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mercoledì, febbraio 27, 2013

L'innovazione nel cibo: percorsi di ricerca e di coerenza

Foto di Francesca Durastanti
Si svolgerà venerdì 8 marzo a Pisa, presso la Sala del Consiglio della Provincia, dalle ore 9:30 e per l'intera giornata, il Convegno conclusivo del Progetto PRIN (Programma di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) 2008 “Sistemi alimentari locali sostenibili", coordinato dall’Università della Calabria e che ha visto la collaborazione tra unità di ricerca (Università di Trieste, Università di Pisa e Università di Napoli “Federico II”) coordinate da sociologi e da economisti agrari, che da diversi anni collaborano nell’analisi dei processi di cambiamento nelle aree rurali, in Italia e in Europa.

mercoledì, febbraio 23, 2011

Corso di agricoltura biologica e sociale - Progetto Myrcas

Riceviamo da alcuni colleghi e amici e volentieri pubblichiamo il programma del corso di formazione su Agricoltura biologica e sociale che si terrà dal 28 febbraio al 21 marzo, in diverse località della Toscana, organizzato nell'ambito del progetto europeo Myrcas.
Partner italiani del progetto sono la provincia di Piacenza e la società Agricoltura è Vita Appennino con sede a Lucca.

Il programma del corso:

- Agricoltura biologica: che cosa è? Principi generali dell’agricoltura biologica. Normativa: 1. Le politiche comunitarie in tema di agricoltura biologica; 2. La normativa nazionale e regionale.
Lunedì 28 febbraio, 9:00-13:00, Podere Sant'Elena - Pomarance (PI)

sabato, gennaio 30, 2010

Materiali utili su agricoltura sociale e carcere

Sul sito dell'Aiab, nella sezione dedicata all'agricoltura sociale, è presente una pagina interamente dedicata al progetto "Agricoltura sociale e detenzione. Un percorso di futuro".
E' molto interessante perchè sono riassunte le iniziative realizzate nel corso del progetto ed i documenti elaborati (risultati delle ricerche, dossier pubblicati sull'argomento, documenti di lavoro).
clicca qui

venerdì, settembre 18, 2009

Agricoltura sociale e detenzione. Un percorso di futuro

AIAB – Associazione Italiana Agricoltura Biologica, nell’ambito del progetto “Agricoltura sociale e detenzione. Un percorso di futuro” finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ai sensi dell’art. 12, lett. f) Legge 383/2000. Annualità 2007, sarà presente alla festa dell’Altra Economia a Roma (Largo Dino Frisullo – ex Mattatoio Testaccio) con uno stand unicamente dedicato al progetto in corso. Un’occasione in cui verranno divulgate le attività del progetto ed esposti nella vetrina de “I Buoni Dentro” i prodotti agroalimentari delle carceri.

venerdì, maggio 08, 2009

Corso di formazione: Agricoltura sociale e detenzione un percorso di futuro

L’AIAB, Associazione Italiana Agricoltura Biologica, nell’ambito del progetto “Agricoltura sociale e detenzione: un percorso di futuro” finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con la collaborazione del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria), organizza nei giorni 18-19 maggio 2009, presso la Cooperativa Sociale Agricoltura Capodarco a Grottaferrata (RM), il corso di formazione “Il ruolo dell’agricoltura nell’inclusione sociale e lavorativa dei detenuti”.

venerdì, ottobre 19, 2007

Dal Convegno Nazionale “Agricoltura biologica per l’agricoltura sociale"

Il lombrico sociale c'era ... c'era... e quindi riporta qualcosa (diciamo che trasferiamo qui un po' di appunti sparsi).


Innanzitutto, merito all'AIAB per il contributo nel portare il tema dell'AS all'attenzione nazionale, con il progetto “Programma Nazionale di sviluppo e promozione della rete delle bio-fattorie sociali” - finanziato dal ministero della Solidarità Sociale - e gli incontri di formazione realizzati su tutto il territorio nazionale nell'ambito dello stesso progetto, di cui il convegno di ieri ne rappresentava la conclusione. E merito per l'aver portato il tema all'attenzione della politica nazionale: all'incontro di ieri hanno partecipato il Ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero ed il sottosegretario alle Politiche Agricole del Mipaaf Stefano Boco.

