una casa editrice e inventato il Salone del Gusto di Torino. Sotto il cappello di una onlus battono molti cuori. Che vanno fast.
Riferimenti: Altreconomia, Slow Food
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mercoledì, dicembre 20, 2006
Allevamento sociale e spunti imprenditoriali
Ciao ragazzi!Come alcuni di voi sanno, ad avvicinarmi al mondo dell'agricoltura sociale, è stata la mia insana passione per le razze animali in via di estinzione...o meglio, per le razze animali ad uso zootecnico a rischio di estinzione. Quindi non panda, tigri ed orsi, ma molto meno esotici...vacche, pecore, maiali, polli, capre e soprattutto, asini!
Secondo me, anche questo è un aspetto sociale dell'agricoltura, mantenere la biodiversità delle nostre campagne, ritrovando un ruolo agli animali dimenticati, perché sostituiti da altri più produttivi, più comodi da accudire o direttamente da trattori.
Il recupero di questi animali, però, non va a mio avviso condotto nell'ottica del "volontariato", che, per quanto nobile, può spesso divenire dannosa per l'obiettivo che ci si prefigge. Ovvero, tenere in giardino un paio di capre di razza Bionda dell'Adamello, può essere simpatico, ma non risolleva il destino della razza. Collegare invece la razza ad una funzione, ad una produzione casearia di qualità, rende sostenibile il recupero della stessa.
Come per le altre attività di agricoltura sociale, perché l'attività svolta possa essere (e soprattuto rimanere) utile, è importante che si riesca a mantenere un approccio imprenditoriale. E' un concetto che spesso ci siamo detti durante e dopo il Master, ma che non sempre emerge chiaro nelle numerose realtà agro-sociali del territorio.
Tornando ai miei animaletti, e facendo 1+1, recupero l'ideale iniziale che mi condusse al master: nell'agricoltura sociale possono trovare giusta valorizzazione le nostre razze antiche, creando un ulteriore valore aggiunto all'attività agricola. Produrre prodotti dimenticati (uova a guscio bianco, formaggi da latte di razze tipiche...) è un altro modo per sottolineare che dalla diversità (che poi è il fulcro della nostra agricoltura sociale) si può trarre qualcosa di utile.
Scusate se vi ho messo a parte di questi miei pensieri scoordinati, ma...hai visto mai che qualcuno, leggendoli, riesce a metterli in pratica?
Anzi, approfitto per segnalare qualcuno che già da un po' lavora con queste bestiole anche se in un'ottica più generale di multifunzionalità e di recupero del territorio.
Si tratta dell'associazione RARE, per il recupero delle razze autoctone a rischio estinzione, di cui vi segnalo il link: www.associazionerare.it
In particolare, oltre alle descrizioni tecniche delle principali razze, sul sito è attiva una simpatica pagina di foto-racconti e si attiverà a breve un nuovo esperimento: la "rete degli allevatori solidali", una specie di “banca del tempo” grazie alla quale allevatori e semplici appassionati mettono a disposizione un po’ del loro tempo aiutandosi reciprocamente e gratuitamente, e ricavando in cambio…. tempo libero!
Nell'attesa di riuscire ad allevare asini e capre...vi invio un saluto, a presto!
Silvia
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domenica, ottobre 01, 2006
Dal blog "Terra madre 2006"

TERRA MADRE raggruppa comunità provenienti da tutto il mondo, migliaia di contadini, allevatori e pescatori, cuochi ed università. Si incontrano per condividere esperienze e discutere proposte concrete per una nuova idea di agricoltura.
Mercati contadini
Come è noto ad alcuni frequentatori di questo blog, ma non abbastanza, 3 impavidi studenti del Master in Food Culture dell’Università di Scienze Gastronomiche stanno realizzando una ricerca sui farmers’ markets.
Con evidente disprezzo del ridicolo, pare che i risultati di queste fatiche saranno presentati a Terra Madre.
In proposito avete già beneficiato della grafomania di Davide Szanto; in attesa della prospettiva californiana di Linda Kay, ecco un punto di vista italiano su quelli che vogliamo chiamare Mercati Contadini, per non cedere una volta di più alla tentazione di fingerci poliglotti.
Ora, se qualcuno mi chiedesse perchè dovrebbe andare a cercarsi un mercato contadino, potrei rispondere tante cose.
Tanto per cominciare, si può guardare in faccia chi ci dà da mangiare, oltre le barbe degli affettatori di lardo di cinta senese e i grembiuli delle raccoglitrici di mele tarantine.
Si può, volendo, assaggiare moltissimo e moltissimo chiacchierare, per farsi spiegare la fatica impossibile di fare una marmellata di frutta snocciolata e tagliata a mano, che se no si rovina, quasi per la sola soddisfazione di poter dire a chiunque e a testa alta “ma la mia è più buona”. O farsi raccontare la vita dei casari che non vedevano l’ora di farlo; o aspettare paziente che un agricoltore venga a dirti “stamattina mi sono svegliato alle 4 e mezzo e ho raccolto queste melanzane”.
Si può semplicemente stare lì a guardarsi in giro, fotografare i pomodori, sentire gli odori, ascoltare di straforo le signore anziane che chiedono quale miele sarà meglio per il mal di gola. Se poi si è stufi di assaggiare e si vuole fare sul serio certe volte si può mangiare lì, a prezzi più che politici, i piatti fatti con i prodotti del mercato.
Infine ovviamente si può comprare, ma non è obbligatorio. Magari solo una bottiglia di vino, e solo perchè ci piace il cartello sul banco.
Fonte: il Blog di Terra madre
Per saperne di più: Terra madre
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