Riporto alcune, solo alcune, delle cose emerse e di cui si è discusso ieri.

Da evidenziare, certamente, l'impegno del ministro Ferrero a convocare a gennaio del 2008 un tavolo tecnico sull'AS, aperto anche al Ministero della Salute e dell'Agricoltura, che possa avviare delle riflessioni al fine di sviluppare sinergie fra politiche agricole e sociali ed adottare una strategia per lo sviluppo dell'AS in Italia [N.d.R. tragi-comica: sempre ... che il governo resista sino ad allora...].

Maria Grazia Mammuccini (amministratore dell'Arsia Toscana) ha evidenziato tre necessità:
- fare sintesi di quanto è stato fatto fino ad oggi ed adottare una strategia di sviluppo per l'AS;
- trasferire l'esperienza della cooperazione sociale e delle imprese sociali operanti in agricoltura ad altre imprese agricole;
- pensare e mettere in pratica soluzioni innovative per sviluppare i servizi nelle aree rurali.

Ha, inoltre, esposto sinteticamente - ed in maniera estremamente chiara - il percorso realizzato dall'Arsia in questi anni, descrivendone la metodologia ed i risultati, e le attività attualmente in corso.
Ma la cosa che mi piace riportare forse più delle altre è la seguente: l'attività realizzata da Arsia (e dai soggetti coinvolti nel progetto della durata di 5 anni), è costata complessivamente circa (se non ho capito male) 130 mila euro, cioè circa 25 mila euro l'anno. Come ci siamo già detti ieri al convegno con l'altro componente di questa effettivamente un po' strana redazione..., ci sentiamo di condividere pienamente quanto è stato detto a proposito della necessità di acquisire uno stile diverso nel fare le cose, diciamo più "essenziale" e quindi capovolgere uno stile, che ci permettiamo di dire è un po' tutto italiano, quello cioè di dover (sembra quasi necessariamente) spendere un sacco di soldi per riuscire a fare delle cose in grado di contribuire in maniera significativa allo sviluppo di un'area o di un territorio.
Ha, infine, sottolinato anche la necessità di avere anche per l'AS come riferimento il mercato e quindi lavorare per rafforzare le esperienze ad es. di filiera corta, creare mercati alternativi e valorizzare le produzioni dell'AS.

Nel pomeriggio tante esperienze e testimonianze di AS, ma per ora è tutto,
ag

venerdì, giugno 29, 2007

Incontro regionale AIAB – Sicilia sull'AS

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (purtroppo con un po’ di ritardo per un’assenza di qualche giorno dal web) il programma dell’incontro regionale AIAB Sicilia realizzato nell’ambito del "Programma Nazionale di sviluppo e promozione della Rete delle bio-fattorie sociali" finanziato dal Ministero della Solidarietà Sociale.

Incontro regionale AIAB – Sicilia
“Agricoltura Sociale e multifunzionalità dell’azienda agricola biologica”
Sabato 30 Giugno 2007 ore 9,30
Agriturismo Torre di Canicarao, C.da Canicarao Comiso (RG)

Interventi:
Paolo Guarnaccia – Presidente AIAB–Sicilia: Benvenuto, introduzione
Calogero Alaimo di Loro – Esecutivo di AIAB Federale: Multifunzionalità e valore sociale dell’azienda agricola biologica
Andrea Ferrante – Presidente AIAB Federale: L’agricoltura biologica e un nuovo sistema di welfare partecipato
Alfonso Pascale – Presidente Rete Fattorie Sociali: Agricoltura Sociale e politiche di sviluppo rurale
Giuseppe Licitra – Resp. Dip. prevenzione A.U.S.L. n.7, RG – Gaetano Gintoli – Resp. U. O. di zooantropologia A.U.S.L. n. 7 RG : Agricoltura Sociale, buone pratiche veterinarie e benessere animale
Luigi Calabrese, Elio Criscione – Medici Veterinari: Territorio, fattorie didattiche e inclusione sociale
Cinzia Dell’Aera – Ass.Risorse agricole e Pari opportunità - Prov. Regionale di Enna: A.S. L’esperienza della Provincia di Enna

Esperienze di Agricoltura Sociale in Sicilia:
Cooperativa sociale San Giovanni Battista (RG),
Cooperativa sociale Oasi degli Asini (SR),
Cooperativa sociale l’Arcolaio (SR),
Cooperativa sociale La Casa di Alberto (CT),
Cooperativa sociale NoE (PA), aderente al progetto Liberaterra.

Conclude i lavori: Andrea Ferrante - Presidente AIAB Federale

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Alle 15,00 vi sarà l’assemblea di AIAB Sicilia a cui sono invitati a partecipare anche le aziende, i tecnici ed i consumatori che vorranno in questa occasione aderire ad AIAB Sicilia.

Segreteria organizzativa
Salvuccio Iacono
Tel 095/7164126, cell. 338/2052539
aiab.sicilia@aiab.it, salvu_iacono@yahoo.it

Torre di Canicarao si trova a pochi chilometri da Comiso, in provincia di Ragusa.
Da Comiso centro
Seguire le indicazioni per l'Ospedale. Dall'Ospedale proseguire verso Ragusa, dopo 1 km sulla sinistra seguire le indicazioni per Torre di Canicarao.
Da SS 514 Ragusa-Catania
Da Catania
Uscire dalla SS 514 al bivio per Comiso-Chiaramonte e seguire indicazioni per Comiso. Da qui come sopra.
Da Modica-Ragusa
Seguire indicazioni per Comiso e da qui verso l’Ospedale, si troveranno le indicazioni per Torre di Canicarao sulla destra.
Se ci sono difficoltà potete contattare Giorgio Battaglia (tel. 0932 683003 cell. 348 3501333) o Salvuccio Iacono (cell. 338 2052539).

domenica, giugno 17, 2007

La bioagricoltura sociale e le politiche pubbliche

Nell'ambito del progetto AIAB "Programma nazionale di sviluppo e promozione della rete delle biofattorie sociali" avranno luogo diversi incontri in diverse regioni italiane. Segnaliamo anche l'incontro "laziale" che si terrà mercoledì 20 giugno dalle ore 16.00 presso la cooperativa agricola Agricoltura Nuova in via valle di Perna a Roma.
Il titolo dell'incontro: "La bioagricoltura sociale e le politiche pubbliche nel Lazio".

Il programma:
Presiede Adolfo Renzi - Presidente di AIAB Lazio
Introduce Carlo Patacconi - Presidente di Agricoltura Nuova
Interventi di
L'agricoltura biologica e sociale: problematiche e prospettive di sviluppo, Anna Ciaperoni, Esecutivo di AIAB Federale
Piano di sviluppo rurale: idee per un progetto integrato di agricoltura sociale, Alfonso Pascale, Rete delle fattorie sociali
Politiche socio-sanitarie per l'agricoltura sociale, Enrico Fontana, Consigliere gruppo Verdi regione Lazio; Libera, Associazione contro le Mafie

Sono stati invitati:
Augusto Battaglia, Assessore alla Sanità della Regione Lazio,
Daniela Valentini, Assessore all'Agricoltura della Regione Lazio,
Alberto Sasso D'Elia, Dirigente Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Lazio
Massimiliano Valeriani, Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Roma
Angiolo Marroni, Garante dei diritti dei Detenuti della Regione Lazio
Luigi Nieri, Assessore al Bilancio della Regione Lazio.

Testimonianze di BioAgricoltura Sociale:
Esperienze delle Cooperative e Aziende agro-sociali.

Il programma della giornata Toscana è riportato nel post precedente, per le altre date clicca qui

giovedì, giugno 14, 2007

LA BIOAGRICOLTURA SOCIALE TRA SOLIDARIETA’ E MERCATO

Salve a tutti,
lombrichi, lettori e lettrici del blog.
Questo è in assoluto il mio primo post ed è per me un onore contribuire a questo blog che coinvolge molte realtà diverse che operano in agricoltura sociale.
Chi vi scrive è un agronomo di Livorno che una volta finita l'università ha fondato una cooperativa (Coop. Agropolis "Servizi per la Valorizzazione del Territorio") insieme ad altri colleghi per portare avanti idee e progetti che ruotano attorno al mondo dell' agricoltura sociale.
La Cooperativa Agropolis nasce per sviluppare un progetto rivolto alla sostenibilità dello sviluppo sociale ed economico e alla valorizzazione del territorio inteso come l’insieme delle risorse ambientali e umane.
Tutti i nostri progetti saranno consultabili sul sito www.agropolis.it appena il nostro web designer tornerà dalle vacanze.....
Nel frattempo vorrei segnalare a tutti un incontro che si terrà a Grosseto il 28 giugno presso la Sala Pegaso della Provincia di Grosseto dalle ore 10 alle 14. L' iniziativa è realizzata all'interno del progetto "Programma Nazionale di sviluppo e promozione della Rete delle bio-fattorie sociali". Dato che siamo stati inseriti nel programma degli interventi (e colgo l'occasione per ringraziare Anna Ciaperoni di AIAB per l'opportunità che ci da) daremo il nostro piccolo contributo esponendo i progetti che Agropolis ha portato a termine in ambito di formazione e inserimento lavorativo per disabili e terapia e riabilitazione in agricoltura rivolta a ex tossicodipendenti.
Ecco comunque tutto il programma della giornata:
Saluto di Lio Scheggi, Presidente della Provincia di Grosseto
Presiede e conclude Elisabetta Pezzini - AIAB Toscana
Relazioni
Biologico e sociale per un nuovo sviluppo rurale - Anna Ciaperoni, AIAB Federale
Idee per un progetto integrato di Agricoltura Sociale - Alfonso Pascale, pres. Asss. Rete delle Fattorie Sociali
Le politiche pubbliche a sostegno dell’Agricoltura Sociale - Roberto Finuola, Presidenza del Consiglio dei Ministri
(*) L’impegno di Arsia per lo sviluppo dell’Agricoltura Sociale in Toscana - Maria Grazia Mammuccini - Amministratore Arsia
Interventi
Cinzia Tacconi, Assessore alle Politiche Sociali - Provincia di Grosseto
Alidiano Bargelli, Assessore all’Agricoltura - Provincia di Grosseto
(*) Roberto D’Alonzo - Arsia
Marco Noferi - Cooperativa Paterna Terranova Bracciolini (Ar)
Maria Teresa Falda, presidente CO.PA.IT , Associazione per la produzione e valorizzazione della Pappa reale fresca italiana, Grosseto
Alessandro Colombini - Azienda agricola Colombini - Lari (Pi)
Bruno Pasini - Apicoltura Pasini, Campagnatico (Gr)
Francesco Presti, Coop Agropolis - Livorno
Marco Cavicchioli, Coop Il Pungiglione dell’ Associazione Giovanni XXIII, Mulazzo (Ms)
Patrizia Latini, presidente dell’Associazione L’Amaranto, Tatti (Gr)
Nicola Caruso, Area di coordinamento Politiche Sociali della Regione Toscana
Sono stati invitati
Emilio Bonifazi, Sindaco di Grosseto, Alessandro Monaci, presidente Consulta Volontariato Azienda Usl9 e Ass.ne bambini con handicap, rappresentanti di Cia, Coldiretti e Unione Agricoltori di Grosseto, Claudio Franci, Alpa Toscana, Giovanni Alessandri presidente Far Maremma, Paolo Lecci presidente CO.E.SO (Consorzio gestione politiche sociali), Massimiliano Frascino, presidente Fondazione Il Sole onlus, M. Cristina Morrone direttore Case Circondariali di Grosseto e Massa Marittima, le associazioni dei consumatori e del Terzo settore, i Sindaci dei comuni della Provincia di Grosseto.
Un saluto a tutti

lunedì, aprile 30, 2007

Agricoltura sociale in Emilia Romagna

Pubblichiamo un'intervista dal settimanale online Bioagricoltura notizie (Edizioni AIAB, Anno V, n.44/06, 15 dicembre 2006). Si tratta dell'intervista al direttore di una cooperativa sociale modenese, è molto interessante (alla luce del viaggio olandese, cari compagni di viaggio, direi che tutto diventa ancora più interessante, come forse è normale che sia nel momento in cui ci si confronta con altre realtà, ma avremo modo di parlarne anche su questo blog).
La foto è stata scattata presso l'azienda agricola de Zonnebloem (NL).

Intervista a Marco Sassi, direttore della coop. Soc. Rinatura che si occupa di agricoltura biologica e di recupero di ex-detenuti, ex-tossicodipendenti, emarginati sociali, soggetti con lievi handicap psichici.

Notizie generali sull’azienda, ettari, produzioni ecc..
La cooperativa Rinatura da sempre si occupa di agricoltura biologica e di recupero di ex-detenuti, ex-tossicodipendenti, emarginati sociali, soggetti con lievi handicap psichici. Conta circa 110 ettari di terreno in affitto di cui 60-70 sono investiti a boschi, siepi, prati, zone umide, cioè a ricreare l’ambiente tipico della Pianura Padana. Vengono coltivati cereali misti (farro, orzo, grano), pisello,
favino (per la pratica del sovescio), girasole, ortaggi. Circa 2 ettari sono destinati a un frutteto allestito recuperando numerose varietà antiche tipiche della zona modenese. Anche il vigneto è costituito da varietà antiche (circe 20 tipi diversi di uva) ed è stato ripreso il vecchio metodo della piantata modenese maritata con l’olmo.
Dal 2000 stiamo sviluppando in collaborazione con il Comune di Modena un progetto di
partenariato con il Comune di Modena che ha permesso a Rinatura di acquisire in affitto un fondo a Marsaglia Nuova in Via Pomposiana 292 da ristrutturare, ed una quarantina di ettari di terreno, finalizzati alla creazione di un centro alloggio per persone in inserimento lavorativo e la realizzazione di una fattoria didattica Biologica.

La vostra cooperativa nasce come cooperativa sociale oppure era già una cooperativa agricola che a un certo punto ha esteso il suo campo d’azione all’attività sociale?
La Cooperativa Rinatura nasce dieci anni fa come cooperativa sociale grazie all’aiuto di due cooperative già esistenti (Porta Aperta e Oltremare).

In cosa consiste la vostra attività agricola e sociale?
L’attività principale della cooperativa è costituita da lavori naturalistici, manutenzione del verde, rimboschimenti, gestione di parchi e giardini. I dipendenti della cooperativa partecipano a tutte queste attività oltre a quelle riguardanti la parte strettamente agricola, quindi le varie pratiche colturali.
Gli obiettivi sono duplici: rispondere a due bisogni principali che provengono dalle persone in fase di inclusione sociale: oltre al lavoro, l’alloggio e la socialità; creare una fattoria didattica, dove si alternano attività di tipo produttivo ad altre strutturate a fini didattici per la creazione di un ambiente agricolo ed uno spazio pubblico a disposizione delle scuola.
E’ stato realizzato:
• un bosco con vegetazione autoctona disposto a corona dell’area di circa 30 ettari, del quale si continuano le manutenzioni per favorirne la crescita;
• un frutteto con funzione di campo catalogo delle varietà autoctone della Provincia di Modena;
• un vigneto con l’antico metodo della piantata modenese;
• un lago naturalistico per la preservazione di piante autoctone, già divenuto punto di ristoro per anatre e altri uccelli acquatici nelle loro migrazioni stagionali;
• colture di tipo estensivo di diversi cereali biologici;
• nel 2005 abbiamo realizzato un vigneto per la produzione di Lambrusco biologico;
• l’attivazione del progetto “BiOasi” che vede un gruppo di volontari impegnato nella gestione di un orto coltivato secondo le metodologie del biologico;
• una batteria di arnie per apicoltura;
• dal 2003 è operativa la Fattoria Didattica Centofiori nella quale svolgiamo attività didattica sulle tematiche ambientali ed agricole per le scuole della Provincia di Modena e nelle annualità 2004 e 2005 abbiamo partecipato all’iniziativa Fattorie Aperte. Nelle due Domeniche di Maggio di Fattorie Aperte del 2005, la Fattoria è stata visitata da circa 800 persone;
• a Dicembre 2003 è stata inaugurata la Struttura ricettiva Centofiori capace di ospitare 16 persone per offrire agli inserimenti lavorativi nelle Cooperative sociali e alle persone in difficoltà abitativa, una opportunità temporanea di alloggio. La struttura è convenzionata con il Comune;
• dalla primavera 2006 è attivo il Laboratorio di Educazione ambientale del Comune di Modena nell’ex fienile, e un agriturismo biologico nell’ex stalla.

Quali sono i punti di forza di un’attività sociale svolta in ambito agricolo? Le cose che la differenziano da quella svolta per esempio in ambiti ndustriali o dei servizi?
I punti di forza dell’attività sociale in ambito agricolo rimandano all’idea di un lavoro svolto all’aperto con fatica e sforzo fisico che aiuta a distrarre le persone che hanno avuto problemi di devianza sociale. I soggetti inseriti nel programma di recupero sono seguiti da un’educatrice interna alla cooperativa e sono impegnati nelle varie attività affinché possano stare a contatto con la natura e apprendere una professione. In una parola possiamo parlare di AGROTERAPIA.

La vostra attività sociale è anche un’integrazione di reddito?
Quanto incide nel bilancio complessivo della cooperativa?

Il reddito della cooperativa deriva soprattutto dalle attività naturalistiche e di manutenzione del verde, dalla didattica ambientale (attività di fattoria didattica per le scuole) e dalla vendita dei prodotti agricoli. La parte sociale non è un’integrazione di reddito perché non incide in alcun modo sul bilancio complessivo, è semplicemente la nostra mission, l’obiettivo principale per cui è nata questa cooperativa senza pensare ad un fine economico.

Il fatto che svolgiate un’attività sociale crea un valore aggiunto per i vostri prodotti e avete per questo un riconoscimento dal mercato?
Senza dubbio agricoltura sociale significa valore aggiunto per il prodotto, credo sia importante creare un marchio di riconoscibilità, come già fanno in altri paesi europei, per rendere visibile questo valore.

mercoledì, febbraio 28, 2007

Corso di formazione per animatori di agricoltura sociale

Il progetto di AIAB "Programma Nazionale di promozione e sviluppo delle bio-fattorie sociali", (finanziato dal Ministero della Solidarietà sociale secondo la legge 383/2000) prevede, tra le altre attività, lo svolgimento di un corso di formazione per tecnici-animatori in agricoltura sociale. Suddetto corso intende formare una figura per ogni regione d'italia per svolgere e coordinare attività nelle fattorie sociali e avere un quadro d'insieme delle numerose realtà esistenti in Italia e all'estero. Lo scopo è quello di favorire il collegamento territoriale fra realtà agricole, cooperazione sociale e istituzioni. Il corso avrà luogo presso la Cooperativa Capodarco a Grottaferrata (RM) nei giorni 16-17-18 marzo p.v.

venerdì, novembre 24, 2006

Una lettera di Alessandro Colombini, titolare dell'azienda BIO Colombini

“Quando uno sogna da solo è soltanto un sogno.
Quando si sogna insieme è la realtà che comincia”
(canto popolare brasiliano)


E grazie a voi io ho iniziato.
Con sorpresa e gratitudine mi accingo a scrivere questa mail.
La comunicazione formale sarebbe “l’azienda BIO Colombini ha vinto il premio Etica & Impresa”, la comunicazione che do a voi è abbiamo vinto un premio importante che racconta a livello nazionale l’importanza di integrare essere e fare, utopia e realtà.
Etica & Impresa è un riconoscimento che premia l’attenzione verso il prodotto, il processo, il cliente e il territorio ma soprattutto la responsabilità sociale d’impresa, quella responsabilità che viene fatta della infaticabile concretezza delle pratiche, degli accordi, delle relazioni, che vedono impegnati all’unisono i capi e i collaboratori, le organizzazioni e il territorio.
Finalmente un riconoscimento che ci riguarda tutti e che fa di noi tutti attori di cambiamenti sociali e culturali. Quando il comprare un prodotto diventa scelta di responsabilità, quando produrre diventa veicolo di solidarietà, quando vincere un premio è una questione di responsabilità verso il mondo che lasceremo ai nostri figli.
Tutti noi prendiamo questo premio e portiamocelo a casa, mettiamolo sulla mensola più in vista oppure davanti all’ingresso per ricordarci sempre che il futuro ci interessa, che fare la spesa, comprare un prodotto, parlare con una persona o assumere un nuovo dipendente diventa scelta di responsabilità, responsabilità che ricorda a noi tutti l’importanza di essere parte attiva di un processo di cambiamento.
Ringrazio tutti coloro che, insieme a me, hanno vinto questo premio: grazie a tutte le persone dei gruppi d’acquisto, grazie per suggerimenti e critiche. Grazie a tutte le altre aziende che con il loro impegno e la loro forza sono state fonte di ispirazione e innovazione. Grazie alle associazioni e alle organizzazioni che, con il loro costante aiuto, sono state complici e osservatrici del nostro cambiamento e ci hanno dato forza e sostegno. Grazie a tutte le persone che hanno speso tempo e forza nell’azienda.

UN GRAZIE SPECIALE VA, INOLTRE, AL NOSTRO CARO AMICO GIANNI PIROTTA CHE HA CREDUTO IN QUESTO LAVORO ED HA CONTRIBUITO AL PREMIO METTENDO A DISPOSIZIONE I SUOI NUMEROSI TALENTI. UN ANNO FA CI HA LASCIATI MA ANCORA OGGI CI ACCOMPAGNA. CON GRATITUDINE QUESTO PREMIO è DEDICATO ANCHE A LUI.

Qui sotto trovate ciò che è stato scritto sull’azienda nella pubblicazione del premio Etica & Impresa:

L’azienda Colombini nasce nei primi anni del 1900 e, arriva ai giorni nostri, confrontando tre generazioni e periodi storici differenti.
La storia di questa azienda si caratterizza per il fatto di aver superato momenti difficili, come guerre e industrializzazioni, attraverso la valorizzazione della terra e del lavoro agricolo.
Questa valorizzazione è avvenuta attraverso alcune scelte etiche promosse soprattutto quando è subentrato il figlio (ultima generazione) che, sensibilizzato dall’apprendimento dei principi della coltura biologica e della biodinamica, ha convertito al metodo biologico la produzione di ortaggi.
Questa trasformazione di tecnica e metodo produttivo ha comportato anche un mutamento del modo di concepire il rapporto con l'ambiente sia naturale che umano.
Quello, infatti, che caratterizza l’azienda è la continua ricerca di una interazione positiva con la natura e con un’attenzione particolare alla responsabilità sociale. L’azienda è entrata in contatto con un’associazione locale (ORISS) che ha siglato un “patto per la salute” con i comuni dell’area della Valdera ed ha avviato un percorso di interazione in agricoltura di disabili (psichici e psichiatrici).
Ha partecipato, inoltre a esperienze di economia equa e solidale quale il rapporto stabilito con numerosi gruppi di consumatori, tra cui G.A.S. (Gruppo di Acquisto Solidale).

Ha risposto alle nostre domande il titolare dell’azienda, Alessandro Colombini.

Quali motivazioni e quali circostanze hanno portato alla nascita di azioni di Responsabilità Sociale?
Quando mi è stato proposto di partecipare al progetto “Il Giardino dei Semplici” per favorire l’inserimento lavorativo e/o terapeutico-occupazionale di soggetti svantaggiati presso aziende agricole, dopo un primo momento di perplessità, visto le particolari problematiche di rapporto che avrei dovuto, forse, affrontare, ho pensato che poteva essere un’occasione importante per impegnare me e la mia famiglia in questa opera di solidarietà perché ne avrebbero potuto beneficiare, come è poi avvenuto, sia le persone socialmente svantaggiate ma anche l’ambiente lavorativo stimolato e impegnato non solo a produrre beni di consumo ma anche, contemporaneamente, beni relazionali.

Quali sensazioni ha provato alla firma dell’accordo?
Presso la mia azienda periodicamente si svolgono incontri tra me, gli utenti del progetto e gli psicologi dell’associazione. Durante uno di questi incontri, Concetta, assunta a norma della legge 68/99, ha dichiarato: “Prima ho lavorato in un calzaturificio come fossi alla catena di montaggio e poi in un ristorante dove non c’era tregua, anche la domenica, e credo che li poi mi sono ammalata, mi sono depressa. Magari guadagnavo qualcosa di più ma ora è qui, in questa azienda agricola, in quest’ambiente che mi sento in un sistema di vita più mio. Ora sto molto meglio ed è la cosa che conta! “ Questa testimonianza ha contribuito per me in modo determinante aggiungendo valore al progetto intrapreso.

Quale è il significato del connubio Etica&Impresa?
Coniugare questi due termini, che sembrano così distanti, “Etica e Impresa” significa nel mio caso poter dare vita ad un modello di agricoltura in grado di dare un contributo al potenziamento del Welfare locale. Significa,quindi , da parte dell’imprenditore agricolo, divenire partecipe ed agente del benessere psichico e fisico della Comunità nel cui contesto in cui vive ed opera.

E cosa vi ha spinto a partecipare al premio?
La voglia di far conoscere la nostra esperienza e, allo stesso tempo, potermi confrontare con altre esperienze, magari simili ma anche differenti dalla mia, ma che guardano nella stessa direzione nella speranza di poter apprendere qualcosa in più e condividere un progetto comune.

Se volete avere altre informazioni sul premio Etica & Impresa potete visitare il sito:
www.eticaeimpresa.net

lunedì, novembre 20, 2006

Agricoltura sociale. Un Dossier su Bioagricultura novembre-dicembre N. 102

Sul numero di novembre-dicembre di Bioagricultura, il bimestrale edito dall’Aiab, un dossier di 9 pagine sull’agricoltura sociale. Interviste al professor Saverio Senni, coordinatore di un gruppo di lavoro alla Facoltà di agraria dell’Università della Tuscia, a Viterbo; Bruno Pozzobon, presidente della Cooperativa sociale di tipo A “L’Incontro” e della Cooperativa sociale di tipo B “Campo Verde” e Luciano Pietrobon, Vicepresidente e responsabile tecnico-produttivo della Cooperativa sociale di tipo B “Campo Verde” di Castelfranco Veneto; a Maurizio Piccioli, presidente della cooperativa “L’Orto” in provincia di Bologna e Marco Noferi, presidente della Cooperativa Paterna di Terranuova Bracciolini (Arezzo). Inoltre la presentazione del progetto Aiab e un documento dell’associazione.
Per saperne di più leggi
Il Dossier di Bioagricoltura (pdf di 1,1 mb) che puoi scaricare qui

Fonte: Bioagricultura Notizie, Edizioni AIAB, Anno IV, n. 40, Venerdì 17 novembre 2006

Un'azienda agricola fra i vincitori del Premio Etica & Impresa

L'Azienda Agricola Colombini di Lari (PI) è la vincitrice del Premio Etica & Impresa - I migliori accordi e le migliori pratiche di Responsabilità Sociale di Impresa, nella categoria micro e piccole imprese.
Di getto, molto belle 3 cose, a mio parere:
1) un'azienda agricola vincitrice (non solo perchè come agronomo sono di parte, ma anche perchè da poco e soltanto di recente in agricoltura si parla di etica e di responsabilità sociale di impresa);
2) le motivazioni del premio all'azienda Colombini:
- per il suo ruolo di testimonianza quale capofila di più iniziative destinate alla valorizzazione della diversità e all’ economia solidale;
- per la sua capacità di integrazione – nonostante le dimensioni di microimpresa con 5 dipendenti - con una pluralità di Amministrazioni Locali e Istituzioni Socio-Sanitarie, e con altre aziende agricole simili, per realizzare programmi concreti di inserimento sociale e terapia occupazionale, oltre che di formazione agricola, sperimentazione di mense biologiche e programmi di acquisto solidale;
3) sul sito del premio www.eticaeimpresa.net leggo che "nel premio Etica & Impresa la certificazione SA8000 è gradita, ma non è requisito sufficiente o indispensabile all’ammissione, si desidera infatti che emergano e si rendano note anche le pratiche di responsabilità sociale non codificate dalla certificazione; è anche con questa modalità che il premio diventa un osservatorio in grado di monitorare le numerose buone pratiche su persone impresa e territorio realizzate all’interno e al di fuori della certificazione SA8000".
ag

venerdì, novembre 03, 2006

Avviato il progetto per la Rete delle Biofattorie sociali

Con il progetto "Programma nazionale di sviluppo e promozione della rete delle biofattorie didattiche" finanziato dal Ministero della Solidarieta’ sociale (ai sensi dell’art 12, lett f, legge 383 del 7/12/2000) AIAB intende promuovere e valorizzare le attività sociali svolte all'interno delle aziende agricole ed in particolare delle cooperative sociali, favorendo il collegamento territoriale tra realtà agricola, cooperazione sociale e mondo scolastico. L'obiettivo del progetto è creare una rete di biofattorie sociali allo scopo di facilitare l'avvio di progetti sperimentali territoriali che coinvolgano direttamente soggetti socialmente svantaggiati al fine di avviare programmi di inclusione sociale e lavorativa. (Aiab)

Fonte: Bioagricultura Notizie, Edizioni AIAB, Anno IV, n. 38, Venerdì 3 novembre 2006